Rapporto sui risultati
Consultazione 2002/17: Unificazione della procedura civile (Codice di procedura civile svizzero) · 956 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 122Fedlex · Rapporto sui risultati
définitivement par la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral. Quand bien même la convention d'action directe devant la juridiction supérieure, pour les valeurs litigieuses d'au moins 100'000 francs (art. 6) pourrait créer une sérieuse brèche dans le système instauré par l'art. 71 LTF, nous souhaitons qu'elle soit maintenue, tant il nous paraît illusoire que de tels litiges soient vidés de manière définitive en première instance, quelles que soient les compétences mises en œuvre à ce stade.
TI: Questa norma istituisce d'un canto il doppio grado di giurisdizione, ciò che nel cantone Ticino è pacifico. Il problema di questa norma, unitamente alla clausola generale dell'art. 310 CPC-Ti sta nel fatto che, secondo la logica di questo progetto, ogni decisione del giudice di prima istanza è impugnabile all'autorità superiore, seppure con la limitazione dell'art. 310 lit. b) CPCF per quanto riguarda le decisioni di mera natura istruttoria, ossia la minaccia di un pregiudizio non più riparabile.
Il sistema del CPCF si distanzia dunque in modo importante rispetto a quello attuale del CPC-Ti, che distingue tra ordinanze (assolutamente inimpugnabili in appello, art. 95 CPC-Ti) e i decreti (che invece sono appellabili, art. 96 CPC-Ti).
Il rischio sarà naturalmente quello di dilazionare in modo importante le istruttorie, segnatamente che l'una o l'altra parte utilizzi questo strumento quale misura dilatoria.
Il problema è conosciuto in Cantone Ticino, tanto che l'introduzione della "ordinanza" nel Codice del 1971 è sorta quale reazione all'impugnabilità di ogni e qualsiasi atto istruttorio, prevista nel regime precedente.
Proprio per parare a questo rischio di manovre dilatorie è pensabile di introdurre nella legge delle sanzioni. Ad esempio, qualora emerga che il ricorso sia manifestamente infondato, ammettere con una certa facilità la sanzione di "atto temerario" con relativo accollo maggiorato di oneri di causa.
Organisationen / Organisations / Organizzazioni
Bger: Das Prinzip der "doppelten Instanz" ist aus bundesgerichtlicher Sicht sehr zu begrüssen (Art. 3 VE-ZPO; Bericht S. 12, 21 f.). Es stellt sicher, dass sich grundsätzlich zwei kantonale Instanzen mit einer Streitsache befasst haben, bevor diese ans Bundesgericht gelangt. Die unter der geltenden Ordnung häufigen Fälle, wo dem bundesgerichtlichen Verfahren nur ein einziger kantonaler Entscheid - oft auch eines unteren Gerichts - vorausgegangen ist, werden damit wesentlich reduziert. Dies entspricht dem zentralen Anliegen der Entlastung des Bundesgerichts. Besonders hervorzuheben ist in diesem Zusammenhang Art. 5 Abs. 3 VE-ZPO, wonach (im Unterschied zur heutigen Rechtslage) selbst handelsgerichtliche Entscheide und die im Rahmen von handelsgerichtlichen Verfahren ergehenden vorsorglichen Massnahmen vorgängig mit kantonaler Beschwerde angefochten werden müssen, wobei die Rechtsanwendung frei und die Sachverhaltsfeststellung auf Willkür hin überprüft wird (Art. 311 lit. a und b VE-ZPO; Bericht S. 23).
Die in Art. 4 VE-ZPO (Spezialmaterien) und Art. 6 VE-ZPO (Prorogation und Streitwert von mindestens 100'000 Franken) vorgesehenen Ausnahmen vom Prinzip der doppelten Instanz sind unseres Erachtens hinzunehmen, beruhen sie doch einerseits auf gesetzlichen Vorschriften (z.B. Art. 76 PatG, Art. 58 Abs.