Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 95Fedlex · Rapporto sui risultati
29 altri partecipanti si pronunciano a favore dell’accordo, in particolar modo Interpharma, che ritiene giudiziosa la decisione di limitarne il campo d’applicazione alla sicurezza sanitaria e osserva come la mancata partecipazione della Svizzera ai meccanismi rilevanti dell’UE abbia avuto un impatto negativo sulla piazza economia e sul sistema sanitario svizzero. CFIST osserva che è essenziale che la Svizzera abbia pieno accesso all’ECDC, poiché soltanto così è possibile analizzare e valutare in modo esaustivo gli sviluppi epidemiologici nazionali e internazionali al fine di dedurne le misure di prevenzione e lotta appropriate. Secondo CFIST, l’accesso all’ECDC rafforzerà durevolmente le competenze svizzere, segnatamente per quanto concerne la lotta alle resistenze agli antibiotici. CSS osserva che gli sviluppi negli Stati Uniti consolidano ancora di più la pertinenza dell’ECDC. H+ è sostanzialmente favorevole all’Accordo sulla sanità, ma critica il fatto che non sia stata svolta un’analisi d’impatto della regolamentazione (AIR) esterna completa che includa anche i costi aggiuntivi per i fornitori di prestazioni di cura. Ritiene inoltre che l’onere supplementare potrebbe essere più elevato di quello indicato nel rapporto esplicativo e che dovrebbe essere indennizzato. FMH sostiene che l’attuazione dell’Accordo sulla sanità comporta un onere supplementare per i fornitori di prestazioni e formula una richiesta per la compensazione di tale onere. H+ sottolinea inoltre l’importanza delle sinergie in seno all’UFSP tra il progetto NASURE e l’attuazione del presente accordo. Secondo Roche, l’accordo rafforza la capacità di gestione delle crisi e ciò andrà a vantaggio dell’azienda in termini di continuità delle attività di ricerca e produzione. Ritiene inoltre che la cooperazione con l’UE consolidi indirettamente anche la Svizzera in quanto polo di ricerca. CFP è dell’avviso che il rapporto costi-benefici sia chiaramente a favore dell’Accordo sulla sanità e che sia importante disporre delle risorse necessarie per trarne il massimo vantaggio.
Altri 12 partecipanti non esprimono un parere univoco. È il caso in particolare di scienceindustries, che sostiene fra le altre cose che il rapporto costi-benefici dell’accordo sia piuttosto sfavorevole e che l’onere supplementare dei fornitori di prestazioni di cura relativo alla sorveglianza di nuovi agenti patogeni debba restare limitato. Infine, 6 partecipanti respingono l’Accordo sulla sanità – segnatamente MASS-VOLL e ABF Schweiz – adducendo come motivazione la perdita di sovranità, l’estensione dei privilegi e delle immunità per i funzionari europei e i costi dell’accordo stesso.
2.13.1.2 Possibilità di estendere il campo d’applicazione dell’Accordo sulla sa-
nità
A tal proposito sono stati inviati 41 pareri. 13 partecipanti (in particolare CdC, ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VS, PVL, PS) si pronunciano a favore della possibilità futura di estendere il campo d’applicazione dell’Accordo sulla sanità, mentre 8 (in particolare BS, BL, VD, H+, Interpharma, Roche) non esprimono un parere univoco in merito e 20 (in particolare UDC, economiesuisse, USI, ASB, USS, scienceindustries) si dichiarano contrari.
CdC e 9 Cantoni (ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VS) accolgono con favore la possibilità che l’accordo possa essere esteso ad altri ambiti se ciò fosse nell’interesse delle due parti. Sottolineano che nel caso in cui il Consiglio federale e l’UE desiderassero estendere l’accordo di cooperazione ad altri settori sanitari, occorrerebbe consultare prima i Cantoni. BS, BL e VD non si esprimono su questo punto, ma menzionano