Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nelle IPG (DSD)
Direttiva WML · 21 maggio 2026 · AVS · Versione 22
Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nelle IPG (DSD); valida dal 01.01.2019, stato 01.05.2026
In vigore
UFAS · WML · Italiano
Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nelle IPG (DSD)
Valide dal 1° gennaio 2019
Stato: 1° maggio 2026
Premessa al supplemento 8, valido dal 1° maggio 2026
Il presente supplemento modifica il N. 2166, concernente gli assegni per l’economia domestica (assegni familiari), chiarendo che l’importo di tali assegni è si indipendente dall’ammontare del salario ma non dal grado d’occupazione.
La modifica è contrassegnata con l’annotazione 1/26.
- Indice Abbreviazioni9
- 1a parte: Definizione di salario determinante14
- 1. Base legale14
- 2. Definizioni14
- 2.1 Lavoro14
- 2.2 Tempo determinato o indeterminato14
- 2.3 Retribuzione15
- 2.4 Situazione dipendente17
- 2.4.1 Definizione17
- 2.4.2 Rischio economico dell’imprenditore17
- 2.4.3 Rapporto di dipendenza18
- 2.4.4 Valutazione delle circostanze globali del caso specifico .. 18 a) Criteri decisivi18
- b) Criteri non decisivi20
- 2.4.5 Cambiamento dello statuto contributivo22
- 2.4.6 Importanza della distinzione per gli altri rami delle assicurazioni sociali23
- 2a parte: Diversi tipi di retribuzione e loro qualificazione in materia di contributi24
- I. Componenti del salario24
- 1. Salario di base, indennità e assegni a carattere salariale24
- 2. Indennità di vacanza, per giorni festivi e altre indennità in caso d’assenza25
- 3. Partecipazioni agli utili26
- 3.1 Elargizione ai dipendenti dall’utile netto di una persona giuridica26
- 3.1.1 Principio26
- 3.1.2 Computo parziale dei dividendi quale salario determinante27
- 3.1.3 Elargizioni attribuite all’utile netto dall’autorità fiscale29
- 3.2 Partecipazioni dei collaboratori30
- 3.2.1 Partecipazioni dei collaboratori vere e proprie e improprie, loro valutazione e momento della riscossione dei contributi30
- 3.2.2 Azioni dei collaboratori31
- 3.2.3 Opzioni dei collaboratori33
- 3.2.4 Partecipazioni improprie dei collaboratori33
- 3.2.5 Attestazione concernente le partecipazioni dei collaboratori34
- 3.2.6 Disposizioni transitorie34
- 4. Mance e percentuali di servizio34
- 5. Onorari dei membri di consigli d’amministrazione, tantièmes e indennità fisse35
- 6. Gettoni di presenza38
- 7. Prestazioni in natura39
- 7.1 In generale39
- 7.2 Vitto e alloggio40
- 7.2.1 Vitto e alloggio dei familiari e dei partner registrati del salariato41
- 7.3 Reddito in natura d’altra specie41
- 8. Prestazioni per perdita di salario subita a causa d’infortunio, malattia o invalidità43
- 8.1 Prestazioni di assicurazioni43
- 8.2 Indennità versate dal datore di lavoro43
- 9. Prestazioni per perdita di salario versate dall’assicurazione contro la disoccupazione, dalle indennità di perdita di guadagno, dall’assicurazione invalidità e dall’assicurazione militare45
- 9.1 Indennità versate agli assicurati in virtù della legge federale sull’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l’indennità per insolvenza (LADI)45
- 9.2 Indennità versate agli assicurati in virtù della legge federale sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG)46
- 9.3 Indennità giornaliere e assegni per il periodo d’introduzione in conformità della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità (LAI)46
- 9.4 Indennità giornaliere in conformità della legge federale sull’assicurazione militare (LAM)46
- 10. Prestazioni del datore di lavoro consistenti nell’assunzione del pagamento dei contributi AVS/AI/IPG/AD e delle imposte dovuti dal salariato47
- 11. Retribuzioni del datore di lavoro al termine del rapporto di lavoro47
- 11.1 Principio47
- 11.2 Calcolo del salario determinante in caso di prestazioni in forma di rendita49
- II. Previdenza professionale: prestazioni e contributi52
- 1. Prestazioni regolamentari di istituzioni della previdenza professionale52
- 2. Contributi regolamentari a istituzioni della previdenza professionale54
- 2.1 Contributi del datore di lavoro alla previdenza professionale54
- 2.2. Contributi del salariato alla previdenza professionale55
- III. Prestazioni sociali del datore di lavoro56
- 1. Prestazioni sociali del datore di lavoro al termine del rapporto di lavoro56
- 1.1 Prestazioni sociali in caso di previdenza professionale insufficiente56
- 1.2 Prestazioni sociali in caso di licenziamento per motivi aziendali57
- 2. Prestazioni versate in casi di rigore59
- 3. Indennità e prestazioni in occasione di avvenimenti particolari60
- IV. Prestazioni del datore di lavoro per le spese sanitarie62
- 1. Contributi del datore di lavoro all’assicurazione contro le malattie e gli infortuni62
- 2. Prestazioni del datore di lavoro per le spese di ordine medico63
- V. Assegni familiari (art. 6 cpv. 2 lett. f OAVS)63
- VI. Ulteriori prestazioni66
- 1. Sussidi per la formazione e il perfezionamento66
- 1.1 Tipi di sussidio66
- 1.2 Sussidi del datore di lavoro66
- 1.3 Donatore e beneficiario67
- 1.4 Sussidi che fanno parte del salario determinante68
- 1.5 Utilizzo dei sussidi per remunerare il lavoro eseguito da terzi69
- 2. Salari di poco conto70
- 3. Reddito di un’attività esercitata all’estero70
- 4. Soldo militare e indennità analoghe70
- 5. Lavori tributari71
- 6. Prestazioni dell’aiuto sociale71
- 3a parte: Spese generali72
- 1. Definizione72
- 2. Determinazione74
- 3. Prescrizioni speciali76
- 4a parte: Esempi di persone esercitanti un’attività lucrativa e trattamento contributivo delle loro retribuzioni78
- 1. Accomandanti78
- 2. Membri d’autorità78
- 3. Rapporti di servizio retti dal diritto pubblico79
- 4. Insegnanti80
- 5. Clero secolare cattolico romano80
- 6. Membri attivi di comunità religiose81
- 7. Commessi viaggiatori, agenti e persone esercitanti una professione analoga81
- 8. Lavoratori a cottimo84
- 9. Lavoratori a domicilio86
- 10. Persone incaricate di attività di portineria e altri compiti analoghi87
- 11. Musicisti e artisti di scena87
- 12. Collaboratori dei media89
- 13. Fotomodelle e indossatrici90
- 14. Giornalai, venditori di biglietti della lotteria e distributori di riviste e periodici90
- 15. Traduttori ed interpreti90
- 16. Medici e altri operatori sanitari91
- 17. Periti96
- 18. Consulenti aziendali96
- 19. Specialisti informatici96
- 20. Inventori, titolari di brevetti97
- 21. Parrucchieri98
- 22. Lavoratori nelle imprese di trasporto99
- 23. Membri della famiglia del capo di un’azienda che lavorano con lui100
- 24. Ragazze/i alla pari, stagisti103
- 25. Apprendisti103
- 26. Collaboratori di un call center104
- 27. Genitori affilianti e genitori diurni104
- 28. Bambinaie e babysitter105
- 5a parte: Allegati106
- 1. Fattori di conversione delle rendite in capitale giusta l’art. 7 lett. q OAVS106
- 2. Esempi109
Abbreviazioni
AD Associazione europea di libero scambio
art. articolo
AVS Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti CAD Circolare sui contributi all’assicurazione obbligato-
ria contro la disoccupazione
CC Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907
(RS 210)
CER Circolare sui contributi AVS, AI e IPG delle
persone esercitanti un’attività lucrativa che hanno raggiunto l’età di riferimento
CI Conto individuale
CIRC AFC Imposizione delle partecipazioni di collaboratore,
n. 37 Circolare dell’Amministrazione federale delle con-
tribuzioni, versione del 30 ottobre 2020
CO Codice delle obbligazioni del 30 marzo 1911
(RS 220)
cpv. capoverso
D CA/CI Direttive concernenti il certificato di assicurazione
ed il conto individuale
DIN Direttive sui contributi dei lavoratori indipendenti e
delle persone senza attività lucrativa nell’AVS/AI e nelle IPG
DOA Direttive sull’obbligo assicurativo nell’AVS/AI DRC Direttive sulla riscossione dei contributi
nell’AVS/AI e nelle IPG
DTF Raccolta ufficiale delle decisioni del Tribunale
federale
Istruzioni CSI e Istruzioni per la compilazione del certificato di sa-AFC sul certifi- lario e dell’attestazione delle rendite, edite dalla cato di salario Conferenza svizzera delle imposte e dall’Ammini-
strazione federale delle contribuzioni
DTFA Raccolta ufficiale delle decisioni del Tribunale
federale delle assicurazioni (i numeri rinviano all’anno e alla pagina del fascicolo). Dal 1970 le sentenze del TFA sono pubblicate nella Parte V della Raccolta ufficiale delle decisioni del
Tribunale federale (DTF).
FINMA Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari
LADI Legge federale del 25 giugno 1982
sull’assicurazione obbligatoria contro la
disoccupazione e l’indennità per insolvenza (Legge sull’assicurazione contro la
disoccupazione; RS 837.0)
LAFam Legge federale del 24 marzo 2006 sugli assegni
familiari e sugli aiuti finanziari a organizzazioni familiari (Legge sugli assegni familiari; RS 836.2)
LAI Legge federale del 19 giugno 1959
sull’assicurazione per l’invalidità (RS 832.10)
LAINF Legge federale del 20 marzo 1981
sull’assicurazione contro gli infortuni (RS 832.20)
LAM Legge federale del 19 giugno 1992
sull’assicurazione militare (RS 833.1)
LAMal Legge federale del 10 marzo 1994
sull’assicurazione malattie (RS 832.10)
lett. lettera
LAVS Legge federale del 20 dicembre 1946
sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (RS 831.10)
LAF Legge federale del 20 giugno 1952 sugli assegni
familiari nell’agricoltura (RS 836.1)
LFLP Legge federale del 17 dicembre 1993 sul libero
passaggio nella previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (Legge sul libero passaggio; RS 831.42)
LIFD Legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta
federale diretta (RS 642.11)
LIPG Legge federale del 25 settembre 1952 sulle
indennità di perdita di guadagno (Legge sulle indennità di perdita di guadagno; RS 834.1)
LPP Legge federale del 25 giugno 1982 sulla
previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (RS 831.40)
LSC Legge federale del 6 ottobre 1995 sul servizio
civile sostitutivo (Legge sul servizio civile;
RS 824.0)
N. Numero marginale
OAE Ordinanza del 29 novembre 1995 concernente
l’amministrazione dell’esercito (RS 510.301)
OAINF Ordinanza del 20 dicembre 1982
sull’assicurazione contro gli infortuni (RS 832.202)
OAMin Ordinanza del 19 ottobre 1977 sull’accoglimento
di minori a scopo di affiliazione (Ordinanza sull’affiliazione; RS 211.222.338)
OAVS Ordinanza del 31 ottobre 1947 sull’assicurazione
per la vecchiaia e i superstiti (RS 831.101)
OLP Ordinanza del 3 ottobre 1994 sul libero passaggio
nella previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (Ordinanza sul libero
passaggio; RS 831.425)
OPCi Ordinanza dell’11 novembre 2020 sulla
protezione civile (RS 520.11)
OPGA Ordinanza dell’11 settembre 2002 sulla parte ge-
nerale del diritto delle assicurazioni sociali
(RS 830.11)
OPP 2 Ordinanza del 18 aprile 1984 sulla previdenza
professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (RS 831.441.1)
Ordinanza sulle Ordinanza del DFF del 10 febbraio 1993 sulla despese professio- duzione delle spese professionali delle persone nali esercitanti un’attività lucrativa dipendente ai fini
dell’imposta federale diretta (RS 642.118.1)
RCC Rivista per le casse di compensazione AVS edita
dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (fino al 1992)
SECO Segreteria di Stato dell’economia
seg. seguente
segg. seguenti
INSAI Istituto nazionale svizzero d’assicurazione contro
gli infortuni (Suva)
Sélection de Giurisprudenza del Tribunale federale relativa al l’OFAS diritto in materia di contributi AVS selezionata
dall’UFAS (in tedesco et francese)
TFA Tribunale federale delle assicurazioni (fino
al 31 dicembre 2006)
UFAS Ufficio federale delle assicurazioni sociali
VSI Ordinanza del DDPS del 9 dicembre 2003 sulle funzioni, i gradi e il soldo nella protezione civile (RS 520.112)
DFI UFAS | Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nelle IPG (DSD) Valide dal 1 gennaio 2019 | Stato: 1 maggio 2026 | 318.102.02 i DSD
1a parte: Definizione di salario determinante
1. Base legale
1001 Si considera salario determinante secondo l’art. 5 cpv. 2
LAVS qualsiasi retribuzione di un lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato.
1002 Si è pure in presenza di un salario determinante quando
una legge federale assimila esplicitamente un reddito sostitutivo a un salario ai sensi della LAVS. Per ulteriori dettagli si rinvia ai N. 2088 segg.
2. Definizioni
2.1 Lavoro
1003 Il lavoro è un’attività esercitata allo scopo di conseguire un
reddito. I motivi che spingono una persona a esercitare un’attività – economici, artistici, religiosi o altri – sono irrilevanti1. È pure irrilevante se l’attività è illegale (p. es. lavoro nero) o contraria al buon costume2.
2.2 Tempo determinato o indeterminato
1004 L’assicurato dev’essere tenuto a lavorare per un certo
tempo, determinato o indeterminato. Non occorre che l’impegno temporale sia concluso esplicitamente, può pure risultare dalle circostanze.
1005 È pure tenuto a lavorare per un certo tempo anche chi non
è impiegato a tempo completo oppure chi non lavora in permanenza ma solo occasionalmente3 (queste persone
1 27 gennaio 1950 RCC 1950 pag. 109 DTFA 1950 pag. 32
2 febbraio 1953 RCC 1953 pag. 201 DTFA 1953 pag. 32 1° ottobre 1962 RCC 1963 pag. 17 –
30 marzo 1978 RCC 1978 pag. 465 –
26 maggio 1987 RCC 1987 pag. 449 –
2 28 dicembre 1981 RCC 1982 pag. 352 DTF 107 V 193
3 9 ottobre 1963 RCC 1964 pag. 497 –
sono eventualmente considerate senza attività lucrativa,
v. le DIN: Assicurati che non esercitano durevolmente un’attività a tempo pieno).
1006 Si deve distinguere tra il fattore tempo nel rapporto di
lavoro e quello di determinazione del salario; così, anche in caso di lavoro a fattura (cottimo), vi è assunzione con determinazione di tempo.
2.3 Retribuzione
1007 La retribuzione è costituita da prestazioni in contanti o in
natura, eventualmente da un credito del salariato.
1008 Il salario determinante comprende non soltanto la retribu-
zione diretta per il lavoro prestato ma, per principio, qualsiasi compenso del salariato economicamente connesso al rapporto di lavoro, indipendentemente dal fatto che questo rapporto sussista ancora o sia stato sciolto e che le prestazioni siano dovute o abbiano carattere volontario4.
1009 La retribuzione è stabilita a tempo (salario orario,
giornaliero, settimanale, mensile, annuale), secondo il risultato del lavoro (salario a cottimo, provvigione,
commissione, gratifica, premio) o secondo entrambi i criteri (salario fisso e provvigione).
1010 Una retribuzione può anche non essere versata, ma sem-
plicemente accreditata. Si considera quindi che essa è conseguita mediante l’accreditamento5 e i contributi sono dovuti da quel momento.
1011 In ogni caso si considera che la retribuzione accreditata è
conseguita quando corrisponde a un credito avente un
4 22 agosto 2000 – DTF 126 V 221
6 novembre 2012 Sélection de l'OFAS n° 37 DTF 138 V 463
4 agosto 2014 9C_166/2014 DTF 140 V 368
5 30 gennaio 1957 RCC 1957 pag. 178 DTFA 1957 pag. 34
21 agosto 1958 RCC 1958 pag. 393 –
7 marzo 1960 RCC 1960 pag. 319 DTFA 1960 pag. 42
9 luglio 1975 RCC 1976 pag. 87 –
valore economico e del quale il salariato può disporre. Le retribuzioni accreditate, che costituiscono una semplice aspettativa di salario non sono considerate retribuzioni conseguite6 (per esempio nel caso in cui le retribuzioni acquistano valore effettivo solo se gli affari del datore di lavoro evolvono favorevolmente).
1012 Nemmeno i saldi attivi di tempo di lavoro, ai quali è possi-
bile attingere durante il rapporto di lavoro per congedi sabbatici, pause e vacanze prolungate, sono considerati retribuzione conseguita al momento del loro accredito su un conto vacanze o simili. Pertanto i contributi sul corrispettivo salario vanno pagati solo al momento dell’utilizzo dei saldi attivi.
1013 Al contrario, i saldi attivi di tempo che possono essere uti-
lizzati irrevocabilmente al più presto a conclusione del rapporto di lavoro o all’inizio del pensionamento anticipato sono considerati retribuzione conseguita al momento del loro accredito su cosiddetti conti di lunga durata. A quel punto i saldi vanno convertiti in franchi e su questo importo devono essere versati i contributi. La base per la conversione è costituita dal salario annuale dell’anno in cui vengono accreditati i saldi attivi.
1014 Se eccezionalmente un salariato non riceve retribuzione
per il lavoro prestato in qualità di dipendente, non si può presumere l’esistenza di una retribuzione pari a quella usualmente pagata in circostanze simili (nessun salario fittizio). Pertanto non devono essere versati contributi salariali7.
6 30 gennaio 1957 RCC 1957 pag. 178 DTFA 1957 pag. 34
10 aprile 1957 RCC 1957 pag. 314 DTFA 1957 pag. 124
7 marzo 1960 RCC 1960 pag. 319 DTFA 1960 pag. 42
9 luglio 1975 RCC 1976 pag. 87 –
7 26 febbraio 1953 RCC 1954 pag. 61 –
15 maggio 1991 RCC 1991 pag. 323 –
1015 La retribuzione può pure essere versata per un lavoro da
effettuare in futuro (p. es. anticipi)8.
1016 Il fatto che la retribuzione sia versata dal datore di lavoro o
da terzi è irrilevante9.
1017 Gli interessi e gli interessi composti corrisposti su salari
versati in ritardo dal datore di lavoro non costituiscono una retribuzione e non fanno parte del salario determinante soggetto a contribuzione10.
2.4 Situazione dipendente
2.4.1 Definizione
1018 Si considera per principio come esercitante un’attività
dipendente colui che non sopporta nessun rischio
economico specifico analogo a quello di un imprenditore e dipende dal suo datore di lavoro dal punto di vista
economico o nell’organizzazione del lavoro11.
2.4.2 Rischio economico dell’imprenditore
1019 Costituiscono indizi dell’esistenza di un rischio
d’imprenditore, in particolare:
– investimenti importanti;
– assunzione di perdite;
– rischio d’incasso e del credere;
– assunzione delle spese generali;
– azione a proprio nome e per conto proprio;
8 6 maggio 1981 RCC 1981 pag. 515 –
9 8 agosto 2011 Sélection de l'OFAS n° 32 DTF 137 V 321
10 24 ottobre 1996 VSI 1997 pag. 73 DTF 122 V 295
11 14 settembre 1971 RCC 1972 pag. 330 DTF 97 V 134
10 febbraio 1972 RCC 1972 pag. 551 DTF 98 V 18
22 novembre 1978 RCC 1979 pag. 149 DTF 104 V 126
6 ottobre 1981 RCC 1982 pag. 176 –
27 novembre 1981 RCC 1982 pag. 208 –
9 aprile 1984 RCC 1984 pag. 581 DTF 110 V 72
15 ottobre 1985 RCC 1986 pag. 126 –
22 novembre 2011 Sélection de l'OFAS n° 34 9C_246/2011
22 ottobre 2015 Sélection de l'OFAS n° 54 9C_377/2015
– procacciamento d’incarichi;
– occupazione di personale;
– utilizzazione di propri locali commerciali.
2.4.3 Rapporto di dipendenza
1020 Il rapporto di dipendenza economica, rispettivamente
nell’organizzazione del lavoro, del salariato si manifesta in presenza:
– di un diritto d’impartire istruzioni da parte del datore di lavoro;
– di un rapporto di subordinazione;
– dell’obbligo di adempire personalmente i propri compiti;
– della proibizione di fare concorrenza;
– di un obbligo di presenza.
2.4.4 Valutazione delle circostanze globali del caso specifico
1021 Non sussiste alcuna presunzione riguardo al carattere
dipendente o indipendente di un’attività (v. però, p. es., i N. 4022, 4032 e 4086).
1022 Se, nel valutare lo statuto contributivo, presume che vi
siano più persone o più mandanti interessati, la cassa di compensazione segue la procedura descritta nelle DIN.
a) Criteri decisivi
1023 La molteplicità degli aspetti della vita economica obbliga a
valutare tutte le circostanze del singolo caso onde poter stabilire se un lavoratore esercita un’attività dipendente o indipendente. Spesso ci si troverà in presenza di
caratteristiche appartenenti ai due generi d’attività; per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto12.
12 5 novembre 1971 RCC 1972 pag. 628 DTF 97 V 217
6 febbraio 1979 RCC 1979 pag. 483 –
1024 A seconda delle circostanze particolari del caso in
questione può essere predominante sia il criterio del rischio economico, sia quello del rapporto di dipendenza o le loro rispettive manifestazioni.
1025 Così certe attività non richiedono per la loro stessa natura
“investimenti elevati”13 (come p. es. quella di consulente o di collaboratore libero). In questi casi sarà il rapporto di dipendenza ad avere la prevalenza.
1026 Se il rischio economico è limitato alla dipendenza dal
lavoro assegnato e il rischio imprenditoriale consiste nel fatto che in caso di revoca dei mandati si manifesta una situazione analoga a quella della perdita del posto di lavoro di un lavoratore dipendente, sussiste una situazione
economica che presenta le caratteristiche tipiche di
un’attività lucrativa dipendente14.
1027 Nel caso degli assicurati che continuano a lavorare in mi-1/22 sura significativa per il precedente datore di lavoro, per il ri-
conoscimento dello statuto di lavoratore indipendente sono richiesti requisiti più elevati riguardo a questa attività, nel senso che le caratteristiche dell’attività indipendente devono essere chiaramente preponderanti rispetto a quelle del lavoro dipendente15. Se e nella misura in cui il tipo e il contenuto dell’attività non sono cambiati in modo
sostanziale rispetto a prima e se si tratta di lavori che dal punto di vista aziendale vengono tipicamente svolti da dipendenti, è lecito presumere il carattere dipendente di tale attività. Questo vale in particolare anche nel caso in cui una società in nome collettivo viene costituita per eludere l’obbligo contributivo (v. anche le DIN)16. Invece, la mera circostanza di lavorare (anche) per il precedente datore di
13 13 febbraio 1984 RCC 1984 pag. 221 –
9 aprile 1984 RCC 1984 pag. 558 DTF 110 V 72
26 aprile 2007 H 102/06 Sélection de l'OFAS n° 2
14 27 giugno 1996 VSI 1996 pag. 256 DTF 122 V 169
20 maggio 2005 H 175/04 –
15 23 giugno 2005 H 83/04 –
16 settembre 1997 VSI 1998 pag. 102 –
lavoro non esclude a priori la presunzione di un’attività indipendente17.
1028 Certi incarichi richiedono per la loro stessa natura che il
mandante impartisca istruzioni particolareggiate alla
persona incaricata. In tali casi il rapporto di subordinazione diventa significativo solo se supera la misura abituale in tali circostanze. L’accento va posto, se del caso, sul rischio d’imprenditore (ciò è il caso, p. es., degli autisti a
contratto).
b) Criteri non decisivi
1029 Nella valutazione del singolo caso i seguenti criteri non
sono decisivi:
1030 – La natura giuridica della relazione contrattuale stabilita
tra le parti. La nozione di salario determinante è definita esclusivamente in base al diritto dell’AVS. È una nozione propria a questo ambito del diritto. In particolare la nozione di salario determinante è più ampia rispetto a quella del salario ai sensi delle disposizioni legali sul contratto di lavoro. Essa ingloba quest’ultima definizione: il salario secondo il contratto di lavoro sarà sempre anche un salario determinante.
1031 Ma anche retribuzioni derivanti da un mandato18, da un
contratto d’agenzia, da un contratto d’appalto o da altri contratti possono far parte del salario determinante. Il rapporto del diritto civile può fornir qualche indizio per la qualificazione in materia d’AVS, senza tuttavia essere decisivo19.
17 17 maggio 2002 H 30/01 –
18 4 luglio 1978 RCC 1978 pag. 518 –
15 gennaio 1992 RCC 1992 pag. 173 –
19 14 febbraio 1950 RCC 1950 pag. 147 DTFA 1950 pag. 37
30 agosto 1952 RCC 1952 pag. 356 DTFA 1952 pag. 169
17 aprile 1967 RCC 1967 pag. 428 –
14 settembre 1971 RCC 1972 pag. 330 DTF 97 V 134
9 aprile 1984 RCC 1984 pag. 581 DTF 110 V 72
11 aprile 1984 RCC 1984 pag. 399 DTF 110 V 1
1032 – Le convenzioni delle parti contraenti sulla loro posizione
giuridica nei riguardi dell’AVS (dipendente o
indipendente) o sulla qualificazione giuridica di una retribuzione ai fini dell’AVS20.
1033 – Il fatto che l’assicurato eserciti la sua attività a titolo
principale o accessorio e quale sia la sua professione principale: la retribuzione da qualificare deve invece essere valutata per se stessa, vale a dire in base alla situazione nella quale si trovava l’assicurato al momento del suo conseguimento21. Perciò possono far parte del salario determinante anche retribuzioni assegnate a una persona che esercita a titolo principale un’attività
indipendente.
1034 – L’affiliazione di un assicurato a una cassa di
compensazione quale indipendente: la sua retribuzione può comunque far parte del salario determinante.
1035 – Anche se un assicurato lavora contemporaneamente per
più datori di lavoro non diventa per questo un lavoratore con un’attività indipendente.
1036 – Il fatto che un assicurato si trova già in una situazione
indipendente o dipendente nei confronti di una persona. Non ci si può basare semplicemente sul criterio
predominante di tale attività considerata globalmente22. Anzi un assicurato può trovarsi simultaneamente in condizione d’indipendente e di dipendente nei confronti di una stessa persona23, come per esempio l’impresario
15 ottobre 1985 RCC 1986 pag. 126 –
11 luglio 1986 RCC 1986 pag. 650 –
20 14 febbraio 1950 RCC 1950 pag. 191 –
4 settembre 1954 RCC 1955 pag. 33 –
5 marzo 1957 RCC 1957 pag. 352 –
4 luglio 1978 RCC 1978 pag. 518 –
21 4 settembre 1950 RCC 1950 pag. 418 DTFA 1950 pag. 198
22 novembre 1978 RCC 1979 pag. 149 DTF 104 V 126
31 agosto 1994 VSI 1995 pag. 27 –
16 dicembre 1994 VSI 1995 pag. 144 –
22 22 novembre 1978 RCC 1979 pag. 149 DTF 104 V 126
23 11 maggio 1951 RCC 1951 pag. 292 –
15 aprile 1953 RCC 1953 pag. 441 –
edile che è membro del consiglio d’amministrazione di una società anonima ed esegue per la stessa lavori di costruzione, oppure l’avvocato che conduce una causa per conto di una società anonima al cui consiglio
d’amministrazione egli appartiene oppure ancora la mediamatica che esercita un’attività accessoria di giornalista libera, redigendo articoli per la casa editrice in cui lavora.
1037 – Il fatto che la retribuzione sia versata in base a un
obbligo legale o contrattuale oppure volontariamente24.
1038 – La valutazione d’una retribuzione da parte delle autorità
fiscali25. Infatti il diritto fiscale, per principio, non opera distinzioni tra attività lucrativa indipendente o
dipendente. Solo in materia di doppia imposizione intercantonale, il cui diritto è stato sviluppato dalla prassi del Tribunale federale, può essere necessario stabilire, in certi casi, se il contribuente si trova in un rapporto di subordinazione nei confronti di terzi. Tuttavia anche questo modo di giudicare in materia di doppia
imposizione non è determinante ai fini dell’AVS26.
2.4.5 Cambiamento dello statuto contributivo
1039 In caso di cambiamento dello statuto contributivo si
raccomanda una certa discrezione. A favore di questo argomento si può addurre il principio dell’economia
procedurale27 (a questo proposito si vedano le “Direttive sulla procedura”).
27 agosto 1979 RCC 1980 pag. 207 DTF 105 V 113
13 settembre 1982 RCC 1983 pag. 22 –
24 27 gennaio 1950 RCC 1950 pag. 109 DTFA 1950 pag. 32
3 ottobre 1959 RCC 1961 pag. 31 –
22 febbraio 1975 RCC 1975 pag. 379 DTF 101 V 1 1° marzo 1977 RCC 1977 pag. 395 DTF 103 V 1
25 27 agosto 1955 RCC 1956 pag. 65 DTFA 1955 pag. 174
10 febbraio 1972 RCC 1972 pag. 551 DTF 98 V 18
26 27 agosto 1955 RCC 1956 pag. 65 DTFA 1955 pag. 174
27 12 marzo 1985 RCC 1985 pag. 317 –
7 luglio 1986 RCC 1986 pag. 601 –
16 dicembre 1988 RCC 1989 pag. 465 –
2.4.6 Importanza della distinzione per gli altri rami delle assicurazioni sociali
1040 Le definizioni secondo il diritto AVS di attività lucrativa
dipendente e indipendente valgono anche per
l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione, per la previdenza professionale e per l’assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni.
1041 Spetta di regola alle casse di compensazione decidere se 1/22 un reddito debba essere considerato da attività lucrativa di-
pendente o indipendente. Nell’ambito di competenza dell’INSAI (art. 66 LAINF) sia le casse di compensazione che l’INSAI sono responsabili della decisione: l’INSAI per l’assicurazione contro gli infortuni, la cassa di compensazione interessata per le altre assicurazioni sociali. Esse non possono rinunciare alla loro competenza e lasciare la decisione all’altro assicuratore.
1042 Prima della notifica la cassa di compensazione e l’INSAI 1/22 coordinano le loro decisioni in modo adeguato.
1043 Se non riescono a mettersi d’accordo sullo statuto, si 1/22 svolge una procedura di appianamento delle divergenze,
che deve essere messa a verbale. Se il disaccordo persiste, la decisione viene presa dall’assicuratore che riconosce lo statuto di salariato. Questa decisione è indirizzata alle persone interessate. L’assicuratore che emana la decisione conduce anche l’eventuale procedura di ricorso. L’altro assicuratore riceve una copia della decisione e sospende la propria procedura fino al passaggio in giudicato della decisione.
1044 La cassa di compensazione informa immediatamente 1/22 l’UFAS dei casi che sono di interesse mediatico e/o politico
o che potrebbero presumibilmente diventarlo.
2a parte: Diversi tipi di retribuzione e loro qualificazione in materia di contributi
I. Componenti del salario
1. Salario di base, indennità e assegni a carattere salariale
2001 Il salario di base, le indennità e gli assegni con
caratteristiche di salario fanno parte del salario
determinante nella misura in cui non si tratti di un rimborso di spese (v. al riguardo i N. 3001 segg.). Ciò concerne in particolare:
2002 – il salario a tempo, il salario a cottimo, il salario a premi, le 1/24 provvigioni e i premi (p. es. premi per miglioramenti proposti dal salariato, premi di prestazione e premi di rischio);
– le mensilità supplementari (p. es. la tredicesima);
– le gratifiche (p. es. premi di fedeltà, regali per anzianità di servizio);
– le indennità a compensazione dei disagi derivati dalla funzione o dal luogo di lavoro quali:
– le indennità per le ore di lavoro supplementari, il lavoro domenicale, il lavoro notturno28 e il lavoro a
turni29 oppure per viaggi di lavoro e per supplenze;
– le indennità per i lavori eseguiti nell’acqua, nel fango, nella polvere o sotto terra;
– le sovvenzioni per le spese scolastiche dei figli di salariati che frequentano una scuola privata30;
– i contributi del datore di lavoro ai costi per la custodia dei figli dei dipendenti31;
– l’indennità per il cambio di domicilio (necessità di vendere auto o mobili, rescissione di contratti, spese
28 23 giugno 1986 RCC 1987 pag. 383 –
29 2 agosto 1978 RCC 1978 pag. 557 –
30 10 marzo 1987 RCC 1988 pag. 33 –
5 maggio 1988 RCC 1989 pag. 165 –
9 maggio 2001 VSI 2001 pag. 214 –
31 17 ottobre 2022 Sélection de l'OFAS n° 79 DTF 148 V 385
connesse alla ricerca di un appartamento ecc.)32. Per le indennità di trasloco si veda il N. 3003;
– le indennità di residenza e di rincaro (per compensare il maggior costo della vita sul luogo di lavoro del salariato). Anche i supplementi del datore di lavoro per il pagamento della pigione fanno parte del salario determinante.
2003 Il criterio decisivo per l’inclusione nel salario determinante
è la natura dei compensi e non la designazione utilizzata dal datore di lavoro per i medesimi.
2004 I lavori effettuati al di fuori dell’orario abituale, lontano dal
domicilio o in condizioni particolarmente difficili possono causare maggiori spese per il vitto, l’alloggio o il vestiario. Per stabilire se le indennità servano a coprire queste spese occorre esaminare il singolo caso basandosi sulle
circostanze effettive (v. N. 3001 segg.). Nell’ambito di competenza dell’INSAI, in generale ci si può attenere alle constatazioni di quest’ultima.
2. Indennità di vacanza, per giorni festivi e altre indennità in caso d’assenza
2005 Le indennità di vacanza, per giorni festivi e per assenze
dovute a motivi importanti (matrimonio, registrazione dell’unione domestica, nascita, decesso, trasloco) fanno parte del salario determinante.
2006 Le prestazioni possono consistere sia in un salario
ordinario versato per il periodo di lavoro non effettuato, sia in indennità speciali in caso d’assenza.
32 5 maggio 1988 RCC 1989 pag. 165 –
3. Partecipazioni agli utili
2007 Per principio, le partecipazioni dei salariati agli utili fanno
parte del salario determinante.
2008 Le partecipazioni dei salariati agli utili del datore di lavoro
(designate p. es. quali quote di utile) fanno parte del salario determinante nella misura in cui superano l’interesse di eventuali fondi investiti33 (per quanto riguarda i soci taciti,
v. le DIN; per quanto concerne la partecipazione agli utili degli accomandanti, v. N. 4002).
2009 L’interesse di un eventuale capitale investito è calcolato al
tasso convenuto tra le parti. Se manca tale convenzione o se il tasso convenuto appare eccessivo alla luce delle circostanze economiche del caso, ci si deve basare sui tassi d’interesse applicabili ai crediti d’esercizio secondo la lettera circolare dell’Amministrazione federale delle contribuzioni Tassi d’interesse su anticipi o prestiti in franchi svizzeri.
3.1 Elargizione ai dipendenti dall’utile netto di una persona giuridica
3.1.1 Principio
2010 Le elargizioni dall’utile netto di una persona giuridica ai
dipendenti che sono contemporaneamente titolari di diritti di partecipazione fanno parte del salario determinante,
indipendentemente dalla designazione usata, se il motivo principale per il loro versamento è costituito dal rapporto di lavoro34. Per le remunerazioni spettanti a un assicurato in
33 30 gennaio 1951 RCC 1951 pag. 328 DTFA 1951 pag. 99
19 ottobre 1951 RCC 1951 pag. 454 –
7 settembre 1954 RCC 1954 pag. 411 DTFA 1954 pag. 182
28 settembre 1956 RCC 1956 pag. 436 DTFA 1956 pag. 164
31 dicembre 1963 RCC 1964 pag. 275 –
34 20 agosto 1969 RCC 1970 pag. 60 DTFA 1969 pag. 143
29 dicembre 1972 RCC 1973 pag. 528 – 1° marzo 1977 RCC 1977 pag. 395 DTF 103 V 1
6 settembre 1977 RCC 1978 pag. 188 –
qualità di organo di una persona giuridica si vedano i N. 2049 segg.
2011 Non fanno invece parte del salario determinante le
prestazioni pecuniarie concesse da una persona giuridica a quei salariati che detengono anche una partecipazione nella società, se i relativi diritti costituiscono il motivo del versamento35. Questa regola concerne in particolari i dividendi e il valore di eventuali diritti d’opzione.
3.1.2 Computo parziale dei dividendi quale salario determinante
2012 A causa dell’imposizione parziale degli utili distribuiti ai
sensi dell’art. 20 cpv. 1bisLIFD, a determinate condizioni i dividendi e le distribuzioni analoghe dell’utile netto
concesse da una persona giuridica ai dipendenti titolari di diritti di partecipazione sono considerati in parte quale salario determinante.
2013 In linea di massima occorre basarsi sulla ripartizione tra
dividendi e salario operata dalla società e accettata dalle autorità fiscali. A ciò si può derogare soltanto nel caso in cui sussistesse uno squilibrio evidente tra lavoro prestato e remunerazione o tra patrimonio investito e dividendo percepito36.
2014 Nella valutazione se sussista o meno uno squilibrio
evidente, occorre considerare da una parte se la
3 agosto 1988 RCC 1989 pag. 161 –
22 febbraio 1989 RCC 1989 pag. 312 –
27 maggio 1997 VSI 1997 pag. 213 –
5 giugno 2008 Sélection de l'OFAS n° 15 DTF 134 V 297
35 20 agosto 1969 RCC 1970 pag. 60 DTFA 1969 pag. 143 1° marzo 1977 RCC 1977 pag. 395 DTF 103 V 1
6 settembre 1977 RCC 1978 pag. 188 –
10 aprile 1996 VSI 1996 pag 220 DTF 122 V 178
5 giugno 2008 Sélection de l'OFAS n° 15 DTF 134 V 297
18 settembre 2023 9C_244/2023 Sélection de l'OFAS n° 81
36 5 giugno 2008 Sélection de l'OFAS n° 15 DTF 134 V 297
remunerazione sia adeguata al lavoro prestato e dall’altra se i proventi siano adeguati al capitale investito37.
2015 I dividendi distribuiti sono considerati in parte quale salario determinante soltanto se viene versato un salario troppo esiguo oppure se non ne viene versato alcuno e se il dividendo è palesemente sproporzionato. In questo caso occorre computare un importo equivalente alla retribuzione usuale nel settore38.
2016 Nella valutazione se per il lavoro prestato sia stata corrisposta una remunerazione adeguata corrispondente agli usi del settore, occorre considerare
– mansionario;
– grado di responsabilità;
– apporto di conoscenze specialistiche;
– esperienze particolari;
– conoscenze specifiche del settore;
– tipo di attività svolta (p. es. attività operative aziendali o "mera" amministrazione di partecipazione presso una società holding);
– raffronto tra la remunerazione attualmente corrisposta e quella media degli anni precedenti (p. es. mediante i certificati di salario annuali) per rilevare eventuali improvvise riduzioni di salario;
– evoluzione generale dei salari all’interno dell’impresa;
– grado d’occupazione;
– calcolatrice individuale dei salari dell’Ufficio federale di statistica (Salarium);
– se possibile, occorre procedere a un raffronto con le quote di utile distribuite ai titolari di diritti di partecipazione che non lavorano per la società o con il salario di dipendenti privi di diritti di partecipazione.
37 5 giugno 2008 Sélection de l'OFAS n° 15 DTF 134 V 297
24 gennaio 2019 9C_4/2018, 9C_18/2018 DTF 145 V 50
38 8 aprile 2015 9C_837/2014 –
2017 L’adeguatezza del dividendo è misurata di principio in base
al valore fiscale dei titoli (valore dell’imposta sul patrimonio)39, calcolato dalle autorità fiscali. Le notifiche di
valutazione possono essere richieste per iscritto, indicando il motivo, presso l’autorità fiscale competente o presso il datore di lavoro.
2018 I dividendi del 10 per cento ed oltre in rapporto al valore fi-
scale dei titoli sono presumibilmente eccessivi40.
2018.1 Nel caso di dividendi che non sono versati in proporzione 1/26 ai diritti di partecipazione dei lavoratori (i cosiddetti divi-
dendi asimmetrici), occorre innanzitutto separare la quota che rappresenta una retribuzione per il lavoro prestato individualmente (salario determinante). Solo successivamente si pone la questione di un computo parziale dei dividendi residui quale salario determinante secondo i N. 2012– 201841.
3.1.3 Elargizioni attribuite all’utile netto dall’autorità fiscale
2019 Non fanno in generale parte del salario determinante le
retribuzioni concesse da una persona giuridica quali salari, onorari dei membri del consiglio d’amministrazione,
gratifiche, provvigioni sul giro d’affari ecc., che sono
contabilizzate come spese, ma che, in parte o del tutto
– perché non fondate sull’uso commerciale (art. 59 LIFD) – , sono considerate reddito netto imponibile dall’autorità fiscale.
39 5 giugno 2008 Sélection de l'OFAS n° 15 DTF 134 V 297
40 5 giugno 2008 Sélection de l'OFAS n° 15 DTF 134 V 297
3 dicembre 2015 Sélection de l'OFAS n° 55 DTF 141 V 634
24 gennaio 2019 Sélection de l'OFAS n° 68 DTF 145 V 50
20 gennaio 2025 9C_272/2024 Sélection de l'OFAS n° 83
41 20 gennaio 2025 9C_272/2024 Sélection de l'OFAS n° 83
21 maggio 2025 9C_669/2024 –
2020 Per ciò che riguarda la restituzione di contributi paritetici
versati su prestazioni che non sono considerate reddito di un’attività lucrativa, si vedano le DRC.
3.2 Partecipazioni dei collaboratori
(art. 7 lett. cbisOAVS)
3.2.1 Partecipazioni dei collaboratori vere e proprie e improprie, loro valutazione e momento della riscossione dei contributi
2021 Per partecipazioni dei collaboratori s’intendono quei diritti 1/21 di partecipazione societari che vengono conferiti in virtù di
un rapporto di lavoro precedente, attuale o futuro con la società. Non sono considerate tali le azioni acquisite al momento della costituzione di una società.
2022 Le partecipazioni vere e proprie dei collaboratori (in parti-
colare le azioni dei collaboratori [v. N. 2027 segg.] e le opzioni dei collaboratori [v. N. 2037 segg.]) conferiscono ai collaboratori, sostanzialmente, un diritto di partecipazione al capitale proprio della società; le partecipazioni improprie dei collaboratori (le cosiddette phantom stock option [azioni sintetiche] e gli stock appreciation rights [opzioni sintetiche], v. N. 2041) sono invece di regola mere aspettative di remunerazioni in contanti basate sul capitale proprio o sul corso azionario.
2023 La distinzione tra partecipazioni vere e proprie e partecipa-
zioni improprie dei collaboratori si basa sul diritto fiscale federale (v. art. 17a LIFD; art. 16 OParC; n. 2.3 CIRC AFC
n. 37).
2024 I vantaggi valutabili in denaro derivanti dalle partecipazioni
dei collaboratori fanno parte del salario determinante (art. 7 lett. cbisOAVS).
2025 La valutazione del salario determinante e il momento della
riscossione dei contributi sono disciplinati dalle disposizioni
sull’imposta federale diretta. I contributi sul salario determinante derivante dalle partecipazioni vere e proprie dei collaboratori sono prelevati in linea di massima al momento del loro acquisto, i contributi su quello derivante dalle partecipazioni improprie dei collaboratori al momento in cui i vantaggi valutabili in denaro si realizzano (v. art. 17b cpv. 1 e art. 17c LIFD).
2026 In ambito internazionale occorre accertare, applicando le
disposizioni sull’assoggettamento assicurativo (v. DOA), in quali Stati il collaboratore era soggetto all’obbligo assicurativo durante il periodo di maturazione (v. p. es. n. 2.4 CIRC AFC n. 37)42. Di conseguenza, i vantaggi valutabili in denaro derivanti dalle partecipazioni dei collaboratori, che fanno parte del salario determinante, sono soggetti a contribuzione pro rata temporis secondo la durata dei diversi periodi di assoggettamento. È invece irrilevante il periodo tra la fine del periodo di maturazione, il cosiddetto vesting, e l’effettivo esercizio del diritto.
3.2.2 Azioni dei collaboratori
2027 Sono considerate azioni dei collaboratori le azioni del da-
tore di lavoro o di società a lui vicine che vengono attribuite ai collaboratori in virtù del loro rapporto di lavoro.
2028 I vantaggi valutabili in denaro derivanti da azioni dei colla-
boratori attribuite gratuitamente o a condizioni di favore fanno parte del salario determinante.
2029 Le azioni dei collaboratori rientrano nel salario determi-
nante al momento della loro attribuzione, vale a dire del loro acquisto. È irrilevante che si tratti di azioni dei collaboratori libere o bloccate (ossia con un divieto di disporre)
(v. art. 17b cpv. 1 LIFD, n. 3.1−3.3 CIRC AFC n. 37)43.
42 14 giugno 2021 9C_86/2021 Sélection de l'OFAS n° 76
43 6 novembre 2012 Sélection de l'OFAS n° 37 DTF 138 V 463
2030 Il salario determinante è calcolato in base alla differenza
trail valore venale e il prezzo di acquisto del titolo al momento dell’attribuzione (v. art. 17b cpv. 1 LIFD, n. 3.1−3.3 CIRC AFC n. 37).
2031 Si tiene conto del minore valore delle azioni dei collabora-
tori bloccate accordando uno sconto del 6 per cento per anno di attesa. Nel caso di periodi di attesa di oltre 10 anni è concesso soltanto lo sconto massimo, pari al 44,161 per cento (v. art. 17b cpv. 2 LIFD, n. 3.3. CIRC AFC n. 37).
2032 Se le azioni dei collaboratori vengono liberate prima della
scadenza del periodo di attesa, al momento della liberazione risulta un salario determinante supplementare (v. art. 11 OParC, n. 3.4.1 CIRC AFC n. 37).
2033 L’attribuzione di azioni liberate mediante capitale proprio
(azioni gratuite) ad azionisti che sono contemporaneamente collaboratori della società non rientra nel salario determinante44.
2034 Le aspettative su azioni dei collaboratori sono considerate
salario determinante al momento della loro conversione in azioni dei collaboratori, su cui vanno riscossi i contributi conformemente alle disposizioni sull’imposizione delle azioni dei collaboratori (v. n. 5 CIRC AFC n. 37).
2035 Il recupero o il rimborso dei contributi non dovuti versati
all’AVS/AI/IPG/AD sono disciplinati da particolari disposizioni del diritto delle assicurazioni sociali (v. al riguardo i N. 3061 segg. DRC). Pertanto le disposizioni sulla restituzione delle azioni dei collaboratori al di sotto del loro attuale valore venale non sono applicabili per analogia (v. art. 12 OParC, n. 3.4.2 CIRC AFC n. 37).
2036 L’attribuzione, il riscatto e la custodia delle azioni bloccate
sono spesso affidati a terzi, di regola una fondazione. Pure
44 10 aprile 1996 VSI 1996 pag. 220 DTF 122 V 178
in questi casi i contributi dovuti devono essere versati dal datore di lavoro o da altri a nome di quest’ultimo.
3.2.3 Opzioni dei collaboratori
2037 Sono considerati opzioni dei collaboratori i diritti conferiti ai
collaboratori, in virtù di un precedente, attuale o futuro rapporto di lavoro, di acquistare titoli di partecipazione del datore di lavoro durante un periodo di tempo predefinito (termine di esercizio) e a un determinato prezzo (prezzo di esercizio), al fine di partecipare al capitale sociale del datore di lavoro.
2038 I vantaggi valutabili in denaro derivanti da opzioni dei colla-
boratori attribuite gratuitamente o a condizioni preferenziali, fanno parte del salario determinante.
2039 Le opzioni dei collaboratori libere e quotate in borsa sono
considerate salario determinante al momento dell’attribuzione. Esso è calcolato in base alla differenza tra il prezzo venale e il prezzo di acquisto (v. art. 17b cpv. 1 LIFD,
n. 4.1 CIRC AFC n. 37).
2040 Tutte le altre opzioni dei collaboratori sono considerate sa-
lario determinante al momento dell’alienazione o dell’esercizio delle medesime45. nella misura dell’intero provento dell’alienazione o dell’utile proveniente dall’esercizio del diritto (v. art. 17b cpv. 3 LIFD, n. 4.2 CIRC AFC n. 37), previa deduzione di eventuali spese di acquisizione.
3.2.4 Partecipazioni improprie dei collaboratori
2041 I vantaggi valutabili in denaro derivanti da partecipazioni
improprie dei collaboratori sono considerate salario determinante, per la loro totalità (n. 6 CIRC AFC n. 37), al momento in cui si realizzano (art. 17c LIFD).
45 15 maggio 2007 Sélection de l'OFAS n° 9 DTF 133 V 346
3.2.5 Attestazione concernente le partecipazioni dei collaboratori
2042 I datori di lavoro sono tenuti a inoltrare alla cassa di com-
pensazione copia delle attestazioni concernenti le partecipazioni dei collaboratori rilasciate all’attenzione delle autorità fiscali (v. art. 143 cpv. 3 OAVS; OParC, n. 8 CIRC AFC
n. 37).
3.2.6 Disposizioni transitorie
2043 I N. 2021 segg. sono validi per tutte le partecipazioni dei
collaboratori attribuite dopo il 1° gennaio 2013 e per le partecipazioni dei collaboratori attribuite prima di questa data ma i cui vantaggi valutabili in denaro sono soggetti a contribuzione solo alla loro realizzazione (se questa è avvenuta il 1° gennaio 2013 o successivamente) (Disposizioni finali della modifica dell’OAVS del 21 settembre 2012, art. 18 OParC; n. 10 CIRC AFC n. 37).
4. Mance e percentuali di servizio
(art. 7 lett. e e art. 15 OAVS)
2044 Le mance e le percentuali di servizio sono incluse nel
salario determinante solo se costituiscono una parte importante del salario.
2045 Nei settori professionali in cui l’associazione svizzera ha
soppresso le mance, la cassa di compensazione può presumere che si daranno solo mance insignificanti. Ciò è il caso particolarmente negli istituti di cosmesi dei piedi e di cure di bellezza, negli istituti cosmetici, nei saloni di
parrucchiere e nell’industria alberghiera.
2046 Sono riservati i casi che derogano manifestamente a
quanto precede.
2047 I casi in cui le mance sono ottenute in istituti non affiliati a
un’associazione svizzera saranno valutati singolarmente
dalla cassa di compensazione, d’intesa con il datore di lavoro.
2048 Le mance dei salariati nel settore dei trasporti (p. es.
imprese di taxi, di autotrasporto merci e passeggeri nonché di navigazione, distributori di carburante) costituiscono di regola salario determinante nella misura in cui sono soggette al pagamento di premi dell’assicurazione contro gli infortuni. Generalmente le mance determinanti per il calcolo dei premi sono stabilite dall’INSAI, che le attesta in una dichiarazione scritta. Questa può essere consultata presso il datore di lavoro o, sussidiariamente, presso la competente agenzia dell’INSAI.
5. Onorari dei membri di consigli d’amministrazione, tantièmes e indennità fisse
2049 Le retribuzioni versate a un assicurato come organo di una
persona giuridica fanno parte del salario determinante, ad eccezione dei casi di cui ai N. 2054−2058.
2050 Fanno parte delle retribuzioni versate agli organi in
particolare onorari, tantièmes, salari e altre indennità fisse dei membri dell’amministrazione46, come pure i gettoni di presenza (v. N. 2061 segg.).
2051 Gli organi delle persone giuridiche sono in particolare i
membri dell’amministrazione (come i membri del consiglio d’amministrazione delle società anonime) e i terzi a cui è stata trasferita totalmente o parzialmente la gestione o la rappresentanza della società (come i direttori), i membri di
46 7 luglio 1952 RCC 1952 pag. 272 –
20 agosto 1969 RCC 1970 pag. 60 DTFA 1969 pag. 143
29 dicembre 1972 RCC 1973 pag. 528 –
29 dicembre 1972 RCC 1973 pag. 529 –
10 gennaio 1973 RCC 1973 pag. 396 – 1° marzo 1977 RCC 1977 pag. 395 DTF 103 V 1
6 settembre 1977 RCC 1978 pag. 188 –
22 novembre 2023 9C_13/2023 (consid. 2.2) –
24 aprile 2024 9C_633/2023 (consid. 5.2.1) –
comitati di associazione, i membri di consigli di fondazione e i membri degli organi di controllo.
2052 La società che versa gli onorari di consiglieri
d’amministrazione deve regolare i conti con la propria cassa di compensazione indipendentemente dal fatto che il membro del consiglio d’amministrazione tenga l’onorario ricevuto per sé o no.
2053 Il consigliere d’amministrazione riceve l’onorario
personalmente quando l’importo gli è consegnato
direttamente, è versato al suo indirizzo privato tramite la posta oppure sul suo conto postale o bancario personale o in altro modo.
2054 Se il consigliere d’amministrazione svolge la propria attività
quale dipendente di un terzo, non si tratta del salario determinante del consigliere d’amministrazione se le condizioni seguenti sono adempiute cumulativamente:
– l’onorario deve essere versato direttamente al datore di lavoro del consigliere d’amministrazione47;
– il consigliere d’amministrazione deve rappresentare il datore di lavoro nel consiglio d’amministrazione;
– l’onorario deve essere versato al datore di lavoro in Svizzera.
2055 Esempi:
1. Z è dipendente della Y SA e la rappresenta nel consiglio d’amministrazione della X SA. Quest’ultima trasferisce sul conto bancario personale di Z un importo, sotto la denominazione di “Onorario di consigliere
d’amministrazione”. La X SA deve regolare i conti con la propria cassa di compensazione per questa retribuzione, indipendentemente dal fatto che Z possa effettivamente tenere l’onorario per sé oppure debba per esempio trasferirlo alla Y SA.
2. Z è dipendente della Y SA e la rappresenta nel consiglio d’amministrazione della X SA. Quest’ultima trasferisce
47 28 agosto 2007 Sélection de l'OFAS n° 6 DTF 133 V 498
sul conto corrente postale della Y SA un importo, sotto la denominazione di “Onorario di consigliere
d’amministrazione”. Siccome Z non ha ricevuto l’onorario in qualità di consigliere d’amministrazione, la X SA non deve versare contributi sull’importo in questione. È invece la Y SA che deve farlo, effettuando il conteggio dei contributi paritetici con la competente cassa di compensazione, a condizione però che versi una parte o la totalità degli onorari a Z.
3. Z è socia della società in accomandita Y & Co e la rappresenta nel consiglio d’amministrazione della X SA. Quest’ultima trasferisce sul conto della società Y & Co un importo sotto la denominazione di “Onorario di
consigliere d’amministrazione”. Siccome Z non è
dipendente della società Y & Co, bensì una socia, la X SA deve effettuare con la propria cassa di
compensazione il conteggio dei contributi paritetici dovuti sull’importo versato.
4. Z è dipendente della Y SA, Parigi. È domiciliata in Svizzera e rappresenta la Y SA nel consiglio d’amministrazione della X SA con sede in Svizzera. Quest’ultima trasferisce sul conto della società Y SA un importo sotto la denominazione di “Onorario di consigliere
d’amministrazione”. La X SA deve effettuare con la propria cassa di compensazione il conteggio dei
contributi paritetici dovuti sull’importo in questione, in quanto non ha versato l’onorario a un datore di lavoro in Svizzera.
2056 L’onorario per i revisori degli uffici di revisione delle
persone giuridiche rientra nel reddito da attività
indipendente48.
2057 Un assicurato che è organo di una persona giuridica può trovarsi in situazione sia di dipendente che di indipendente nei suoi confronti (così p. es. l’impresario edile, l’avvocato, il fiduciario, il contabile che fanno parte del consiglio d’amministrazione di una società anonima). Se questa agisce in
48 30 settembre 1997 VSI 1998 pag. 56 DTF 123 V 161
qualità di terzo nei confronti della società, il guadagno che ne deriva è considerato reddito di un’attività lucrativa indipendente. Per qualificare l’indennità si deve vedere se l’attività per cui è versata è legata alla qualità di organo della società oppure se il suo esercizio è indipendente da questa funzione49.
2058 Le retribuzioni che un assicurato domiciliato in Svizzera
riceve in qualità di organo di una persona giuridica
(v. N. 2051) con sede in uno Stato con il quale la Svizzera non ha concluso una convenzione di sicurezza sociale sono esenti dalla riscossione dei contributi (art. 6terOAVS). Questa regolamentazione non è applicabile alle retribuzioni concesse ai revisori citati nel N. 2056.
2059 Non sono invece esenti dalla riscossione dei contributi le
retribuzioni per un’attività prestata in una filiale in Svizzera.
2060 Per ciò che riguarda le persone domiciliate all’estero che
sono organi di una società con sede in Svizzera si vedano i N. 3082 segg. DOA.
6. Gettoni di presenza
2061 Per principio i gettoni di presenza fanno parte del salario
determinante.
2062 Se, nei gettoni di presenza, sono compresi anche rimborsi
di spese, si può considerare come risarcimento massimo per le spese avute gli importi seguenti:
– 120 franchi per sedute di mezza giornata
– 200 franchi per sedute di un giorno intero.
2063 Il risarcimento deve tuttavia corrispondere
complessivamente alle spese effettivamente sostenute.
49 27 agosto 1979 RCC 1980 pag. 207 DTF 105 V 113
13 settembre 1982 RCC 1983 pag. 22 –
Pertanto, gli importi summenzionati non sono applicabili nel caso in cui le spese dei partecipanti sono nulle o minime50.
2064 Se oltre ai gettoni di presenza le spese sono rimborsate
separatamente, si possono prendere in considerazione spese supplementari solo se sono dimostrate. Per ciò che riguarda la deduzione delle spese generali, si veda la Terza parte.
2065 Se in sostituzione dei gettoni di presenza si versano delle
indennità fisse per una funzione, generalmente onorifica, esercitata a titolo accessorio, si presume che si tratti di risarcimenti per spese avute, a condizione che l’indennità non superi i 500 franchi annui. Tali indennità sono
generalmente versate da comunità pubbliche, da società, da associazioni e da istituzioni sociali.
2066 Se l’indennità annuale supera i 500 franchi sono applicabili
le regole generali in conformità alla Terza parte.
7. Prestazioni in natura
(art. 7 lett. f OAVS, art. 11 et 13 OAVS)
7.1 In generale
2067 Le prestazioni in natura regolari sono considerate salario
determinante; si tratta di importi lordi. L’OAVS distingue tra vitto e alloggio (art. 11 OAVS; cap. 7.2) e il reddito in natura d’altra specie (art. 13 OAVS; cap. 7.3).
2068 Sono previste disposizioni speciali per i membri della
famiglia del capo azienda che lavorano con lui o per le persone che lavorano nell’azienda del partner registrato.
2069 Le prestazioni in natura occasionali non fanno invece parte 1/23 del salario determinante, nella misura in cui non superano
le proporzioni usuali e sono in un rapporto ragionevole, che escluda l’intenzione di aggirare la legge, con la retribuzione
50 2 dicembre 1993 VSI 1994 pag. 170 –
del lavoro vera e propria. S’intende qui in particolare la cessione gratuita di prodotti dell’impresa.
2070 Sono equiparati a prestazioni in natura occasionali i
1/23 vantaggi finanziari di minima importanza derivanti
occasionalmente o regolarmente dal campo di attività del datore di lavoro (p. es. prestiti ipotecari a interessi di favore da parte di una banca, facilitazioni d’acquisto, servizi forniti a prezzi ridotti).
2071 I ribassi del 20 per cento al massimo concessi dal datore di 1/26 lavoro su prodotti o servizi di terzi non sono soggetti all’ob-
bligo di contribuzione, a condizione che non superino complessivamente 600 franchi l’anno. Se i ribassi sono superiori a questo importo, la parte eccedente è considerata salario determinante. In caso di prodotti o servizi di terzi concessi gratuitamente, si veda il N. 2158).
2072 Soppresso
1/26
7.2 Vitto e alloggio
2073 Il vitto e l’alloggio dei lavoratori occupati nelle aziende e del
personale domestico sono valutati almeno 33 franchi al giorno (art. 11 cpv. 1 OAVS). In caso di conteggio su base mensile vanno computati mesi interi di 30 giorni.
2074 Se il datore di lavoro non dà vitto e alloggio completi,
l’importo complessivo è ripartito come segue (art. 11 cpv. 2 OAVS):
Colazione Fr. 3.50
Pranzo Fr. 10.—
Cena Fr. 8.—
Alloggio Fr. 11.50
2075 Questo importo vale anche per il personale di alberghi,
1/24 ristoranti e caffè, a condizione che il datore di lavoro
fornisca effettivamente vitto e alloggio nella sua azienda o
nella sua comunità familiare51. Lo stesso vale per i pasti consumati durante l’attività di custodia (p. es. strutture di custodia collettiva diurna e istituti)52.
2076 Se un contratto individuale, una convenzione collettiva o un regolamento di diritto pubblico concernente le retribuzioni prevedono il versamento di un salario lordo (detto anche “salario reale”) e il dipendente riceve prestazioni in natura sotto forma di vitto e alloggio, i contributi devono essere calcolati sul salario lordo, senza tener conto dei redditi in natura, a condizione che la valutazione dei redditi in natura a carattere regolare corrisponda, nel suo insieme, almeno ai tassi previsti nell’art. 11 cpv. 1 OAVS. Se la valutazione è inferiore si deve aggiungere la differenza al salario lordo contrattuale o regolamentare.
7.2.1 Vitto e alloggio dei familiari e dei partner registrati del salariato
2077 Se vitto e alloggio gratuito non sono assegnati solo al salariato, ma anche ai membri della sua famiglia o al partner registrato, si considerano i seguenti supplementi:
– per gli adulti, la stessa quota del salariato;
– per i minorenni, la metà della quota del salariato.
Per i minorenni si può derogare a suddetta quota solo se ci si basa sul tasso determinante per il caso concreto
dell’imposta federale diretta (v. il promemoria sulla stima del vitto e alloggio dei dipendenti).
7.3 Reddito in natura d’altra specie
2078 Le seguenti prestazioni del datore di lavoro, se assegnate regolarmente, sono considerate reddito in natura di altra specie:
51 13 dicembre 1982 RCC 1983 pag. 515 –
17 gennaio 1996 VSI 1996 pag. 165 –
52 20 giugno 2023 9C_293/2023 (consid. 4) –
– assegnazione di un’abitazione gratuita unicamente per il salariato53 o per tutta la famiglia54 risp. per il partner registrato. Quest’ultimo caso si verifica quando è messo a disposizione del salariato più d’un locale;
– vestiario e calzature;
– consegna di un veicolo di servizio per uso privato;
– il valore del diritto concesso a un pastore di tenere il proprio bestiame sull’alpe del datore di lavoro (diritto d’alpeggio) o di usufruire dei suoi terreni55. Gli utili ricavati dal diritto d’alpeggio o dalla coltivazione dei terreni costituiscono un reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente.
2079 Il valore di tali redditi in natura dev’essere stimato di caso in caso dalla cassa di compensazione56. Per quanto
possibile, ci si deve sempre basare sui corrispondenti tassi dell’imposta federale diretta o dell’imposta cantonale, a meno che certi tassi siano già stati fissati dall’INSAI. Le casse di compensazione valutano l’uso privato di veicoli aziendali (quota per uso privato) in modo identico a quello applicato nell’ambito dell’imposta federale diretta (v. art. 5a dell’ordinanza sulle spese professionali)57.
2079.1 Il N. 2079 si applica anche per il valore della quota per uso 1/25 privato dei veicoli aziendali elettrici. Se il veicolo viene acquistato, mentre la batteria è presa in leasing, la quota per uso privato deve essere calcolata sul prezzo d’acquisto del veicolo compreso il prezzo d’acquisto della batteria (IVA esclusa).
Le spese assunte dai datori di lavoro per le colonne di ricarica e la loro installazione rientrano nel salario
determinante.
53 13 dicembre 1982 RCC 1983 pag. 515 –
54 22 gennaio 1953 RCC 1953 pag. 96 –
7 settembre 1988 RCC 1989 pag. 405 –
17 gennaio 1996 VSI 1996 pag. 165 –
55 3 novembre 1956 RCC 1957 pag. 59 –
56 28 settembre 1949 RCC 1950 pag. 30 –
57 1° settembre 2016 9C_8/2016 (consid. 4) Sélection de l'OFAS n° 56
2080 Se il datore di lavoro mette un alloggio a disposizione del
salariato e quest’ultimo è tenuto a versargli la pigione, tale importo dev’essere riconosciuto al momento del calcolo dei contributi, se non si discosta molto dal valore locativo usuale di quella località58.
8. Prestazioni per perdita di salario subita a causa d’infortunio, malattia o invalidità
8.1 Prestazioni di assicurazioni
2081 Le prestazioni di casse malati riconosciute dalla
Confederazione secondo la LAMal, di compagnie
d’assicurazione private sottoposte alla legge del
17 dicembre 2004 sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA) e di istituti d’assicurazione di diritto pubblico (casse pubbliche, INSAI) non fanno parte del salario
determinante59.
8.2 Indennità versate dal datore di lavoro
2082 Le indennità concesse al salariato dal datore di lavoro o da
un’istituzione che gli è legata (p. es. un fondo) per
compensare le perdite di salario subite a causa di
infortunio, malattia o invalidità fanno parte del salario determinante60. È irrilevante se queste prestazioni sono concesse volontariamente o in base a un obbligo derivante
58 17 settembre 1965 RCC 1966 pag. 031 DTFA 1965 pag. 153
24 settembre 1980 RCC 1981 pag. 354 –
17 gennaio 1996 VSI 1996 pag. 165 –
59 17 marzo 1952 RCC 1952 pag. 168 DTFA 1952 pag. 42
20 gennaio 1969 RCC 1969 pag. 342 –
30 aprile 2002 C 34/301 DTF 128 V 176
60 27 dicembre 1955 RCC 1956 pag. 188 –
29 agosto 1956 RCC 1956 pag. 404 DTFA 1956 pag. 160
20 marzo 1959 RCC 1959 pag. 393 DTFA 1959 pag. 34
23 dicembre 1959 RCC 1961 pag. 20 DTFA 1960 pag. 19
da un contratto, da un contratto collettivo di lavoro o dalla legge.
2083 Le prestazioni di un’istituzione appartenente all’azienda
non rientrano nel salario determinante nella misura in cui sono state finanziate dai contributi dei salariati stessi61.
2084 Il datore di lavoro che versa temporaneamente l’intero 1/26 salario anche durante il periodo nel quale il salariato non
può lavorare a causa d’infortunio o di malattia deve pagare i contributi sulla parte di salario che completa le prestazioni assicurative (v. N. 2081). Se il datore di lavoro calcola il suo complemento in modo che il lavoratore non riceva un salario superiore a quello che riceverebbe se lavorasse pienamente, deve pagare i contributi soltanto sul
complemento ridotto.
2085 La liceità per i datori di lavoro di ridurre le prestazioni
assicurative dell’importo dei contributi affinché i salariati assenti a causa di malattia o d’infortunio non ricevano un salario superiore a quello che verrebbe versato loro se lavorassero (cosiddetta compensazione del salario netto) va valutata, secondo il rapporto di lavoro, sulla base del diritto civile o del diritto pubblico62.
2086 Se i datori di lavoro deducono i contributi dalle prestazioni
assicurative e li versano alla cassa di compensazione,
quest’ultima deve restituirli (v. le DRC).
2087 Per quanto riguarda i contributi del datore di lavoro all’assi-
curazione contro le malattie e gli infortuni dei salariati e le prestazioni del datore di lavoro per le spese di ordine medico, si vedano i N. 2161 segg.
61 27 dicembre 1955 RCC 1956 pag. 188 –
62 3 giugno 1981 RCC 1983 pag. 20 –
9. Prestazioni per perdita di salario versate dall’assicurazione contro la disoccupazione, dalle indennità di perdita di guadagno, dall’assicurazione invalidità e dall’assicurazione militare
2088 Ci si trova in presenza di un salario determinante anche quando una legge federale equipara esplicitamente un reddito sostitutivo al salario determinante ai sensi
dell’AVS63. Tali regolamentazioni si trovano nella LADI, nella LIPG, nella LAI e nella LAM. I N. 2082 segg. sono applicabili per analogia alle prestazioni del datore di lavoro (per le prestazioni concesse dai datori di lavoro per compensare le perdite di salario dovute al servizio
militare,v. art. 7 lett. n OAVS).
9.1 Indennità versate agli assicurati in virtù della legge federale sull’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l’indennità per insolvenza (LADI)
2089 Fanno parte del salario determinante le prestazioni seguenti versate dalla casa di disoccupazione
all’assicurato:
– l’indennità di disoccupazione versata sotto forma di indennità giornaliera (art. 22a cpv. 1 LADI);
– l’indennità giornaliera versata durante corsi di riqualificazione, perfezionamento e reintegrazione professionali dell’AD (art. 22a cpv. 1 LADI);
– l’assegno per il periodo d’introduzione (art. 66 cpv. 4 LADI);
– l’assegno di formazione (art. 66c cpv. 3 LADI);
– l’indennità per insolvenza (art. 52 cpv. 2 LADI).
2090 Se il salariato ha diritto a un’indennità in caso di riduzione dell’orario di lavoro o d’intemperie ai sensi dell’AD, il suo datore di lavoro deve pagare la parte dei contributi
63 12 agosto 1997 – ATF 123 V 223 (consid. 4a)
sull’intero salario convenuto, come se la durata del lavoro fosse normale (v. art. 37 lett. c e 46 LADI).
1/22
9.2 Indennità versate agli assicurati in virtù della legge federale sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG)
2091 Salvo poche eccezioni, sulle indennità concesse in virtù di 1/22 questa legge si devono versare contributi all’AVS/AI/IPG e,
nella misura in cui il beneficiario è un salariato, anche all’AD (v. art. 19a LIPG). Per i salariati l’indennità sarà allora considerata un elemento costitutivo del salario determinante. Per ciò che riguarda i dettagli si rinvia alle Direttive sull’ordinamento delle indennità di perdita di guadagno (DIPG).
9.3 Indennità giornaliere e assegni per il periodo d’introduzione in conformità della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità (LAI)
2092 Salvo poche eccezioni, sulle indennità giornaliere
concesse in virtù di questa legge (inclusi i supplementi) si devono versare contributi all’AVS/AI/IPG e, nella misura in cui il beneficiario è un salariato, anche all’AD (art. 25 LAI). Si devono versare contributi anche sugli assegni per il periodo d’introduzione giusta l’art. 18b LAI. Per i salariati queste prestazioni saranno allora considerate un elemento costitutivo del salario determinante. Per i dettagli si rinvia alla Circolare sulle indennità giornaliere nell’AI (CIGAI).
9.4 Indennità giornaliere in conformità della legge federale sull’assicurazione militare (LAM)
2093 Salvo poche eccezioni, sulle indennità giornaliere,
compresi i supplementi, concesse conformemente a questa legge si devono versare contributi all’AVS/AI/IPG e
– nella misura in cui il beneficiario è un salariato – anche all’AD (art. 29 LAM). Per i salariati queste prestazioni saranno pertanto considerate un elemento costitutivo del
salario determinante. La regolamentazione è applicabile a tutte le indennità giornaliere che si riferiscono a periodi posteriori al 31 dicembre 1993.
10. Prestazioni del datore di lavoro consistenti nell’assunzione del pagamento dei contributi AVS/AI/IPG/AD e delle imposte dovuti dal salariato
2094 Appartengono pure al salario determinante le prestazioni 1/24 del datore di lavoro che consistono nell’assunzione, su
base volontaria o conformemente a determinate disposizioni legali (v. in particolare l’art. 29 cpv. 3bisLAM64) da parte sua, dei contributi AVS/AI/IPG/AD e delle imposte dovute dal salariato (convenzione del salario netto). Bisogna così procedere alla conversione del salario netto in valore lordo. Nel caso dei salariati esercitanti un’attività lucrativa dopo il raggiungimento dell’età di riferimento, prima di operare la conversione bisogna dedurre l’eventuale franchigia secondo l’art. 6quaterOAVS (per ciò che riguarda l’assunzione dei contributi del salariato alla previdenza professionale, si veda il N. 2123; per quanto riguarda la riscossione dei contributi si rinvia alle DRC; per quanto concerne la franchigia ai sensi dell’art. 6quaterOAVS, si rinvia alla CER).
2095 Le prestazioni in natura e i salari complessivi sono esclusi
dalla conversione in valore lordo.
11. Retribuzioni del datore di lavoro al termine del rapporto di lavoro
11.1 Principio
2096 In caso di scioglimento totale del rapporto di lavoro, le
retribuzioni versate dal datore di lavoro sono incluse nel
64 17 dicembre 2012 Sélection de l'OFAS n° 38 DTF 139 V 50
salario determinante, a condizione che non ne siano esplicitamente escluse (in particolare giusta gli art. 8bise 8terOAVS, v. N. 2126 segg.).
Lo stesso vale per le retribuzioni versate da terzi (p. es.
una società madre o un fondo65), se il versamento è
motivato dal precedente rapporto di lavoro (v. N. 1016).
2097 Esempi di salario determinante:
1/23 – retribuzioni versate posticipatamente dal datore di lavoro per un’attività eseguita mentre sussisteva ancora il rapporto di lavoro (ad es. provvigioni). Tali retribuzioni possono talvolta essere stabilite soltanto molto tempo dopo che il salariato ha cessato l’attività (gratifiche per l’ultimo anno d’esercizio);
– retribuzioni versate dal datore di lavoro al salariato in caso di scioglimento anticipato del rapporto di lavoro (ad es. risarcimento danni ai sensi dell’art. 337c cpv. 1 CO); il motivo giuridico dello scioglimento è irrilevante66.
Non sono invece comprese nel salario determinante le indennità per disdetta abusiva secondo l’art. 336a cpv. 2 CO e per licenziamento ingiustificato secondo l’art. 337c cpv. 3 CO fissate dal giudice67. L’indennità risultante da una transazione giudiziale o extragiudiziale è esclusa dal salario determinante soltanto se si forniscono alla cassa di compensazione prove inequivocabili secondo cui:
– si tratta esclusivamente di un’indennità di tale natura e che essa non include altre posizioni creditorie (p. es. indennità per ore supplementari) e
– l’ammontare dell’indennità è chiaramente stabilito;
– prestazioni concesse dal datore di lavoro al salariato per la rinuncia di quest’ultimo all’esercizio di una determinata
65 30 giugno 1976 – DTF 102 V 152
8 agosto 2011 9C_ 12/2011 DTF 137 V 321
66 18 aprile 1958 RCC 1958 pag. 305 DTFA 1958 pag. 108
13 aprile 1959 RCC 1959 pag. 390 DTFA 1959 pag. 145
3 ottobre 1959 RCC 1961 pag. 31 –
6 agosto 1976 RCC 1976 pag. 526 DTF 102 V 156
17 maggio 1996 VSI 1997 pag. 22 –
67 17 aprile 1997 VSI 1997 pag. 293 DTF 123 V 5
22 aprile 2009 4A_590/2008 DTF 135 III 405
attività lucrativa, ad es. per l’impegno a rispettare un divieto di concorrenza68;
– indennità per vacanze non prese;
– indennità per la perdita del posto di lavoro prima ancora di avere iniziato l’attività69;
– rendite transitorie versate da fondi padronali di previdenza.
2098 Il dividendo ottenuto dal salariato in caso di fallimento, per
il salario dovutogli fino alla scadenza del termine di disdetta del contratto di lavoro, fa pure parte del salario
determinante, se l’amministrazione fallimentare non
rinnova il contratto di lavoro70. Per quanto riguarda
l’indennità per insolvenza, si veda il N. 2089.
11.2 Calcolo del salario determinante in caso di prestazioni in forma di rendita
2099 Se al termine del rapporto di lavoro le prestazioni del da-
tore di lavoro sono versate in forma di rendita, queste vanno convertite in capitale con l’aiuto delle tabelle dell’Allegato 1 (art. 7 lett. q OAVS). Si vedano anche gli esempi figuranti nell’Allegato 2. I fattori contenuti nelle tabelle summenzionate (tabella 1 per gli uomini e tabella 2 per le donne) poggiano sulla base statistica AVS 2015 (scenario di riferimento dell’Ufficio federale di statistica A-00-2015 per il 2035) e su un tasso d’interesse tecnico del 2,5 per cento.
2100 Si applica la formula di calcolo seguente:
1/26
Rendita annua x ponderazione che tiene conto della durata del versamento della rendita x fattore di conversione secondo la tabella
68 25 ottobre 1955 RCC 1956 pag. 72 DTFA 1955 pag. 261
69 17 maggio 1996 VSI 1997 pag. 22 –
23 febbraio 1998 VSI 1998 pag. 287 DTF 124 V 100
70 6 agosto 1976 RCC 1976 pag. 526 DTF 102 V 156
La scelta del fattore è dettata dal tipo di rendita:
– per rendite vitalizie immediate: capitale = rendita mensile x 12 x fattore «vitalizio»;
– per rendite transitorie immediate e rinviate: capitale = rendita mensile x 12 x numero di mesi a beneficio di una rendita / numero di mesi fino all’età di riferimento x fattore «transitorio» fino all’età di riferimento (v. tabella);
– per rendite vitalizie rinviate: capitale = rendita mensile x 12 x fattore «rinviato».
La ponderazione è pari a 1 se il numero di mesi a beneficio di una rendita corrisponde al numero di mesi fino all’età di riferimento.
Se l’importo della rendita versata non è costante o la durata del suo versamento non copre l’intero periodo fino al raggiungimento dell’età di riferimento, viene calcolata una rendita media ponderando le rendite mensili.
Per le rendite transitorie rinviate il calcolo è uguale a quello per le rendite transitorie.
Se viene versata una 13amensilità, questa va aggiunta proporzionalmente alla rendita mensile.
2101 Per stabilire il fattore di conversione è determinante l’età al termine del rapporto di lavoro. L’età va arrotondata al mese successivo (senza contare il mese in cui cade il compleanno). Per gli anni di età incompleti, il fattore provvisorio viene interpolato e risulta quindi dalla differenza tra il fattore dell’età inferiore e quello dell’età superiore della tabella. Questa differenza viene moltiplicata per il numero di mesi fino al prossimo compleanno e poi divisa per 12; il risultato viene infine addizionato al fattore dell’età superiore. Il fattore (vitalizio, transitorio, rinviato) così interpolato e arrotondato ai centesimi tiene conto del tasso d’interesse tecnico nonché della durata di riscossione della rendita. Tale durata si basa sulla speranza di vita stimata al mese al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La formula di calcolo è la seguente:
(fattore dell’età inferiore – fattore dell’età superiore) x (n. di mesi fino al prossimo compleanno / 12) + fattore dell’età superiore (arrotondato ai centesimi)
Si vedano anche le legende delle tabelle e gli esempi 2.6 e 2.10 nell’Allegato 2.
2102 I contributi sono dovuti al momento del primo versamento e 1/26 devono essere riscossi secondo il principio del periodo di
riferimento (Bestimmungsprinzip; v. le DRC).
2103 Se il fattore di conversione ponderato è ≤1, i contributi sulle 1/26 rendite vanno per principio riscossi continuamente. Lo
stesso vale per le rendite transitorie in caso di pensionamento parziale (v. esempi 2.7 e 2.9 nell’Allegato 2). Occorre invece procedere a una capitalizzazione, se la rendita non inizia a essere versata immediatamente dopo la cessazione dell’attività lucrativa o se il datore di lavoro desidera un conteggio immediato.
2104 Per evitare l’aggiramento dell’obbligo contributivo delle per-1/26 sone senza attività lucrativa, i redditi soggetti a
contribuzione in seguito alla rinuncia alla capitalizzazione vanno registrati, in base al principio del periodo di riferimento, sotto il mese in cui cessa il rapporto di lavoro oppure sotto quello prima dell’inizio del pensionamento parziale (art. 30terLAVS; v. anche le D CA/CI).
2105 Se il datore di lavoro assume i contributi AVS/AI/IPG/AD
dovuti dal salariato, bisogna procedere alla conversione dei capitali interessati dal prelievo dei contributi in valori lordi (v. la convenzione del salario netto di cui al N. 2094 e le DRC).
2106 I calcoli possono essere effettuati mediante lo strumento
«Conversione di rendite in capitale secondo l’art. 7 lett. q OAVS» messo a disposizione sul sito dell’UFAS
(www.ufas.admin.ch > Contributi e prestazioni > Panoramica dei contributi > Ulteriori informazioni > Altri link).
2107 Per l’applicazione degli importi massimi annui nell’ambito
dell’AD si veda la CAC.
2108 I casi in cui non può essere applicata la tabella figurante 1/23 nell’Allegato 1 o che presentano altre particolarità devono
essere sottoposti all’UFAS.
II. Previdenza professionale: prestazioni e contributi
1. Prestazioni regolamentari di istituzioni della previdenza professionale
2109 Le prestazioni regolamentari di istituzionidella previdenza
professionale non fanno parte del salario determinante se, al momento dell’insorgenza dell’evento assicurato o della liquidazione parziale o totale dell’istituto di previdenza (v. art. 53b-53d LPP), il beneficiario può pretenderle personalmente.
2110 L’esenzione delle prestazioni regolamentari dall’obbligo
contributivo presuppone in particolare che71.
– l’assicurato abbia diritto alle prestazioni; una formulazione potestativa non è sufficiente;
– la disposizione regolamentare sussista già prima dell’insorgenza dell’evento assicurato;
– il diritto alle prestazioni sia determinabile (base di calcolo sufficientemente precisa);
– si tratti di prestazioni di previdenza professionale;
– le prestazioni si fondino su un regolamento (v. N. 2111).
2111 Sono considerate prestazioni regolamentari ai sensi
dell’art. 6 cpv. 2 lett. h OAVS in particolare quelle accordate in virtù:
– del regolamento della cassa pensioni (incluso il piano previdenziale);
– degli statuti dell’istituto di previdenza;
– dell’atto di fondazione dell’istituto di previdenza;
– del regolamento concernente la liquidazione parziale (art. 53b LPP);
71 8 agosto 2011 Sélection de l'OFAS n° 32 DTF 137 V 321
– del piano di ripartizione in caso di liquidazione totale (art. 53c LPP).
2112 I documenti summenzionati devono essere stati emanati 1/20 dall’organo competente dell’istituto di previdenza (di regola
composto in modo paritetico) e verificati dall’autorità di vigilanza (art. 51, 51a e 62 cpv. 1 lett. a LPP), il che dovrebbe garantire il rispetto dei principi della previdenza professionale (pianificazione previdenziale, parità di trattamento,
collettività, adeguatezza e principio di assicurazione;
v. OPP 2).
2113 Nel caso degli istituti di diritto pubblico sono considerate re-
golamentari le disposizioni emanate dall’ente di diritto pubblico (v. art. 50 cpv. 2 LPP).
2114 Tra i casi pratici di prestazioni regolamentari vi sono:
– le prestazioni di istituti di previdenza ai sensi degli art. 48 e 80 LPP;
– il trasferimento di un avere di previdenza regolamentare all’istituto di previdenza del nuovo datore di lavoro o a un istituto di libero passaggio giusta l’art. 4 LFLP (in forma di un conto di libero passaggio o di una polizza di libero passaggio giusta l’art. 10 OLP) al momento della cessazione del rapporto di lavoro;
– le prestazioni fornite nel quadro della liquidazione totale di un istituto di previdenza (art. 53c LPP in combinato disposto con l’art. 89a cpv. 6 n. 9 CC) sulla base del piano di ripartizione approvato dall’autorità di vigilanza; lo stesso vale per i fondi padronali di previdenza con prestazioni discrezionali (art. 89a cpv. 7 n. 6 CC);
– le prestazioni fornite nel quadro di una liquidazione parziale (art. 53b LPP) in base al relativo regolamento. Nel caso delle prestazioni di fondi padronali di previdenza con prestazioni discrezionali (art. 89a cpv. 7 n. 6 CC)
che non prevedono un regolamento concernente la liquidazione parziale, ci si deve basare sul piano di ripartizione approvato dall’autorità di vigilanza. Il presupposto è che siano rispettati i principi della parità di trattamento e dell’adeguatezza (v. art. 89a cpv. 8 n. 3 CC).
2115 Non sono considerate prestazioni regolamentari ai sensi
dell’art. 6 cpv. 2 lett. h OAVS in particolare le prestazioni dei fondi padronali di previdenza con prestazioni discrezionali ai sensi dell’art. 89a cpv. 7 n. 6 CC, tranne in caso di liquidazione parziale o totale (v. N. 2111).
2. Contributi regolamentari a istituzioni della previdenza professionale
2.1 Contributi del datore di lavoro alla previdenza professionale
2116 I contributi regolamentari del datore di lavoro a istituzioni
della previdenza professionale che adempiono le condizioni per l’esenzione fiscale secondo la LIFD non rientrano nel salario determinante.
2117 L’esenzione fiscale ai sensi della LIFD (art. 80 cpv. 2 LPP
in combinato disposto con l’art. 56 lett. e LIFD) presuppone che i mezzi dell’istituzione servano esclusivamente e irrevocabilmente alla previdenza professionale dei salariati e dei loro superstiti.
2118 Sono considerati contributi regolamentari alla previdenza
professionale (contributi correnti e riscatti) i contributi72:
– imperativamente prescritti da un regolamento (una disposizione potestativa non è sufficiente);
– prescritti nel regolamento prima dell’insorgenza
dell’evento assicurato e il cui pagamento va effettuato al più tardi all’insorgenza dell’evento assicurato;
– il cui ammontare (percentuale o importo) è ben definito; se per esempio è previsto che il datore di lavoro partecipi ai riscatti dei salariati, senza però che sia stabilita l’entità della partecipazione, i contributi non sono prescritti imperativamente (v. N. 2123);
72 27 agosto 2007 Sélection de l'OFAS n° 11 DTF 133 V 556
8 agosto 2011 Sélection de l'OFAS n° 32 DTF 137 V 321
17 luglio 2018 9C_800/2017 Sélection de l'OFAS n° 66
– la cui base normativa applicabile non è per principio influenzabile dal datore di lavoro, o quantomeno non può essere modificata ad hoc nel singolo caso.
2119 Non rientrano nel salario determinante nemmeno i versa-
menti previsti dal regolamento dell’istituto di previdenza in caso di copertura insufficiente (v. art. 65e LPP).
2120 Analogamente ai versamenti in caso di copertura insuffi-
ciente, possono essere esentati anche i contributi collettivi straordinari versati all’istituto di previdenza per evitare pregiudizi al diritto alle prestazioni dei salariati in seguito a una modifica sul fronte della previdenza professionale (p. es. passaggio a un nuovo istituto di previdenza, cambiamento di primato, riduzione dell’aliquota di conversione), a condizione che siano rispettati i principi della previdenza professionale.
2121 Per quanto concerne le nozioni di regolamento e rispetto
dei principi della previdenza professionale sono applicabili per analogia i N. 2111 seg.
2.2. Contributi del salariato alla previdenza professionale
2122 I contributi alla previdenza professionale a carico del lavo-
ratore rientrano nel salario determinante.
2123 Vi rientrano anche i contributi alla previdenza professionale
assunti volontariamente dal datore di lavoro oltre alla propria quota regolamentare.
Esempio: oltre alla propria quota regolamentare del
50 per cento, il datore di lavoro finanzia volontariamente anche la quota a carico del lavoratore.
III. Prestazioni sociali del datore di lavoro
Per le prestazioni dell’aiuto sociale si veda il N. 2203.
1. Prestazioni sociali del datore di lavoro al termine del rapporto di lavoro
2124 Le prestazioni sociali versate dal datore di lavoro al termine
del rapporto di lavoro sono escluse totalmente o in parte dal salario determinante in caso di previdenza
professionale insufficiente o di licenziamento per motivi aziendali, secondo le disposizioni seguenti. Per quanto concerne le prestazioni nei casi di rigore, si vedano inoltre i N. 2147 segg.
2125 Se tali prestazioni sono considerate salario determinante, è
irrilevante che si tratti di prestazioni versate sotto forma di rendita (ad es. rendite transitorie) o di capitale (ad es.
indennità di partenza). Le prestazioni versate sotto forma di rendita sono convertite in capitale secondo la tabella dell’Allegato 1 (v. anche N. 2099).
1.1 Prestazioni sociali in caso di previdenza professionale insufficiente
(art. 8bisOAVS)
2126 Nel caso di prestazioni versate dal datore di lavoro al
termine di un rapporto di lavoro pluriennale, dal salario determinante è escluso, per ogni anno in cui il salariato non era assicurato nella previdenza professionale, un importo pari alla metà della rendita minima di vecchiaia mensile vigente al momento del versamento.
2127 Non sono escluse dal salario determinante le prestazioni
versate ai salariati che negli anni in questione erano affiliati alla previdenza professionale per un’altra attività svolta.
2128 Si considera che un rapporto di lavoro sia durato diversi
anni se la durata dell’attività è di almeno due anni.
2129 Sono considerati anni assicurativi mancanti gli anni civili
interi durante cui il salariato non era affiliato alla previdenza professionale.
2130 Non adempiono le condizioni i salariati che per un breve
periodo non sono affiliati alla previdenza professionale perché esercitano un’attività lucrativa di breve durata (ad es. durante le feste natalizie).
2131 Non sono escluse dal salario determinante nemmeno le
prestazioni versate dal datore di lavoro per gli anni in cui i salariati, visto il reddito modesto, non erano assicurati obbligatoriamente ma affiliati a una previdenza
professionale facoltativa.
2132 L’importo eccedente la metà della rendita di vecchiaia
minima mensile fa parte del salario determinante.
1.2 Prestazioni sociali in caso di licenziamento per motivi aziendali
(art. 8terOAVS)
2133 Le prestazioni versate dal datore di lavoro in caso di
licenziamento per motivi aziendali sono escluse dal salario determinante fino a concorrenza di un importo pari a quattro volte e mezza la rendita massima di vecchiaia annua.
2134 Le prestazioni concesse a titolo individuale fanno parte del
salario determinante. Possono invece esserne escluse le prestazioni graduate secondo criteri obiettivi e sociali (ad es. età, anzianità di servizio e ultimo salario conseguito).
2135 Le partenze e i prepensionamenti volontari non rientrano
nelle disposizioni di esclusione dal salario determinante anche se avvengono sulla base di un piano sociale o se vi è una regolamentazione concernente il prepensionamento.
2136 In caso di licenziamento per motivi aziendali la parte delle
prestazioni versate dal datore di lavoro che supera di
quattro volte e mezza la rendita di vecchiaia massima annua fa parte del salario determinante.
2137 Sono considerate motivi aziendali la chiusura, la fusione e
la ristrutturazione di un’azienda.
2138 Si ha una ristrutturazione aziendale quando un istituto di
previdenza che attua la previdenza professionale
obbligatoria soddisfa le condizioni per una liquidazione parziale giusta l’art. 53b cpv. 1 lett. a o b LPP oppure in caso di licenziamento collettivo disciplinato da un piano sociale.
2139 Le condizioni per la liquidazione parziale sono rette da un
regolamento approvato dall’autorità di vigilanza della previdenza professionale. La liquidazione parziale di una fondazione di previdenza sovraobbligatoria non soddisfa di per sé le condizioni di esclusione dal salario determinante (v. però N. 2114).
2140 Se la cassa di compensazione non è sicura che le
condizioni per la liquidazione parziale di un istituto di previdenza – o, se si tratta di una fondazione collettiva, per la liquidazione parziale nell’ambito della cassa di
previdenza – siano soddisfatte, chiede al datore di lavoro una conferma dell’istituto di previdenza.
2141 Se, in mancanza di fondi, non si può procedere a una
liquidazione parziale nonostante siano soddisfatte le condizioni prescritte dal regolamento determinante, le prestazioni del datore di lavoro sono comunque trattate secondo la disposizione d’esclusione.
2142 Se, nonostante i licenziamenti, non si procede a una
liquidazione parziale dell’istituto di previdenza, si è in presenza di una ristrutturazione aziendale giusta l’art. 8ter OAVS anche in caso di licenziamento collettivo disciplinato da un piano sociale.
2143 Per piano sociale s’intende un accordo nel quale il datore 1/26 di lavoro e i lavoratori (rappresentanza dei lavoratori o
sindacato) convengono le misure atte a evitare o ridurre i licenziamenti, nonché ad attenuarne le conseguenze73.
2144 Per licenziamento collettivo s’intende un licenziamento che
tocca una parte considerevole dell’effettivo del personale. Come valori di riferimento possono essere utilizzate le cifre indicate all’art. 335d CO.
2145 Il licenziamento deve inoltre avere un carattere unitario
sotto il profilo materiale e temporale. Questa condizione non è di regola adempiuta, se il periodo di licenziamento dura più di sei mesi.
2. Prestazioni versate in casi di rigore
(art. 8quater OAVS)
2146 Le prestazioni di assistenza straordinarie versate dal da-
tore di lavoro o da un’istituzione a lui vicina (p. es. da un fondo) per eliminare, attenuare o prevenire una situazione di difficoltà finanziaria del salariato sono escluse dal salario determinante fino al raggiungimento dell’importo necessario a garantire il fabbisogno vitale. Le prestazioni che superano questo importo rientrano nel salario determinante.
2147 L’assistenza del datore di lavoro al salariato deve essere
motivata da una situazione particolarmente grave. Le cause possono essere di diversa natura (professionale, familiare, di salute ecc.) e l’elenco di cui all’art. 8quaterOAVS non è esaustivo. Non sono però esclusi dal salario determinante i complementi salariali non motivati da casi di rigore, versati regolarmente per integrare un salario molto basso.
2148 Vi è una situazione di difficoltà finanziaria quando il fabbi-
sogno vitale non è garantito, ovvero quando la sua copertura non è più garantita oppure non sarebbe più garantita senza prestazioni di assistenza.
73 12 febbraio 2007 – DTF 133 III 213
2149 La cassa di compensazione valuta se sussiste una situa-
zione di difficoltà finanziaria. A tale scopo applica per analogia il calcolo per le gravi difficoltà di cui all’art. 5 OPGA (concernente il condono della restituzione delle prestazioni indebitamente riscosse; v. al riguardo le DR).
2150 Il datore di lavoro e il salariato devono fornire alla cassa di
compensazione le informazioni necessarie per determinare se sussista una situazione di difficoltà finanziaria. Nel limite del possibile, la cassa di compensazione deve procedere all’accertamento della situazione finanziaria insieme al salariato. Se necessario, essa lo aiuta nella compilazione dei formulari.
2151 Per principio si deve presupporre la sussistenza di una si-
tuazione di difficoltà finanziaria, se è dimostrato che il beneficiario riceve prestazioni complementari o prestazioni dell’aiuto sociale.
3. Indennità e prestazioni in occasione di avvenimenti particolari
2152 Sono considerate prestazioni concesse in occasione di av-
venimenti particolari, escluse dal salario determinante a meno che ne superino il valore usuale74:
2153 – le prestazioni in caso di morte di un congiunto del
salariato;
2154 – le prestazioni per i superstiti. Costituisce una prestazione 1/25 ai superstiti in particolare il salario pagato per un certo
periodo dopo la morte del salariato. Non ne fanno parte in particolare i salari arretrati, i bonus e altri compensi per il lavoro svolto dalla persona deceduta. Rimangono riservati anche casi di abuso di diritto;
74 30 dicembre 1964 RCC 1965 pag. 404 DTFA 1964 pag. 215
12 agosto 1985 RCC 1986 pag. 230 DTF 111 V 77
2155 – i regali in occasione di giubilei aziendali. Sono
considerate tali le prestazioni concesse ai salariati per festeggiare la lunga esistenza dell’impresa – al più presto 25 anni dopo la sua fondazione e in seguito ad intervalli di almeno 25 anni – purché non superino il limite usuale e siano concesse per principio a tutti i salariati75. Il “limite usuale” dev’essere valutato in ogni singolo caso a dipendenza dell’importo del salario e degli anni di servizio76 (per ciò che riguarda i regali per
anzianità di servizio, v. tuttavia N. 2002);
2156 – i regali di fidanzamento, di matrimonio e di
registrazione77 (per ciò che riguarda gli assegni per il matrimonio e la registrazione, v. N. 2167);
2157 – le prestazioni per il superamento di esami professionali, 1/26 in denaro o in natura, concesse quale riconoscimento
per la buona riuscita dell’esame finale di tirocinio, o di un esame analogo, come pure di esami intermedi o finali di un ciclo di perfezionamento professionale, se queste prestazioni non superano il valore di 600 franchi per esame;
2158 – i regali in natura, offerti abitualmente in particolari occa-1/26 sioni, come a Natale o capodanno, o concessi come ri-
conoscimento una tantum per prestazioni di valore eccezionale o compiti particolari, se il loro valore complessivo non supera i 600 franchi all’anno. Determinante è il prezzo di costo a carico del datore di lavoro. I regali in oro e argento (compresi i lingotti e le monete) nonché in denaro WIR78 sono considerati regali in natura. I regali in contanti sono considerati gratifiche e fanno parte del salario determinante;
75 12 dicembre 1952 – DTFA 1952 pag. 241
25 marzo 1980 RCC 1980 pag. 500 –
12 agosto 1985 RCC 1986 pag. 230 –
76 12 agosto 1985 RCC 1986 pag. 230 DTF 111 V 77
77 30 dicembre 1964 RCC 1965 pag. 404 DTFA 1964 pag. 215
78 12 maggio 1997 H 91/96 (consid. 4) –
2159 – le prestazioni ai salariati in caso di decesso del datore di
lavoro per disposizione testamentaria o da parte degli eredi, purché non superino un salario mensile79.
2160 Se le prestazioni concesse in particolari occasioni supe-
rano il valore usuale o l’ordine di grandezza fissato, il valore complessivo della prestazione o del regalo è soggetto a contributi80.
IV. Prestazioni del datore di lavoro per le spese sanitarie
1. Contributi del datore di lavoro all’assicurazione contro le malattie e gli infortuni
2161 I contributi del datore di lavoro all’assicurazione malattie e
infortuni dei salariati non rientrano nel salario determinante se
– il datore di lavoro paga direttamente il premio dei
salariati all’assicuratore di questi ultimi81 e
– tutti i salariati vengono trattati alla stessa maniera.
2162 Le prestazioni del datore di lavoro non rientrano nel salario 1/21 determinante nemmeno quando esso assume la quota che
dovrebbero versare i salariati (p. es. secondo l’art. 91 cpv. 2 LAINF), se tutti i salariati vengono trattati alla stessa maniera.
79 25 febbraio 1975 RCC 1975 pag. 379 DTF 101 V 1
16 settembre 1980 RCC 1981 pag. 192 DTF 106 V 133
80 14 aprile 2004 VSI 2004 pag. 165 –
81 22 agosto 2000 VSI 2001 pag. 49 DTF 126 V 221
2. Prestazioni del datore di lavoro per le spese di ordine medico
2163 L’assunzione completa o parziale da parte del datore di
lavoro delle spese mediche, farmaceutiche, ospedaliere e di cura è esclusa dal salario determinante se
– le spese citate non sono coperte dall’assicurazione malattie obbligatoria;
– tutti i salariati vengono trattati alla stessa maniera.
2164 Per le indennità per perdite di salario subite a causa di in-
fortunio, malattia o invalidità si vedano i N. 2082 segg.
V. Assegni familiari
2165 Sono considerati assegni familiari:
– gli assegni per i figli e gli assegni di formazione versati a favore di figli, figli adottivi, figliastri, affiliati, fratelli o sorelle e nipoti del beneficiario, a condizione che essi provvedano in misura preponderante al loro
mantenimento (v. art. 4 cpv. 1 LAFam);
2166 – gli assegni per l’economia domestica (a volte denominati 5/26 anche assegni familiari) concessi ai salariati sposati che
vivono con il coniuge o il partner registrato e/o con figli e a salariati celibi, vedovi o divorziati che vivono con figli ai sensi del N. 216582.
Si considerano assegni per l’economia domestica solo le prestazioni concesse in aggiunta al salario. Non è ammesso designare una parte del salario come assegno per l’economia domestica allo scopo di ottenerne l’esenzione dal pagamento dei contributi. Gli assegni per l’economia domestica sono prestazioni fisse, indipendenti dall’ammontare del salario. Essi devono essere dello
82 22 agosto 1984 RCC 1985 pag. 116 DTF 110 V 229
29 giugno 1993 VSI 1995 pag. 29 DTF 119 V 385
stesso importo per tutti i lavoratori di un’azienda che vi hanno diritto83.
2167 – Gli assegni per il matrimonio o la registrazione concessi
alla contrazione del matrimonio o alla registrazione dell’unione domestica (per i regali di matrimonio o di registrazione v. N. 2156).
2168 – Gli assegni di nascita o di adozione concessi al salariato
salariato in occasione della nascita o dell’adozione di un figlio.
2169 Gli assegni familiari possono essere concessi ai salariati o
a persone che esercitano un’attività lucrativa indipendente
– dai servizi di cui all’art. 21c LAFam o
– dal datore di lavoro.
2170 Sono esclusi in ogni caso dal salario determinante gli asse-
gni familiari versati in virtù di un obbligo legale o di un obbligo derivante da un contratto collettivo di lavoro.
2171 Gli assegni familiari versati dal datore di lavoro in aggiunta 1/26 a quelli obbligatori, ai quali i dipendenti hanno diritto in
base al regolamento del personale o ad altre normative nel rispetto del principio della parità di trattamento, sono esenti da contributi fino a concorrenza:
– dell’importo semplice dell’assegno di formazione di cui all’art. 5 cpv. 2 LAFam, per figlio nel caso degli assegni per i figli e degli assegni di formazione (N. 2165) e per economia domestica nel caso degli assegni per l’economia domestica (N. 2166);
– del quintuplo dell’assegno di formazione di cui all’art. 5 cpv. 2 LAFam, per figlio nel caso degli assegni di nascita e di adozione (N. 2168).
Questa regola non si applica agli assegni secondo il N. 2167.
83 17 ottobre 2022 9C_466/2021 (consid. 8.2 e 8.3) DTF 148 V 385
2172 Esempi:
1/25 1. Una legge cantonale sugli assegni familiari prevede la concessione di un assegno di nascita di 1500 franchi; oltre a ciò il datore di lavoro concede, su base volontaria, alla signora Rossi un importo di 500 franchi a titolo di assegno di nascita. Solo l’assegno di formazione previsto dalla legge cantonale è esente da contributi. L’assegno di nascita concesso su base volontaria è soggetto a contributi (poiché la sua attribuzione non si basa né sul regolamento del personale né su un diritto).
2. Un contratto collettivo di lavoro prevede il versamento di un assegno per i figli di 300 franchi per figlio; in aggiunta a ciò, il datore di lavoro concede al signor Bianchi, padre di due figli, un assegno per i figli di 500 franchi per figlio in base al contratto di lavoro. Mentre l’importo di
600 franchi previsto dal contratto collettivo di lavoro (300 fr. x 2 figli) è esente da contributi, l’aggiunta concessa dal datore di lavoro lo è solo fino all’importo di 536 franchi (268 fr. x 2 figli) conformemente al N. 2171 primo trattino.
3. Una legge cantonale sugli assegni familiari prevede la concessione di un assegno di formazione di 300 franchi; oltre a ciò il datore di lavoro versa un assegno di formazione di 500 franchi conformemente al regolamento del personale da lui emanato. L’assegno di formazione previsto dalla legge cantonale è esente da contributi, mentre quello versato dal datore di lavoro lo è solo fino all’importo di 268 franchi conformemente al N. 2171 primo trattino.
4. Un datore di lavoro prevede, nel regolamento del personale da lui emanato, la concessione di un assegno di nascita di 1000 franchi e di un assegno per l’economia domestica di 1200 franchi. Mentre l’intero importo dell’assegno di nascita è esente da contributi, secondo il N. 2171 primo trattino l’assegno per l’economia domestica è esente da contributi soltanto fino a concorrenza di
268 franchi.
VI. Ulteriori prestazioni
1. Sussidi per la formazione e il perfezionamento
2173 In linea di massima i sussidi per la formazione e il
perfezionamento non fanno parte del reddito proveniente da un’attività lucrativa. Sono fatte salve le disposizioni speciali sui sussidi del datore di lavoro (v. N. 2177 segg.).
1.1 Tipi di sussidio
2174 Per loro natura i sussidi per la formazione e il possono
servire a coprire ogni tipo di spesa in relazione con la formazione o con il perfezionamento, come le tasse scolastiche, il materiale scolastico o le spese di
mantenimento. Sono considerati sussidi anche le
prestazioni per la formazione o il perfezionamento che non hanno luogo presso una scuola o nell’ambito di un corso.
2175 Per formazione s’intendono tutti i gradi dell’insegnamento
generale e specializzato, elementare e superiore, pratico e teorico, pubblico e privato. È irrilevante che l’istruzione sia formalmente ultimata, per esempio con un esame finale. Infine non è determinante se si tratti di una prima
formazione o di una seconda formazione.
2176 Per perfezionamento s’intende la continuazione dell’attività
d’apprendimento dopo il termine dell’istruzione. Il
perfezionamento può seguire immediatamente la
formazione o iniziare dopo un’attività esplicata nella vita professionale. Esso può aver luogo anche
contemporaneamente ad un’attività lucrativa.
1.2 Sussidi del datore di lavoro
2177 Se i sussidi per la formazione o il perfezionamento sono
pagati dal datore di lavoro, fanno parte del salario
determinante, a meno che la formazione o il
perfezionamento non siano strettamente collegati con l’attività professionale del beneficiario.
2178 I sussidi sono considerati pagati dal datore di lavoro anche 1/26 se
− al momento della loro concessione non sussisteva un rapporto di lavoro, ma il beneficiario era tenuto per contratto a entrare al servizio del donatore (v. N. 2183) una volta conclusa la formazione84;
− il nuovo datore di lavoro assume i costi di una formazione già conclusa al momento dell'assunzione (v. anche la cifra F 13.6 delle FAQ CSI sul certificato di salario).
2179 Se i sussidi sono pagati al posto del salario, fanno
ugualmente parte del salario determinante.
2180 Ai sussidi pagati dal datore di lavoro sono equiparati i
sussidi versati da un’istituzione a lui vicina.
2181 Se il donatore si è riservato il diritto di disporre del risultato
del lavoro (ad es. diritto di pubblicazione o di brevetto), i sussidi sono considerati facenti parte del salario
determinante. Ciò vale anche nel caso in cui il beneficiario partecipa allo sfruttamento economico del risultato del suo lavoro.
2182 I sussidi concessi per la promozione o il riconoscimento di
attività culturali o scientifiche fanno parte del salario determinante se sono collegati con un rapporto di lavoro.
1.3 Donatore e beneficiario
2183 Il donatore può essere una persona fisica, una comunità di
persone o una persona giuridica del diritto pubblico o privato.
84 27 agosto 1960 RCC 1960 pag. 398 DTFA 1960 pag. 191
2184 Si considera beneficiario chi riceve sussidi per i propri
bisogni, per il pagamento di salari o per sopperire alle spese generali.
2185 Non è considerata beneficiaria la persona che riceve il
sussidio a titolo fiduciario per una terza persona, come per esempio il professore d’università che lo riceve per uno studente che lavora sotto la sua sorveglianza. Il
beneficiario è quindi la persona cui è destinato il sussidio.
1.4 Sussidi che fanno parte del salario determinante
2186 Le borse di studio e i sussidi analoghi fanno parte del
salario determinante
– quando il sussidio è stato concesso a causa del rapporto di lavoro esistente tra donatore e beneficiario85,
– quando il donatore può disporre del risultato del lavoro.
2187 I sussidi fanno perciò parte del salario determinante dal
momento in cui una di queste due condizioni è realizzata86. Se nessuna delle due è soddisfatta, i sussidi sono esclusi dal reddito dell’attività lucrativa. Per ciò che riguarda le condizioni in base a cui il beneficiario è considerato
persona che non esercita un’attività lucrativa, si vedano le DIN.
2188 Il sussidio del datore di lavoro è equiparato a quello di
un’istituzione che gli è legata.
2189 Il sussidio è concesso a causa di un rapporto di lavoro
anche quando, malgrado l’assenza di tale rapporto alla concessione del sussidio, il beneficiario è giuridicamente obbligato ad entrare al servizio del datore di lavoro al termine della formazione. Un semplice obbligo morale del beneficiario non è tuttavia sufficiente per ammettere la
85 25 febbraio 1964 RCC 1964 pag. 271 DTFA 1964 pag. 15
86 25 febbraio 1964 RCC 1964 pag. 271 DTFA 1964 pag. 15
concessione del sussidio a causa di un rapporto di
lavoro87.
2190 Il sussidio non è concesso a causa del rapporto di lavoro
quando il salariato, nella sua condizione di beneficiario, si trova nella stessa situazione di una terza persona nei confronti del datore di lavoro. Ciò è il caso, per esempio, quando una comunità pubblica concede una borsa di studio a un suo funzionario perché realizza le condizioni valide per ogni altro cittadino.
2191 Se il datore si riserva il diritto di disporre del risultato del
lavoro (p. es. diritto di pubblicazione o di brevettazione) la prestazione dev’essere considerata salario determinante quando il beneficiario partecipa allo sfruttamento
economico di tale risultato.
2192 Un onere gravante sul sussidio concesso dal donatore,
come per esempio il modo d’utilizzazione della somma mediante l’obbligo di presentare i conti o un rapporto sul lavoro svolto, non è equivalente alla facoltà di disporre del risultato del lavoro, così come l’accordo su un’eventuale restituzione del sussidio.
1.5 Utilizzo dei sussidi per remunerare il lavoro eseguito da terzi
2193 Se il beneficiario utilizza i sussidi per retribuire il lavoro di
terzi, eseguiti per raggiungere lo scopo per cui furono assegnati i sussidi, le retribuzioni versate non sono escluse dal reddito dell’attività lucrativa. Esse fanno parte, secondo le regole generali, del salario determinante (quando sono versate, p. es., ad assistenti, assistenti di laboratorio o ad altri ausiliari) o del reddito di un’attività indipendente (quando sono versate, p. es., a un esperto per l’esecuzione di una perizia).
87 27 agosto 1960 RCC 1960 pag. 398 DTFA 1960 pag. 191
2. Salari di poco conto
(art. 34d OAVS)
2194 Se il salario determinante non supera i 2500 franchi per 1/25 anno civile e per datore di lavoro, il contributo è percepito
soltanto a richiesta del salariato (v. le DRC).
3. Reddito di un’attività esercitata all’estero
(art. 6ter OAVS)
2195 Non sono sottoposti all’obbligo di contribuzione i redditi di
un’attività lucrativa che una persona domiciliata in Svizzera consegue
– quale titolare o socio di un’azienda o di uno sta
bilimento con sede all’estero;
– quale organo di una persona giuridica all’estero;
– quale persona che versa un’imposta secondo il
dispendio ai sensi dell’art. 14 LIFD.
2196 Sono fatti salvi gli accordi conclusi con l’UE e l’AELS
nonché le disposizioni delle convenzioni internazionali di sicurezza sociale.
2197 Per maggiori ragguagli si rinvia alle DOA.
4. Soldo militare e indennità analoghe
2198 Il soldo militare secondo gli art. 31 segg. OAE non fa parte
del salario determinante.
2199 Il diritto dell’AVS assimila al soldo militare:
– il soldo versato alle persone attive nella protezione civile88 giusta l’OPCi.
88 7 aprile 1975 RCC 1975 pag. 382 DTF 101 V 91
2200 – L’importo per le piccole spese personali versato a chi
presta servizio civile ai sensi dell’art. 29 cpv. 1 LSC.
2201 – Conformemente alle disposizioni di diritto tributario 1/26 (art. 24 lett. fbisLIFD) il soldo dei pompieri di milizia non è
soggetto a contribuzione fino a concorrenza di un importo di 5400 franchi all’anno per prestazioni in relazione all’adempimento dei compiti fondamentali dei pompieri (esercitazioni, servizi di picchetto, corsi, ispezioni e interventi effettivi per salvataggi, lotta contro gli incendi, lotta contro i sinistri in generale e contro i sinistri causati da elementi naturali e simili); fanno invece parte del salario determinante gli importi forfettari per i quadri, le indennità di funzione, le indennità per i lavori amministrativi e le indennità per prestazioni volontarie fornite dai pompieri.
5. Lavori tributari
2202 Le indennità che retribuiscono lavori tributari non fanno
parte del salario determinante, a condizione che esse servano a pagare le imposte che, secondo un regolamento comunale, il contribuente è autorizzato a compensare con questi lavori89. Se questa condizione non è realizzata, le indennità per lavori tributari devono essere considerate salario determinante, indipendentemente dal fatto che il comune versi tali indennità o le compensi con altri crediti che vanta nei confronti dell’assicurato.
6. Prestazioni dell’aiuto sociale
2203 Sono pure escluse dal salario determinante le prestazioni
dell’aiuto sociale e di organizzazioni di aiuto (Pro
Juventute, organizzazioni ecclesiastice, Pro Infirmis ecc.). Si vedano anche l’art. 10 cpv. 2 lett. b LAVS e le DIN.
89 21 settembre 1955 RCC 1956 pag. 32 DTFA 1955 pag. 169
3a parte: Spese generali
1. Definizione
3001 Per spese generali si intendono le spese incorse dal salariato per lo svolgimento della sua attività. Le indennità dei datori di lavoro invece non rientrano nel salario
determinante (art. 9 cpv. 1 OAVS).
3002 Le spese generali sono generate in aggiunta alle spese di mantenimento che occorrerebbe sostenere in modo uguale o analogo anche senza attività lucrativa. Le spese
sostenute dal salariato per la vita privata non sono dovute allo svolgimento della professione e non hanno quindi carattere di spesa generale90.
3003 Rientrano nelle spese generali:
– le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio), ma non le spese sostenute dal salariato per gli spostamenti dal luogo di domicilio al luogo di lavoro (art. 9 cpv.2 OAVS;
v. anche N. 3006 seg.);
– le spese di rappresentanza e quelle per la clientela;
– le spese per il materiale e per il vestiario professionale;
– le spese d’uso dei locali di servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo svolgimento dell’attività
lucrativa91;
– le spese di trasloco in caso di cambiamento di domicilio per motivi professionali da parte del salariato92 (per le indennità versate in caso di cambiamento di domicilio,
v. N. 2002);
– le spese di formazione e di perfezionamento
professionali (spese per corsi, esami, libri e materiale didattico ecc.) che sono in stretta relazione con l’attività professionale del salariato.
90 10 febbraio 1982 RCC 1982 pag. 354 –
9 maggio 2001 VSI 2001 pag. 214 –
91 18 settembre 2023 9C_244/2023 Sélection de l'OFAS n° 81
92 5 maggio 1988 RCC 1989 pag. 165 –
3004 Le divise e l’abbigliamento di servizio consegnati dal datore
di lavoro o le prestazioni pecuniarie concesse in loro sostituzione sono trattate alla stregua di spese generali.
3005 Rientra invece nel computo del salario determinante il
valore degli abiti borghesi consegnati gratuitamente dal datore di lavoro ai salariati93.
3006 Non rientrano nelle indennità per le spese generali:
– l’indennizzo regolare del viaggio dal domicilio al luogo di lavoro abituale;
– l’indennizzo regolare dei pasti usuali a domicilio o sul posto di lavoro abituale.
3006.1 Non è considerato luogo di lavoro abituale il luogo di lavoro 1/24 provvisorio, lontano dal luogo di domicilio e dalla sede
dell’azienda, disposto dal datore di lavoro. Lo stesso vale per un luogo di lavoro sempre diverso come nel caso del settore delle pulizie o in quello dei commessi viaggiatori.
3006.2 Se invece una persona inizia in un nuovo posto il cui luogo 1/25 di lavoro è lontano, quest’ultimo è considerato luogo di la-
voro abituale. Nel caso del personale a prestito, di regola il lavoro in un’altra azienda viene considerato come un nuovo rapporto di lavoro.
3007 Gli indennizzi di cui al N. 3006 rientrano nel salario
1/24 determinante (art. 9 cpv. 2 OAVS) salvo qualora
– l’indennizzo dei viaggi dal domicilio al posto di lavoro consista nella consegna gratuita o a prezzo ridotto di un abbonamento metà-prezzo;
– l’indennizzo dei pasti abituali sia di entità insignificante e non venga versato in contanti e il calcolo dell’importo dello stesso comporti oneri amministrativi sproporzionati. Se il valore o la riduzione del buono pasto o di altri buoni per ristoranti o per la fornitura di pasti supera 180 franchi al mese, l’importo eccedente questo limite fa parte in ogni caso del salario determinante.
93 1° gennaio 1967 RCC 1968 pag. 267 –
3007.1 Un abbonamento generale o un abbonamento di una co-1/24 munità tariffale vanno conteggiati come nell’ambito del di-
ritto sull’imposta federale diretta.
Se un dipendente riceve un abbonamento generale senza avere la necessità di utilizzarlo a scopo professionale, l’abbonamento generale va dichiarato al suo valore di mercato (v. n. marg. 9 delle Istruzioni CSI e AFC sul certificato di salario, e cifra F2 delle FAQ CSI sul certificato di salario). In tal caso, il valore degli eventuali viaggi di servizio effettuati va considerato conformemente al N. 3010 segg. Se del caso, la cassa di compensazione può assumere la valutazione fiscale delle spese (v. N. 3011 segg.).
3008 Le indennità per adeguate spese di abitazione degli
espatriati possono essere riconosciute come spese
generali durante al massimo un anno se è comprovato il mantenimento di un’abitazione durevolmente a
disposizione per uso proprio all’estero o in Svizzera94.
3008.1 Le spese per le campagne elettorali e le votazioni nonché i 1/20 contributi ai partiti non costituiscono spese generali deduci-
bili95.
2. Determinazione
3009 Le indennità per le spese generali vanno escluse dalla
fissazione del salario determinante. A tale riguardo occorre osservare le regole seguenti:
3010 Le spese generali vanno considerate per principio nel loro
importo effettivo96. Il datore di lavoro e/o i salariati devono comprovarle97.
94 20 maggio 2014 9C_176/2014 –
95 16 ottobre 2018 9C_641/2017 Sélection de l'OFAS n° 67
96 14 giugno 1955 RCC 1955 pag. 372 –
27 settembre 1978 RCC 1979 pag. 77 –
6 aprile 1982 RCC 1982 pag. 354 –
26 ottobre 1982 RCC 1983 pag. 310 –
97 26 gennaio 1954 RCC 1954 pag. 148 –
27 settembre 1978 RCC 1979 pag. 77 –
3011 Il riconoscimento delle spese generali da parte dell’autorità
fiscale non è vincolante per le casse di compensazione98. Tuttavia, se i datori di lavoro conteggiano le spese generali sulla base di giustificativi oppure sotto forma di singoli forfait conformemente alle prescrizioni fiscali, in modo che il loro importo non deve essere dichiarato nell’ambito del certificato di salario ai fini della dichiarazione d’imposta (v. la cifra 13.1.1 del certificato di salario e il N. 52 delle Istruzioni CSI e AFC sul certificato di salario), esse
possono essere accettate anche dalle casse di
compensazione.
3012 Se le autorità fiscali hanno approvato un regolamento
spese, le casse di compensazione dovrebbero adottare questa decisione a patto che ciò sia ammesso dal diritto AVS e le spese approvate non siano evidentemente
eccessive.
3013 Ove non fosse possibile documentare le spese effettive
mediante giustificativi e non vi fosse un regolamento spese approvato dall’autorità fiscale, va considerato l’importo forfettario indicato sul certificato di salario ai fini della dichiarazione d’imposta (v. la cifra 13.2 del certificato di salario e il N. 55 delle Istruzioni CSI e AFC sul certificato di salario), a meno che questo forfait non sia evidentemente eccessivo. Il rimborso forfettario può essere utilizzato per le spese per l’automobile, le spese di rappresentanza, piccole spese ed altre spese effettive.
3014 Gli importi forfettari devono corrispondere alle spese
effettive almeno globalmente, devono cioè essere adeguati alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito deve basarsi sulla realtà della situazione concreta99.
6 aprile 1982 RCC 1983 pag. 354 –
26 ottobre 1982 RCC 1983 pag. 310 –
19 ottobre 1989 RCC 1990 pag. 41 –
98 6 gennaio 1951 RCC 1951 pag. 154 –
13 gennaio 1958 RCC 1958 pag. 348 –
19 ottobre 1989 RCC 1990 pag. 41 –
2 dicembre 1993 VSI 1994 pag. 170 –
99 2 agosto 1978 RCC 1978 pag. 557 DTF 104 V 57
I forfait possono essere fissati per es. in occasione di un controllo del datore di lavoro.
3015 Se le prestazioni designate quali indennità per le spese
generali sembrano eccessive, la cassa di compensazione deve esaminare se corrispondono alle spese effettive. In caso contrario si deve procedere alla correzione.
3016 Se non esiste un regolamento spese approvato
dall’autorità fiscale e i datori di lavoro conteggiano le spese generali ai fini della dichiarazione d’imposta né sulla base di giustificativi o sotto forma di singoli forfait (N. 3011) né sotto forma di importi forfettari (v. N. 3013), ma risulta evidente che siano state sostenute spese generali senza che queste possano essere comprovate in modo preciso, la cassa di compensazione deve stimarle100.
3. Prescrizioni speciali
3017 Per i salariati dei prestatori di personale sono escluse
soluzioni globali valide per tutto il personale del prestatore. Il rimborso forfettario delle spese generali è ammesso soltanto per taluni lavoratori o gruppi professionali che lavorano al di fuori dell’azienda d’impiego (ad es. nel settore edile). Anche in questi casi i datori di lavoro e i salariati devono documentare esistenza ed entità delle spese rimborsate con un importo forfetario. Di regola i salariati che lavorano nell’azienda d’impiego non devono sostenere spese generali.
3018 Come nel diritto tributario federale vi sono prescrizioni 1/21 speciali per il conteggio delle spese generali di DJ,
musicisti, artisti, sportivi e conferenzieri senza domicilio fi-
23 giugno 1986 RCC 1987 pag. 383 –
19 ottobre 1989 RCC 1990 pag. 41 –
100 26 gennaio 1954 RCC 1954 pag. 148 –
30 novembre 1954 RCC 1955 pag. 101 –
14 giugno 1955 RCC 1955 pag. 372 –
19 ottobre 1989 RCC 1990 pag. 41 –
scale o dimora in Svizzera. Dalla loro retribuzione in Svizzera può essere dedotto un importo forfettario come rimborso spese, che ammonta:
– al 50 per cento del reddito lordo per musicisti, artisti e DJ (v. N. 4036);
– al 20 per cento del reddito lordo per gli sportivi e i conferenzieri.
3019 I salariati il cui datore di lavoro non è tenuto a pagare contributi e non ha aderito al prelievo alla fonte (art. 6 cpv. 1 LAVS) possono dedurre dal loro salario lordo tutte le spese necessarie al conseguimento del reddito. L’art. 9 OAVS non è applicabile101.
101 29 luglio 1958 RCC 1959 pag. 93 DTFA 1958 pag. 184
4a parte: Esempi di persone esercitanti un’attività lucrativa e trattamento contributivo delle loro retribuzioni
1. Accomandanti
4001 Se l’accomandante lavora nella società in accomandita
ricevendo una retribuzione, si presume che l’interessato, oltre che per la sua qualità di socio, è legato alla società anche da un rapporto di lavoro, per cui la retribuzione fa parte del salario determinante. Ciò avviene principalmente quando l’accomandante lavora nella società allo stesso modo di una terza persona, per esempio come contabile o come procuratore.
4002 La partecipazione agli utili dell’accomandante fa parte del
reddito dell’attività indipendente. A questo proposito, come pure per ciò che riguarda il pagamento d’interessi sul capitale investito nell’azienda, si rinvia alle DIN.
2. Membri d’autorità
4003 Sono considerati membri d’autorità ai sensi delle presenti
Direttive i membri delle Camere federali, dei legislativi cantonali e comunali, dei tribunali, delle commissioni di ricorso, come pure i consiglieri federali, i consiglieri di stato e i municipali.
4004 Il reddito di queste persone può consistere in indennità
fisse e variabili (p. es. stipendi, indennità giornaliere,
gettoni di presenza ecc.).
4005 Questo reddito fa parte del salario determinante nella
misura in cui non si tratta di un risarcimento spese (v. la Terza parte).
3. Rapporti di servizio retti dal diritto pubblico
4006 Percepiscono un reddito per un tale rapporto di servizio
funzionari e impiegati di amministrazioni pubbliche, di istituti e corporazioni di diritto pubblico, nonché le persone che lo Stato chiama ad esercitare una funzione pubblica102. Questo reddito fa parte del salario determinante anche se l’attività è esercitata a titolo accessorio.
4006.1 In particolare sono considerati di regola quali lavoratori di-1/23 pendenti:
– i curatori professionali (collaboratori di servizi di curatela professionali o di servizi sociali);
– i curatori privati senza qualifiche professionali particolari (spesso familiari del curatelato).
Invece, i curatori privati con qualifiche professionali particolari (curatori specializzati) sono considerati di regola quali lavoratori indipendenti (v. N. 4008)103.
4007 Le persone che esercitano un compito pubblico
1/21 assumendo personalmente un rischio economico e che
non sono in un rapporto di dipendenza rispetto all’organizzazione del lavoro conseguono un reddito da attività lucrativa indipendente.
4008 Ciò è di regola il caso di:
1/21 – notai;
– spazzacamini;
– giardinieri di cimiteri e affossatori;
– controllori di riscaldamenti a nafta;
– verificatori dei pesi e delle misure;
– levatrici;
– curatori con qualifiche professionali specifiche
(v. N. 4006.1);
– ecc.
102 6 maggio 1954 RCC 1954 pag. 295 –
8 aprile 1970 RCC 1970 pag. 447 –
103 7 aprile 2020 Sélection de l'OFAS n° 72 DTF 146 V 139
4009 Per la destinazione tra attività lucrativa dipendente e
indipendente si rinvia ai principi generali esposti nella 1a parte.
4. Insegnanti
4010 Le retribuzioni di persone che insegnano o tengono
regolarmente corsi in scuole, centri di formazione o durante congressi104 rientrano nel salario determinante.
Valgono i seguenti criteri: gli insegnanti non devono
partecipare agli investimenti dell’evento, assumere il rischio d’incasso né cercare loro stessi i partecipanti105.
Di regola, non rientrano nel salario determinante
retribuzioni per corsi che sono tenuti solo occasionalmente.
4011 Di regola i liberi docenti ricevono le tasse d’iscrizione ai
loro corsi. La retribuzione dei cosiddetti lettori è analoga. Queste retribuzioni costituiscono il salario determinante. I contributi devono essere pagati dagli istituti d’istruzione, quali datori di lavoro di queste persone.
5. Clero secolare cattolico romano
4012 Il salario determinante di queste persone comprende lo
stipendio, il provento di un eventuale beneficio
ecclesiastico106, i sussidi degli enti pubblici107, i compensi di comunità parrocchiali e le prestazioni regolari in natura. Si vedano anche le DRC.
104 24 settembre 1952 RCC 1952 pag. 393 –
26 agosto 1955 RCC 1956 pag. 34 –
3 giugno 1969 RCC 1969 pag. 689 –
16 dicembre 1994 VSI 1995 pag. 144 –
6 aprile 2001 VSI 2001 pag. 178 –
105 16 dicembre 1994 VSI 1995 pag. 144 –
106 22 dicembre 1953 RCC 1954 pag. 293 DTFA 1954 pag. 18
107 30 novembre 1967 RCC 1968 pag. 268 DTFA 1967 pag. 231
6. Membri attivi di comunità religiose
4013 Fanno parte del salario determinante di membri attivi di 1/20 comunità religiose i compensi versati al convento o alla
casa madre dalle persone al cui servizio lavorano costoro, come pure le indennità versate allo stesso membro,
comprese le prestazioni in natura (vitto e alloggio). Vi rientra anche l’indennità di formazione versata agli stagisti della Chiesa evangelica riformata108.
4014 Il salario determinante da iscrivere nel conto individuale del
singolo membro è stabilito dividendo il salario determinante totale ottenuto in un anno conformemente al N. 4013 per il numero dei membri (salario determinante medio). Si rinvia inoltre alle DIN e alle DRC.
1/24 7. Commessi viaggiatori, agenti e persone esercitanti una professione analoga
4015 Sono considerate commessi viaggiatori (rappresentanti, 1/24 agenti ecc.) tutte le persone fisiche che generalmente,
dietro retribuzione, concludono o negoziano affari a nome e per conto di terzi, all’infuori dei locali commerciali di questi ultimi.
4016 Di regola i commessi viaggiatori sono considerati quali
persone che esercitano un’attività lucrativa dipendente.
Generalmente sono in un rapporto di subordinazione e di dipendenza nei confronti della ditta che rappresentano e non sopportano rischi d’imprenditore109.
108 16 settembre 2019 Sélection de l'OFAS n° 69 DTF 145 V 320
109 26 agosto 1953 RCC 1953 pag. 393 DTFA 1953 pag. 198
30 novembre 1954 RCC 1955 pag. 82 –
21 febbraio 1955 RCC 1955 pag. 153 –
3 settembre 1970 RCC 1971 pag. 90 – 1° febbraio 1979 RCC 1980 pag. 111 –
15 ottobre 1985 RCC 1986 pag. 126 –
24 agosto 1987 RCC 1988 pag. 398 –
23 luglio 2025 9C 226/2025 (consid. 3.2.3, 4.2) –
4017 Per stabilire lo stato giuridico relativo all’AVS delle persone 1/24 che concludono o negoziano affari a nome e per conto di
terzi sono determinanti le condizioni effettive. La natura di diritto civile, come pure la denominazione e la formulazione del contratto non sono decisive. Pertanto, a determinate condizioni sono considerati persone dipendenti non solo i commessi viaggiatori secondo gli art. 347 segg. CO, bensì anche persone con altri rapporti contrattuali (p. es.
rappresentanti, agenti ecc.). Irrilevanti sono pure le
convenzioni contrattuali sulla loro posizione di diritto sociale-assicurativo.
Infine per la valutazione della posizione contributiva di queste persone è irrilevante anche l’iscrizione o meno nel registro degli intermediari assicurativi della FINMA dei medesimi.
4018 Si deve presumere l’esistenza di un’attività dipendente in 1/24 particolare anche quando la persona che conclude o
negozia affari a nome e per conto di terzi:
– non percepisce uno stipendio fisso, ma solo
provvigioni110;
– si assume le spese generali111;
– non è vincolato a una regione geografica ben definita;
– non deve presentare al datore di lavoro un rapporto d’attività112;
– non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro113;
– lavora per più ditte114;
110 26 agosto 1953 RCC 1953 pag. 393 DTFA 1953 pag. 198
14 settembre 1971 RCC 1972 pag. 330 DTF 97 V 134
15 ottobre 1985 RCC 1986 pag. 126 –
24 agosto 1987 RCC 1988 pag. 398 –
111 30 novembre 1954 RCC 1955 pag. 82 –
3 settembre 1970 RCC 1971 pag. 90 –
14 settembre 1971 RCC 1972 pag. 330 DTF 97 V 134 1° febbraio 1979 RCC 1980 pag. 111 –
19 novembre 1979 RCC 1980 pag. 304 –
15 ottobre 1985 RCC 1986 pag. 126 –
112 30 novembre 1954 RCC 1955 pag. 82 –
113 26 agosto 1953 RCC 1953 pag. 393 DTFA 1953 pag. 198
14 settembre 1971 RCC 1972 pag. 330 DTF 97 V 134
114 26 agosto 1953 RCC 1953 pag. 393 DTFA 1953 pag. 198
30 novembre 1954 RCC 1955 pag. 82 –
– svolge la sua attività solamente a titolo accessorio (eccezione N. 4021);
– è affiliato a una cassa di compensazione per un’altra attività indipendente (eccezione: N. 4021);
– risponde per il del credere (art. 348a e 418c CO), ossia s’impegna a rispondere del pagamento o
dell’adempimento di certi obblighi da parte del cliente115;
– è iscritto nel registro di commercio quale titolare di un’azienda individuale116;
– è designato quale agente o è agente ai sensi degli art. 418a segg. CO117;
– occupa rappresentanti ausiliari (eccezione: N. 4019 seg.);
– conclude con la clientela contratti a proprio nome, ma ne trasferisce i diritti e gli obblighi al fornitore, agendo quindi come un rappresentante indiretto;
– commercia a proprio nome e a proprie spese (agente), ma dipende economicamente dal mandante e non assume alcun rischio imprenditoriale118.
4019 I commessi viaggiatori vengono considerati solo
eccezionalmente quali persone con attività lucrativa
indipendente119. Affinché un rappresentante di commercio possa essere considerato tale, deve sopportare un vero e proprio rischio imprenditoriale, vale a dire disporre di una propria organizzazione di vendita. Ciò si verifica se le tre condizioni seguenti sono soddisfatte
contemporaneamente.
4020 Il commesso viaggiatore
– utilizza locali commerciali propri o in affitto (uffici,
depositi, locali d’esposizione e di dimostrazione ecc.;
115 14 settembre 1971 RCC 1972 pag. 330 DTF 97 V 134
116 30 novembre 1954 RCC 1955 pag. 82 –
15 ottobre 1985 RCC 1986 pag. 126 –
117 21 febbraio 1955 RCC 1955 pag. 153 –
14 settembre 1971 RCC 1972 pag. 330 DTF 97 V 134
118 20 settembre 2013 9C_386/2013 (consid. 3) –
119 17 aprile 1967 RCC 1967 pag. 428 –
27 novembre 1981 RCC 1982 pag. 208 –
non sono considerati locali commerciali quelli adibiti ad abitazione e quelli che fungono da autorimessa)
– occupa personale (impiegati d’ufficio, rappresentanti ausiiari ecc; non sono considerati come personale la moglie/il marito o il partner registrato e gli altri membri della famiglia che non ricevono un salario in contanti, come pure i domestici)
– sopporta personalmente la maggior parte delle spese d’esercizio120.
4021 Gli artigiani sono considerati lavoratori indipendenti per la
loro attività accessoria di rappresentanti solo se quest’attività è materialmente connessa con la loro impresa e se riprendono regolarmente per proprio conto, a titolo di pagamento, articoli usati dai propri clienti.
Una tale situazione si riscontra per esempio in un garage, in un’officina da fabbro o in un’officina meccanica, il cui titolare è occupato accessoriamente come rappresentante e, in tale veste, vende automobili o macchine agricole, ritirando dai clienti, per proprio conto e a titolo di pagamento, quelle usate.
8. Lavoratori a cottimo
4022 Di regola i lavoratori a cottimo hanno qualità di lavoratori
dipendenti121.
4023 Si deve ammettere l’esistenza di un’attività indipendente
quando almeno una delle seguenti caratteristiche principali è comprovata122:
4024 – Esistenza di un’organizzazione d’impresa
Ciò si verifica quando:
120 13 maggio 1993 VSI 1993 pag. 226 DTF 119 V 161
121 27 febbraio 1970 RCC 1970 pag. 375 –
5 novembre 1971 RCC 1972 pag. 628 DTF 97 V 217
2 dicembre 1974 – DTF 100 V 129
8 aprile 1975 RCC 1976 pag. 34 –
26 agosto 1988 RCC 1988 pag. 25 –
122 17 dicembre 1955 RCC 1956 pag. 103 –
– esiste un laboratorio equipaggiato con installazioni e macchine in uso nel ramo, oppure;
– vengono impiegati importanti mezzi d’esercizio, propri o noleggiati, quali betoniere, montacarichi per
materiale da costruzione, trax, draghe, compressori, presse, fili a sbalzo e traini speciali per il trasporto di legname ecc., oppure;
– il materiale utilizzato, come ferri per cemento armato, materiale d’isolazione, tubi, radiatori, arredamenti interni, tappezzerie ecc., è fornito per proprio conto dallo stesso cottimista, oppure;
– vengono occupati regolarmente diversi gruppi propri di operai che lavorano contemporaneamente in diversi cantieri.
4025 – Assunzione regolare di mandati direttamente da terzi (proprietari d’opera, committenti, architetti ecc.).
4026 Indicano una tale situazione: inserzioni pubblicitarie su giornali, contratto d’impresa, offerte e fatture, garanzie,
accettazione per contratto delle responsabilità per rischi e danni fortuiti (art. 376 CO).
4027 In caso di dubbio, quando cioè nessuna caratteristica principale è equivocabile, possono essere determinanti le seguenti caratteristiche ausiliarie:
– iscrizione nel registro di commercio;
– stipulazione di un contratto d’assicurazione contro gli infortuni;
– stipulazione di un contratto d’assicurazione che copra la responsabilità civile dell’impresa;
– qualità di membro di un’associazione professionale d’artigiani;
– utilizzazione di una carta da lettera intestata, insegna pubblicitaria dell’impresa nell’annuario degli indirizzi, del telefono o altri.
9. Lavoratori a domicilio
4028 In generale il reddito dei lavoratori a domicilio è
considerato salario determinante123.
4029 Ciò vale anche per il reddito degli intermediari124. Questo
reddito dev’essere considerato reddito dell’attività lucrativa indipendente solo se l’intermediario sopporta il rischio imprenditoriale (v. N. 1019). Costituisce un indizio in tal senso l’esercizio di un laboratorio proprio con lavoratori occupati stabilmente125. Si rinvia inoltre alle DRC.
4030 A certe condizioni i lavoratori a domicilio possono percepire
indennità di disoccupazione a causa della riduzione
dell’orario di lavoro. La base per il calcolo di queste
indennità è costituita dal guadagno mensile medio stabilito dalla cassa di disoccupazione conformemente al modulo della SECO 716.312. Tale guadagno medio è determinante anche per il calcolo dei contributi AVS/AI/IPG/AD dovuti per quei mesi durante i quali il lavoratore a domicilio ha diritto a indennità per riduzione dell’orario lavorativo.
4031 Le casse di compensazione devono istruire in questo
senso i datori di lavoro che occupano lavoratori a domicilio con un orario ridotto, il cui indirizzo è stato loro fornito dagli uffici cantonali del lavoro, nonché gli ispettori addetti ai controlli presso questi datori di lavoro.
123 8 maggio 1952 RCC 1952 pag. 241 –
13 novembre 1956 RCC 1957 pag. 132 –
10 dicembre 1958 RCC 1959 pag. 63 DTFA 1958 pag. 237
6 febbraio 1979 RCC 1979 pag. 483 –
124 6 febbraio 1959 RCC 1959 pag. 187 DTFA 1959 pag. 21
125 20 dicembre 1965 RCC 1966 pag. 187 –
10. Persone incaricate di attività di portineria e altri compiti analoghi
4032 Le attività di portineria comprendono in particolare le atti-
vità svolte al di fuori degli appartamenti in case plurifamiliari e in immobili ad uso industriale o commerciale che non rientrano nella nozione di lavori domestici (art. 34d OAVS).
4033 Di regola il portinaio è considerato salariato del proprietario
dell’immobile o dell’agenzia immobiliare126.
1/24 11. Musicisti e artisti di scena
Principio
4034 Per valutare se un’attività sia indipendente o dipendente, 1/24 possono essere determinanti in particolare:
– la frequenza delle rappresentazioni presso un organizzatore particolare;
– la durata dell’impiego;
– l’importanza della personalità dell’artista per la rappresentazione in questione;
– l’integrazione nell’organizzazione del lavoro dell’organizzatore.
4035 Se per esempio un’orchestra o una formazione di artisti di-1/24 spone di una propria organizzazione (ad es. un’associa-
zione che gestisce l’orchestra), i suoi membri sono trattati alla stregua di dipendenti.
4036 È invece irrilevante che:
1/24 – la rappresentazione si svolga o meno nell’ambito di un
evento privato (ad es. riunioni di società, festa di famiglia) o di un evento (ev. commerciale) di un organizzatore professionista;
– l’attività sia svolta a titolo principale o accessorio, professionale o amatoriale.
126 20 maggio 1970 RCC 1970 pag. 449 –
4036.1 Per quanto riguarda l’obbligo assicurativo si rinvia alle 1/24 DOA; per quanto concerne il versamento dei contributi si
rinvia alle DRC.
Esempi di attività dipendenti
4037 In linea di principio sono considerati dipendenti i musicisti 1/24 che:
4038 – lavorano sia come membri di un’orchestra o di una 1/24 band127 sia come solisti (p. es. pianisti di bar)128 in im-
prese di ristorazione o alberghi;
4039 – vengono ingaggiati da organizzatori di concerti come au-1/24 siliari per una serie di prove o di esecuzioni (soprannu-
merari d’orchestra). In questo caso il datore di lavoro è l’organizzatore del concerto129;
4040 – si esibiscono regolarmente presso un organizzatore in 1/24 qualità di «resident DJ».
4041 La regolamentazione e la prassi sviluppate per i musicisti 1/24 valgono per analogia anche per gli operatori del settore
delle arti sceniche (p. es. teatro, danza, cabaret)130.
4042 Dalla retribuzione percepita dai musicisti senza domicilio fi-1/24 scale o dimora in Svizzera può essere dedotto un forfait del
50 per cento a titolo di forfait sostitutivo per spese generali, come nel diritto tributario federale. In generale per persona con dimora in Svizzera si intende una persona che
soggiorna in Svizzera per almeno 30 giorni esercitando un’attività lucrativa. Spetta alla cassa di compensazione determinare a quale categoria di persone appartengano i singoli musicisti.
127 19 maggio 1951 RCC 1951 pag. 291 –
128 26 novembre 1956 RCC 1957 pag. 317 –
129 26 aprile 1949 RCC 1949 pag. 242 –
130 26 aprile 1949 RCC 1949 pag. 240 DTFA 1949 pag. 40
13 novembre 1951 – DTFA 1951 pag. 224
Esempi di attività indipendente
4043 In linea di principio sono considerati indipendenti:
1/24
4044 – i musicisti (p. es. direttori d’orchestra, strumentisti, solisti, 1/24 membri di un’orchestra o di una band, cantanti), gli artisti
di scena (p. es. ballerini, attori, intrattenitori) che si esibiscono singolarmente o collettivamente nel quadro di una manifestazione speciale (concerti, serate musicali, settimane musicali, serate di società, matrimoni)131 anche se lo spettacolo non è organizzato dagli stessi musicisti o artisti ma da terzi;
4045 – i DJ ingaggiati per un evento unico in qualità di «DJ 1/24 ospiti».
1/24 12. Collaboratori dei media
4046 Le indennità versate a giornalisti e fotoreporter fanno parte
del salario determinante132, come pure gli onorari fissi e variabili dei collaboratori della radio e della televisione, con riserva del N. 4047.
4047 Le indennità versate a collaboratori occasionali per articoli
e fotografie inviati spontaneamente e pubblicati di tanto in tanto rappresentano un reddito d’attività indipendente133.
4048 Per quanto riguarda gli autori bisogna distinguere tra:
1/22 – i cosiddetti “onorari d’autore”, vale a dire le indennità
versate ad autori per la creazione o l’interpretazione di proprie opere, che fanno parte del reddito d’attività indipendente. Occorre tuttavia esaminare le circostanze del singolo caso; e
131 25 gennaio 1956 RCC 1956 pag. 98 –
132 13 maggio 1993 VSI 1993 pag. 226 DTF 119 V 161
133 11 maggio 1951 RCC 1951 pag. 292 –
4 ottobre 1955 RCC 1955 pag. 456 –
– il reddito proveniente dalla gestione dei diritti d’autore. Si vedano al riguardo i N. 4077 segg.
4049 Le indennità versate a influencer o per la pubblicazione di
contributi (di natura pubblicistica o commerciale) su un blog, su un proprio sito web o a proprio nome su altre piattaforme Internet (YouTube, Instagram ecc.) costituiscono di regola un reddito da attività indipendente.
1/24 13. Fotomodelle e indossatrici
4050 Si considera che le fotomodelle e le indossatrici ingaggiate
a seconda dei bisogni (in occasione di sfilate di moda,
esposizioni, presentazioni di articoli sportivi ecc.), senza essere in un manifesto rapporto di subordinazione per ciò che riguarda l’organizzazione del lavoro nei confronti dell’organizzatore della manifestazione o di un’agenzia di collocamento, esercitano un’attività lucrativa indipendente.
1/24 14. Giornalai, venditori di biglietti della lotteria e distributori di riviste e periodici
4050.1 Il reddito dei giornalai, dei venditori di biglietti della lotteria 1/24 e dei distributori di riviste e periodici fa generalmente parte
del salario determinante134.
1/24 15. Traduttori ed interpreti
4050.2 Il reddito di traduttori ed interpreti, che sono integrati, dal 1/24 punto di vista dell’organizzazione del lavoro, nell’azienda
del datore di lavoro o del mandante, per cui questi ultimi impongono il programma, il luogo e l’orario di lavoro,
costituisce un salario determinante135.
134 14 febbraio 1950 RCC 1950 pag. 147 DTFA 1950 pag. 37
135 13 luglio 2001 VSI 2001 pag. 252 –
4050.3 Il reddito di un traduttore sarà invece considerato
1/24 proveniente da un’attività lucrativa indipendente se egli
esegue traduzioni a domicilio o in locali da lui affittati,
senza dipendere in modo determinante da direttive altrui nell’organizzazione del proprio lavoro136.
4050.4 Il reddito di un interprete sarà considerato proveniente da 1/24 un’attività lucrativa indipendente se egli è chiamato a
fornire le sue prestazioni di volta in volta (in occasione di conferenze, seminari, congressi ecc.) senza essere integrato, oltre a ciò, nell’azienda del datore di lavoro per ciò che riguarda l’organizzazione del lavoro.
16. Medici e altri operatori sanitari
4051 Le disposizioni seguenti si applicano per analogia ai
dentisti, ai veterinari e ad altri operatori sanitari (p. es. medici alternativi, ostetrici, fisioterapisti).
4052 Per principio sono applicabili le norme generali sulla
distinzione tra attività dipendente e attività indipendente (v. la 1a parte)137. Il contratto può fornire importanti indicazioni.
Attività dipendente
4053 Fa parte del salario determinante il reddito che il medico
consegue in situazione dipendente. Il fatto che l’attività sia svolta a titolo principale o accessorio (parallelamente a quella in uno studio privato) come pure il genere della retribuzione (indennità fissa o calcolata in base a una tariffa) sono irrilevanti.
136 2 maggio 1986 RCC 1986 pag. 539 –
137 2 giugno 1967 RCC 1967 pag. 500 DTFA 1967 pag. 80
21 ottobre 1975 RCC 1976 pag. 231 DTF 101 V 252
11 luglio 1978 RCC 1979 pag. 145 –
11 luglio 1978 RCC 1979 pag. 147 –
3 febbraio 1988 RCC 1988 pag. 253 –
17 maggio 2018 Sélection de l'OFAS n° 63 DTF 144 V 111
Il reddito di un’attività dipendente comprende in particolare: 4054 – le indennità versate per l’esercizio di una funzione
regolata dal diritto pubblico (v. N. 4006 segg.), quale medico scolastico, medico di una piazza d’armi o medico cantonale, dentista scolastico (v. N. 4057 seg.),
veterinario distrettuale o di confine, ispettore veterinario ecc.;
4055 – le retribuzioni per un’attività svolta in istituti, laboratori od
ospizi, a condizione che il medico sia obbligato per contratto a prestare i suoi servizi regolarmente o
secondo le necessità (per quanto riguarda i medici che lavorano in ospedale, v. N. 4062 segg.);
4056 – le retribuzioni concesse per l’attività di medico in una
stazione balneare o di cura appartenente a un Comune, di medico in un’azienda o in una fabbrica o di medico di fiducia in un’amministrazione o in una cassa malati138.
4057 Dentisti con attività accessoria nelle scuole: le retribuzioni
concesse ai dentisti scolastici per le visite collettive fanno parte del salario determinante139.
4058 I guadagni ottenuti per la cura fanno parte del salario
determinante se il medico è obbligato a continuare il
trattamento degli allievi che gli sono inviati. Se non esiste nessun obbligo, i guadagni provengono per principio da un’attività lucrativa indipendente. Nei singoli casi, i seguenti elementi permettono di propendere per il salario
determinante:
– il dentista è pagato direttamente dal Comune, che si occupa anche dell’incasso;
– l’autorità scolastica esercita la vigilanza nell’ambito delle norme regolamentari e disciplinari;
– esiste una tariffa per cure dentarie scolastiche;
138 30 ottobre 1958 – DTFA 1958 pag. 234
139 3 marzo 1987 RCC 1987 pag. 381 –
– il dentista non assume il rischio dell’incasso delle spese di trattamento, di cui è responsabile il Comune140.
Attività indipendente
4059 Il reddito conseguito dal medico con la gestione di un
proprio studio fa parte del reddito dell’attività indipendente.
4060 Appartengono a questo reddito anche le retribuzioni
versate al medico da autorità o privati per la visita o la cura di persone inviategli, purché non siano soddisfatte le condizioni figuranti nei N. 4053 segg.
4061 Esempio: una ditta incarica un medico di vaccinare il suo
personale.
Medici ospedalieri
4062 Sono considerati medici ospedalieri i medici esercitanti la
loro attività in un ospedale (clinica, istituto ospedaliero,
sanatorio), a titolo principale o accessorio, nel quadro di un rapporto di lavoro di diritto pubblico o privato141. I medici a cui si fa appello solo in determinate circostanze non sono invece considerati medici ospedalieri.
4063 Le retribuzioni percepite in qualità di medico ospedaliero
fanno generalmente parte del salario determinante142.
4064 In particolare fanno quindi parte del salario determinante:
– il salario di base;
– le indennità per le cure stazionarie o ambulatoriali prestate a pazienti nel reparto comune;
140 3 marzo 1987 RCC 1987 pag. 381 –
141 25 giugno 1951 RCC 1951 pag. 329 –
21 ottobre 1975 RCC 1976 pag. 231 DTF 101 V 252
11 luglio 1978 RCC 1979 pag. 145 –
18 novembre 1982 RCC 1983 pag. 188 –
142 21 ottobre 1975 RCC 1976 pag. 231 DTF 101 V 252
17 settembre 1996 VSI 1997 pag. 105 DTF 122 V 281
10 febbraio 1998 VSI 1998 pag. 233 DTF 124 V 97
– le indennità per le cure stazionarie prestate a pazienti nei reparti privato e semiprivato, se queste indennità sono conseguite in condizioni analoghe a quelle del reparto comune143;
– le indennità per la direzione di un reparto;
– i supplementi per determinate categorie di pazienti;
– le quote sulle tariffe per radiografie, operazioni ed esami di laboratorio e le quote su remunerazioni per altre prestazioni ospedaliere144;
– le indennità versate dall’ospedale a specialisti tenuti a fornirgli prestazioni, regolarmente o secondo necessità, in base a un contratto di diritto pubblico o privato.
4065 Nei singoli casi, i seguenti elementi permettono di
propendere per il salario determinante145:
– il medico è tenuto a curare i pazienti ricoverati;
– esiste un rapporto giuridico solo tra l’ospedale e il paziente, senza costituzione di un rapporto di diritto privato tra medico e paziente;
– il medico è sottoposto, per ciò che riguarda il reparto privato o semiprivato, alla stessa vigilanza e allo stesso obbligo di attenersi alle istruzioni che nel reparto
comune;
– il medico deve utilizzare le istallazioni dell’ospedale e ricorrere al suo personale;
– il medico non ha potere decisionale sugli investimenti o sull’assunzione di personale;
– le fatture sono emesse dall’ospedale a proprio nome;
– il rischio di responsabilità è dell’ospedale.
143 18 novembre 1982 RCC 1983 pag. 188 –
17 settembre 1996 VSI 1997 pag. 105 DTF 122 V 281
10 febbraio 1998 VSI 1998 pag. 233 DTF 124 V 97
144 21 ottobre 1975 RCC 1976 pag. 231 DTF 101 V 252
11 luglio 1978 RCC 1979 pag. 145 –
145 18 novembre 1982 RCC 1983 pag. 188 –
3 febbraio 1988 RCC 1988 pag. 253 –
17 settembre 1996 VSI 1997 pag. 165 DTF 122 V 281
10 febbraio 1998 VSI 1998 p. 233 ATF 124 V 97
4066 Ogni elemento dev’essere esaminato tenendo conto
dell’insieme delle circostanze.
4067 Gli onorari dei medici ospedalieri di cui essi sono
direttamente creditori nei confronti del paziente,
sopportando il rischio economico dell’incasso146, fanno parte del reddito dell’attività indipendente. Il fatto che un medico sia remunerato per ogni singola prestazione non permette, da solo, di presupporre l’esercizio di un’attività lucrativa indipendente147.
4068 In particolare fanno quindi parte del reddito dell’attività
indipendente:
– gli onorari per consultazioni private;
– gli onorari per le cure ambulatoriali prestate a pazienti privati, se il medico emette la fattura direttamente e a proprio nome;è irrilevante che sia l’ospedale a occuparsi dell’incasso;
– gli onorari che spettano personalmente al medico per perizie.
4069 La remunerazione per una singola attività medica non può
essere suddivisa in salario e reddito dell’attività
indipendente148.
4070 Se il primario delega l’esecuzione di cure per le quali gli
spetta direttamente un onorario (v. N. 4067) a un
capoclinica o a un assistente, accordandogli a tal fine una retribuzione, quest’ultima fa parte del salario determinante.
4071 La retribuzione può essere versata direttamente dal
primario oppure tramite un cosiddetto “pool”.
146 21 ottobre 1975 RCC 1976 pag. 231 DTF 101 V 252
11 luglio 1978 RCC 1979 pag. 145 –
10 febbraio 1998 VSI 1998 pag. 233 DTF 124 V 97
147 11 luglio 1978 RCC 1979 pag. 145 –
11 luglio 1978 RCC 1979 pag. 147 –
148 21 dicembre 1956 RCC 1957 pag. 356 DTFA 1957 pag. 16
2 giugno 1967 RCC 1967 pag. 500 DTFA 1967 pag. 80
4072 In questi casi il datore di lavoro è il primario. Egli deve
versare i contributi alla cassa di compensazione cui è affiliato come lavoratore indipendente e regolare con essa i relativi conti. Il fatto che il medico provveda personalmente a queste operazioni o che un terzo (p. es. l’ospedale) le esegua al suo posto è irrilevante.
4073 Per ciò che riguarda la deduzione delle spese generali si
rinvia alla Terza parte.
17. Periti
4074 Gli onorari versati a periti
– fanno parte del salario determinante se il perito è
obbligato a eseguire la perizia nell’ambito dei suoi
rapporti di lavoro;
– sono un reddito di attività indipendente se il perito
esercita la sua attività indipendentemente da un rapporto di lavoro.
18. Consulenti aziendali
4075 L’attività di consulente, per sua stessa natura, implica
l’indipendenza di colui che la esercita nei confronti
dell’azienda in questione. Tale attività è quindi considerata indipendente, a meno che esista un manifesto carattere di subordinazione per ciò che ottiene all’organizzazione del lavoro149.
19. Specialisti informatici
4076 Uno specialista informatico esercita un’attività lucrativa
dipendente se è sottoposto a direttive per l’organizzazione del lavoro, utilizza le apparecchiature del mandante e deve eseguire personalmente l’incarico che gli è stato affidato150.
149 18 agosto 1970 RCC 1971 pag. 148 –
25 giugno 1982 RCC 1983 pag. 192 –
150 6 ottobre 1981 RCC 1982 pag. 176 –
L’attività è invece considerata indipendente se lo
specialista sopporta un rischio imprenditoriale e non esiste rapporto di subordinazione tra lui e il suo mandante per ciò che riguarda l’organizzazione del lavoro151.
20. Inventori, titolari di brevetti
4077 Il reddito che un inventore ottiene dallo sfruttamento
economico di un’invenzione (p. es. proveniente da diritti di licenza) può essere considerato provento di un capitale o reddito di un’attività lucrativa dipendente o indipendente (v. le DIN)152.
4078 Per principio tale reddito è considerato proveniente da
un’attività lucrativa, e non dalla sostanza, quando
l’inventore lavora da solo o in collaborazione con terzi allo sfruttamento dell’invenzione153.
4079 Questo reddito è considerato salario determinante se
– l’attività inventiva rientra negli obblighi di servizio
dell’inventore (art. 332 cpv. 1 CO);
– l’inventore cede lo sfruttamento della sua invenzione a un terzo o se quest’ultimo se ne è riservato il diritto (art. 332 cpv. 1 CO), purché l’inventore collabori allo sfruttamento in una situazione subordinata, senza
11 luglio 1986 RCC 1986 pag. 650 –
21 ottobre 1988 RCC 1989 pag. 110 –
30 dicembre 1992 VSI 1993 pag. 23 –
30 agosto 1995 VSI 1996 pag. 130 –
151 3 novembre 1982 RCC 1983 pag. 191 –
14 agosto 2000 VSI 2001 pag. 55 –
152 20 maggio 1959 RCC 1959 pag. 300 – 1° ottobre 1962 RCC 1963 pag. 17 –
24 agosto 1966 RCC 1967 pag. 38 DTFA 1966 pag. 155
29 marzo 1971 RCC 1971 pag. 468 DTF 97 V 28
9 ottobre 1981 RCC 1982 pag. 174 –
11 luglio 1985 RCC 1985 pag. 640 –
4 agosto 1993 VSI 1994 pag. 138 –
153 20 maggio 1959 RCC 1959 pag. 300 – 1° ottobre 1962 RCC 1963 pag. 17 –
24 agosto 1966 RCC 1967 pag. 38 DTFA 1966 pag. 155
20 ottobre 1966 RCC 1967 pag. 298 DTFA 1966 pag. 202
9 ottobre 1981 RCC 1982 pag. 174 –
4 agosto 1993 VSI 1994 pag. 138 –
sopportare un rischio imprenditoriale154. Ciò si verifica quando l’inventore sorveglia l’esecuzione tecnica dell’invenzione o s’impegna a perfezionarla e le prestazioni versate da chi sfrutta l’invenzione
sostituiscono o s’aggiungono al salario ordinario dell’inventore155.
4080 Se il brevetto d’invenzione è tassato per l’imposta quale
elemento della sostanza, si deve dedurre dal reddito dell’inventore un interesse ai sensi dell’art. 18 cpv. 2 OAVS, calcolato in base al valore fiscale dell’invenzione e considerato provento di un capitale156.
4081 Le regole stabilite per la qualificazione del reddito degli 1/22 inventori si applicano anche al reddito proveniente dallo
sfruttamento dei diritti di edizione o d’autore (“onorario d’autore”) o realizzato consentendo ad altri di utilizzare i diritti’157. Per il reddito proveniente dalla creazione di un’opera, si veda invece il N. 4048.
21. Parrucchieri
4082 Sono considerati salariati i dipendenti occupati a tempo
pieno o a tempo parziale, come pure i cosiddetti
“sublocatari” di poltrone di clienti158.
4083 Il salario in contanti, inclusa un’eventuale partecipazione
alla cifra d’affari (che può comprendere anche la
provvigione sulla vendita di merci), tutte le altre prestazioni
154 9 maggio 1955 RCC 1955 pag. 323 –
155 17 giugno 1957 RCC 1958 pag. 26 –
20 maggio 1959 RCC 1959 pag. 300 – 1° ottobre 1962 RCC 1963 pag. 17 –
24 agosto 1966 RCC 1967 pag. 38 DTFA 1966 pag. 155
20 ottobre 1966 RCC 1967 pag. 298 DTFA 1966 pag. 202
156 17 giugno 1957 RCC 1958 pag. 26 –
20 maggio 1959 RCC 1959 pag. 300 –
157 14 novembre 1958 RCC 1959 pag. 29 –
158 1° giugno 1978 RCC 1978 pag. 517 –
pecuniarie e il salario in natura fanno parte del salario determinante.
4084 In caso di partecipazioni alla cifra d’affari durante le
vacanze è considerata salario determinante la media delle partecipazioni dei tre mesi precedenti le vacanze.
4085 Queste disposizioni sono applicabili per analogia ad altre
attività analoghe quali ad esempio la cosmetica, la
pedicure o la manicure.
22. Lavoratori nelle imprese di trasporto
4086 In generale i tassisti sono considerati lavoratori dipendenti;
ciò vale anche se utilizzano un proprio veicolo, ma sono collegati a una centrale radio159.
4087 Gli autisti contrattuali sono persone che tengono dei mezzi
di trasporto a disposizione di uno o più mandanti per contratto (centrali di trasporto, case editrici, grandi
distributori, servizio del corriere), eseguendo trasporti.
4088 Si considera che costoro esercitano un’attività
indipendente se sopportano un rischio economico
d’imprenditore e non dipendono particolarmente dal
mandante per ciò che riguarda l’organizzazione del
lavoro160.
4089 I rischi all’acquisto di un camion devono essere considerati
rischio economico nel senso sopraccitato, tanto più che, contrariamente a un’automobile o a un furgoncino, il camion è praticamente sempre impiegato a scopi
professionali.
4090 Non si deve vedere un manifesto rapporto di dipendenza
per ciò che riguarda l’organizzazione del lavoro nel fatto
159 9 luglio 1970 RCC 1971 pag. 27 –
9 novembre 2017 8C_571/2017 –
160 22 giugno 1983 RCC 1983 pag. 427 –
15 gennaio 1992 RCC 1992 pag. 173 –
che l’autista contrattuale deve redigere rapporti o rispettare un orario di lavoro e itinerari determinati.
23. Membri della famiglia del capo di un’azienda che lavorano con lui
4091 Sono considerati membri della famiglia i seguenti familiari
del capo di un’azienda che lavorano con lui:
– il coniuge;
– il partner registrato;
– i parenti in linea ascendente e discendente nonché i fratelli e le sorelle con i rispettivi coniugi161;
– gli affiliati.
4092 La nozione di membri della famiglia che lavorano con il
capo dell’azienda agricola include coloro che sono
assimilati ad agricoltori indipendenti ai sensi dell’art. 1a cpv. 2 lett. a e b LFA. Per quanto concerne l’obbligo di contribuzione all’AD, si veda la CAD.
4093 Si considera capo di un’azienda la persona tenuta a
pagare i contributi sul reddito dell’azienda conformemente all’art. 20 cpv. 1 OAVS (proprietario, affittuario o
usufruttuario); si vedano anche le DIN.
4094 Il reddito dei membri della famiglia che lavorano con il capo
di un’azienda fa parte del salario determinante. Per
principio si devono versare i contributi sul salario in
contanti e su quello in natura (art. 14 cpv. 1 OAVS).
Per le seguenti persone tuttavia il salario determinante comprende solo il salario in contanti, mentre è esclusa l’imputazione di un salario complessivo (v. N. 4099 segg.):
– per i membri della famiglia del capo di un’azienda, fino al 31 dicembre dell’anno in cui compiono vent’anni (art. 5 cpv. 3 lett. a LAVS);
– per i membri della famiglia del capo di un’azienda, dopo l’ultimo giorno del mese in cui hanno raggiunto l’età di riferimento (65 anni; art. 5 cpv. 3 lett. b LAVS);
161 21 febbraio 1950 RCC 1950 pag. 190 –
– per la moglie/il marito o il partner registrato del capo di un’azienda, indipendentemente dall’età (art. 3 cpv. 3 LAVS e art. 165 cpv. 1 CC).162
4095 Le seguenti norme disciplinano la valutazione del salario in
contanti e di quello in natura.
4096 Il salario in natura dei membri della famiglia del capo di
un’azienda ai sensi dell’art. 1a cpv. 2 lett. a e b LFA
(v. definizione al N. 4092) deve essere valutato secondo gli stessi principi applicabili agli altri lavoratori agricoli.
4097 È determinante il salario in contanti. Il vitto e l’alloggio sono
valutati conformemente all’art. 11 OAVS (v. N. 2073 segg.) e il reddito in natura d’altra specie conformemente
all’art. 13 OAVS (v. N. 2078 segg.).
4098 Non si possono riscuotere contributi per i membri della
famiglia del capo che lavorano nella sua azienda agricola su un importo inferiore al salario complessivo; si tratta di un importo lordo. È riservato il caso di persone solo
parzialmente idonee al lavoro (v. anche le DIN).
4099 I salari mensili complessivi nel settore agricolo per un
grado d’occupazione del 100 per cento ammontano a:
– 2070 franchi per i familiari non sposati (celibi, vedovi,
divorziati) che lavorano nell’azienda familiare;
– 3060 franchi per i familiari sposati (escluse le persone di cui al N. 4094, ultimo trattino);
– 2070 franchi per ciascuno dei coniugi o dei partner registrati, se entrambi lavorano a tempo pieno nell’azienda (art. 7 LAVS, art. 14 cpv. 3 OAVS).
In caso di lavoro a tempo parziale, i salari complessivi sono ridotti in funzione del grado d’occupazione.
162 RCC 1987 pag. 337 –
16 octobre 1992 VSI 1993 pag. 12 –
4100 Per il mantenimento di ogni figlio minorenne di membri
della famiglia che lavorano nell’azienda si deve aggiungere a questo membro un terzo del salario complessivo di un membro non sposato (v. N. 4099). In casi eccezionali e motivati le casse possono ammettere un tasso inferiore.
4101 Durante i loro controlli le casse di compensazione possono
paragonare i salari su cui sono stati versati i contributi a quelli considerati per la tassazione fiscale. Se del caso esse dovranno riscuotere eventuali contributi arretrati163.
4102 I figli o gli abiatici maggiorenni che vivono in comunione
domestica con i loro genitori o i loro nonni, consacrando loro lavoro e redditi possono richiedere un’equa indennità. Essa può essere richiesta sia al decesso del debitore sia quando egli è ancora in vita, al momento in cui è stato pronunciato contro di lui un pignoramento o un fallimento, alla cessazione della comunione domestica o se l’azienda è ceduta ad altri (art. 334 e 334bisCC).
Tale indennità fa parte del salario determinante nella misura in cui essa è concessa per il lavoro consacrato ai genitori oppure ai nonni164.
4103 Il debito contributivo ha origine con il pagamento
dell’indennità o nel momento in cui la stessa viene
compensata con un credito del debitore (p. es. con il prezzo di vendita dell’azienda acquistata dal figlio). Si devono pagare i contributi per l’anno civile durante il quale è stata versata l’indennità165. Per ciò che concerne la registrazione nel CI, si vedano le prescrizioni delle
D CA/CI.
4104 Sono considerati datori di lavoro i genitori, i nonni o i loro
eredi.
163 22 maggio 1953 RCC 1953 pag. 271 –
164 20 settembre 1988 RCC 1989 pag. 28 –
165 1° febbraio 1961 RCC 1961 pag. 286 –
24. Ragazze/i alla pari, stagisti
4105 Sono considerati ragazze o ragazzi alla pari, stagisti ecc.,
le persone che, per imparare una lingua straniera o per motivi analoghi, lavorano parzialmente in una famiglia di accoglienza e ricevono una retribuzione.
4106 Il salario determinante delle ragazze o dei ragazzi alla pari
– e delle persone loro equiparate – comprende il salario in natura e in contanti dal primo gennaio dell’anno seguente quello in cui essi hanno compiuto 17 anni.
4107 Per i volontari senza salario in contanti, il salario determi-
nante corrisponde al salario in natura.
25. Apprendisti
4108 Sono considerate apprendisti le persone che hanno
concluso un contratto di tirocinio ai sensi della legge del 13 dicembre 2002 sulla formazione professionale e degli art. 344 segg. CO166. Sono loro equiparate le persone che assolvono una formazione di base secondo un contratto di tirocinio normale o un’altra relazione contrattuale
riconosciuta, quelle che svolgono un apprendistato
nell’azienda del detentore dell’autorità parentale e i
praticanti che seguono una formazione professionale di durata limitata.
4109 Il salario determinante degli apprendisti e delle persone
loro equiparate comprende il salario in contanti e in natura dal 1ogennaio successivo al compimento dei 17 anni.
4110 Fino al 31 dicembre successivo al compimento dei 20 anni,
il salario determinante degli apprendisti che lavorano nell’azienda familiare comprende solo il salario in contanti (si rinvia al paragrafo 28 di questa parte).
166 6 maggio 1950 RCC 1950 pag. 330 –
26. Collaboratori di un call center
4111 I compensi corrisposti ai collaboratori di un call center che
rispondono alle chiamate facendo compagnia o fornendo aiuto e assistenza ai loro interlocutori fanno parte del salario determinante167.
27. Genitori affilianti e genitori diurni
4112 I redditi delle persone che accolgono un minore a scopo di
affiliazione (a lungo termine, su base settimanale e in situazioni d’emergenza nell’economia domestica dei genitori affilianti [art. 4 OAMin]) rientrano nel salario
determinante, a prescindere dal fatto che il contratto di affiliazione sia stato concluso con l’autorità di protezione dei minori o un’organizzazione oppure direttamente con i genitori biologici168. Lo stesso vale, per analogia, per le forme di alloggio con assistenza per adulti con esigenze particolari169.
4113 I redditi delle persone che accolgono a giornata un minore
nella propria economia domestica (art. 12 OAMin) rientrano nel salario determinante, se il contratto di affiliazione è stato concluso con l’autorità di protezione dei minori o un’organizzazione (p. es. un’associazione dei genitori diurni). Se i genitori biologici affidano i propri figli direttamente a genitori diurni, i redditi di questi ultimi rientrano nel salario determinante unicamente se il rischio economico per i genitori diurni è minimo e sussiste una forte dipendenza dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro.
167 27 giugno 1996 VSI 1996 pag. 256 DTF 122 V 169
168 8 ottobre 2004 H 74/04 –
4 aprile 2006 H 134/05 –
169 25 aprile 2024 9C_550/2023 –
28. Bambinaie e babysitter
4114 I redditi delle persone che si occupano della custodia di un
minore nell’economia domestica dei suoi genitori rientrano nel salario determinante (per il conteggio v. le DRC).
5a parte: Allegati
1. Fattori di conversione delle rendite in capitale giusta l’art. 7 lett. q OAVS
Formule di calcolo: capitale = rendita annua x fattore
rendita annua = capitale / fattore
L’età espressa in anni e mesi è arrotondata al mese inferiore e i fattori sono determinati tramite l’interpolazione del numero di anni intero superiore e di quello inferiore.
Esempio: rendita vitalizia per un uomo di 62 anni e 3 mesi d’età
Età di 62 anni, vitalizia Fattore 18.3
Età di 63 anni, vitalizia Fattore 17.9
Età di 62 anni e 3 mesi Fattore 18.20
Fattore (interpolazione pro rata temporis) (18.3-17.9) x (9/12) + 17.9 = 18.20
DFI UFAS | Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nelle IPG (DSD)
Valide dal 1 gennaio 2019 | Stato: 1 maggio 2026 | 318.102.02 i DSD
‘Per un’età di riferimento di 64 anni e 3 mesi il valore attuale per i tre mesi supplementari è di 0.3. Essendo questo valore inferiore a 1, non occorre procedere alla capitalizzazione della rendita conformemente al N. 2103 delle presenti direttive. Tutti i valori sono però indicati ai fini dell’interpolazione tra l’età di 63 e 64 anni.
Formule di calcolo: capitale = rendita annua x fattore
rendita annua = capitale / fattore
L’età espressa in anni e mesi è arrotondata al mese inferiore e i fattori sono determinati tramite l’interpolazione del numero di anni intero superiore e di quello inferiore.
Esempio: rendita transitoria per una donna di 62 anni e 9 mesi (nata nel 1963) fino all’età di riferimento.
Età di 62 anni, rendita transitoria fino a 643/4anni Fattore 2.7
Età di 63 anni, rendita transitoria fino a 643/4anni Fattore 1.7
Età di 62 anni e 9 mesi Fattore 1.95
Fattore (interpolazione pro rata temporis) (2.7-1.7) x (12-9) / 12 + 1.7 = 1.95
DFI UFAS | Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nelle IPG (DSD)
Valide dal 1 gennaio 2019 | Stato: 1 maggio 2026 | 318.102.02 i DSD
DFI UFAS | Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nelle IPG (DSD) Valide dal 1 gennaio 2019 | Stato: 1 maggio 2026 | 318.102.02 i DSD
2. Esempi
1/24
2.1 Un’addetta a un distributore di benzina di 32 anni è licenziata
dopo 6 anni di attività svolta a tempo parziale e riceve un’indennità unica di 8000 franchi.
La salariata soddisfa le condizioni menzionate all’art. 8bis OAVS e, poiché non era affiliata alla previdenza professionale obbligatoria, può usufruire del calcolo privilegiato.
Indennità in capitale versata dal datore di lavoro 8 000 Meno 6 x fr. 630.00
(metà della rendita minima mensile) 3 780
Salario determinante 4 220
2.2 Una commessa di 54 anni che lavora a tempo parziale viene licenziata il 20 settembre 2025 dopo 15 anni di servizio. Il datore di lavoro le versa a titolo volontario una prestazione in capitale unica di 10 000 franchi. Soggetta solo in parte alla LPP, presenta lacune contributive. Dal 1° agosto 2010 al 31 dicembre 2014 e dal 1° febbraio 2016 al 31 luglio 2020 non era assoggettata alla LPP. Le mancano quindi 7 anni interi (4+3).
L’art. 8bis OAVS è applicabile.
Prestazione in capitale del datore di lavoro 10 000
Meno 7 x fr. 630.00
(metà della rendita minima mensile) 4 410
Salario determinante 5 590
2.3 Un pianificatore in marketing di 55 anni è licenziato dopo
11 anni di servizio. Il suo avere della cassa pensioni (210 000 franchi) viene versato su un conto di libero passaggio. Il datore di lavoro gli accorda un’indennità unica di partenza
ammontante a 230 000 franchi.
Egli non soddisfa le condizioni previste all’art. 8ter OAVS
(trattandosi di una prestazione individuale). L’indennità di partenza, pari a 230 000 franchi, fa interamente parte del salario determinante.
2.4 In seguito alla ristrutturazione dell’azienda con licenziamento collettivo disciplinato da un piano sociale, una collaboratrice di 38 anni è licenziata dopo 6 anni di servizio unitamente alle sue colleghe. La prestazione di libero passaggio della previdenza professionale ammonta a 154 000 franchi. Inoltre, riceve un’indennità unica di partenza di 43 685 franchi fissata
nell’ambito di un piano sociale.
Visto che è stato previsto un piano sociale, si può procedere ad un calcolo privilegiato (art. 8ter cpv. 2 lett. b OAVS).
Prestazione in capitale del datore di lavoro 43 685
Meno 4,5 x fr. 30 240
(quattro volte e mezza la rendita di vecchiaia
massima annua) = 136 080
Salario determinante0
2.5 Una collaboratrice di lunga data di 62 anni, nata nel 1963, va in pensione anticipatamente. Il datore di lavoro le versa a titolo volontario una rendita transitoria di 3000 franchi al mese fino al raggiungimento dell’età di riferimento.
Le rendite transitorie vanno convertite in capitale secondo la formula seguente:
capitale = rendita mensile x 12 x fattore provvisorio fino a 643/4 anni
Rendita annua: 3000 x 12 = 36 000
Età 62 anni: fattore provvisorio fino a 643/4 anni
secondo la tabella 2,7
Salario determinante: 36 000 x 33/33 x 2,7 = 97 200
2.6 Un insegnante va in pensionamento anticipato all’età di
63 anni e quattro mesi. Il datore di lavoro gli versa a titolo volontario una rendita transitoria di 2520 franchi al mese per 18 mesi (dall’età di 63,5 anni ai 65 anni).
Le rendite transitorie vanno convertite in capitale secondo la formula seguente:
capitale = rendita mensile x 12 x numero di mesi a beneficio di una rendita / numero di mesi fino a 65 anni x fattore
provvisorio fino a 65 anni
Rendita annua: 2520 x 12 = 30 240
Età 63 anni e 4 mesi: fattore provvisorio
fino a 65 anni interpolato secondo la tabella
(1,9 – 1,0) x (8/12) + 1,0 = 1.6
Salario determinante: 30 240 x 18/20 x 1,6 = 43 546
2.7 Il rapporto di lavoro di un tipografo è stato sciolto cinque mesi
prima del raggiungimento dell’età di riferimento. Il datore di lavoro gli versa una rendita transitoria di 2000 franchi.
Poiché in questo caso la rendita è versata per meno di un anno, si rinuncia alla capitalizzazione e si continua a riscuotere i contributi sulle rendite.
2.8 Un collaboratore del servizio esterno cessa la sua attività al compimento dei 62 anni e riceve una rendita facoltativa di 3000 franchi mensili per sei mesi (dall’età di 63 anni all’età di 63,5 anni). Visto che nessuno dei criteri previsti all’art. 8ter OAVS è adempiuto (prestazione individuale), l’intero importo rientra nel salario determinante.
Di regola se una rendita è versata per un periodo inferiore ad un anno si rinuncia alla sua capitalizzazione. Nella fattispecie però bisogna capitalizzarla in quanto le prestazioni iniziano ad essere versate solo un anno dopo la partenza.
Le rendite transitorie vanno convertite in capitale secondo la formula seguente:
capitale = rendita mensile x 12 x numero di mesi a beneficio di una rendita / numero di mesi fino a 65 anni x fattore provvisorio fino a 65 anni
Rendita annua: 3000 x 12 = 36 000
Età 62 anni: fattore transitorio fino a 65 2.9
Salario determinante: 36 000 x 6/36 x 2,9 = 17 400
2.9 A partire dall’inizio del mese dopo il compimento dei 62 anni
un’estetista riduce il proprio grado d’occupazione al 50 per cento. Il datore di lavoro le versa a titolo volontario una rendita transitoria di 700 franchi al mese fino al raggiungimento dell’età di riferimento.
In caso di pensionamento parziale si rinuncia alla capitalizzazione e si continua a riscuotere i contributi sulle rendite e sul salario rimanente.
2.10 Un birrificio esternalizza la consegna a domicilio e deve quindi procedere a una ristrutturazione. La liquidazione parziale dell’istituto di previdenza tocca l’intero effettivo del personale del servizio trasporti. Ad esempio, un rappresentante di 58 anni e quatto mesi con oltre 15 anni di servizio riceve dalla sua datrice di lavoro, oltre a una rendita della previdenza professionale obbligatoria, un’indennità unica di
150 000 franchi e una rendita transitoria annua di
82 000 franchi (da 58 anni e quattro mesi a 60 anni) e di 73 000 franchi (da 60 a 65 anni).
Per quanto riguarda la rendita concessa in seguito al
pensionamento anticipato si applica l’art. 6 cpv. 2 lett. h OAVS, per le altre prestazioni l’art. 8ter cpv. 2 lett. a OAVS.
Le rendite transitorie annue vanno convertite in una
prestazione in capitale:
capitale = rendita mensile x 12 x numero di mesi a beneficio di una rendita / numero di mesi fino a 65 anni x fattore provvisorio fino a 65 anni
Da 584/12 a 60 anni: 82 000
Fattore provvisorio interpolato fino a 65 anni:
(6,4 – 5,5) x (8/12) + 5,5 = 6,1
(82 000 x 20/80 x 6,1) = 125 050
Da 60 a 65 anni: fr. 73 000
(73 000 x 60/80 x 6,1) = 333 975
Indennità di partenza 150 000
Importo complessivo 609 025
Meno 4,5 x 30 240
(quattro volte e mezza la rendita di vecchiaia
massima annua) 136 080
Salario determinante 472 945
2.11 In seguito a una fusione, i collaboratori di un’azienda di
rifornimento vengono licenziati. Oltre all’avere della cassa pensioni previsto nel regolamento, un manager 55enne, per esempio, riceve dal suo datore di lavoro le seguenti indennità di partenza:
Prestazioni al mese Durata
Prestazione transitoria facoltativa
della cassa pensioni Fr. 2520.– 7 anni
Prestazione transitoria AVS Fr. 2068.– 10 anni
Rendita per figli Fr. 890.– 2 anni
Rendita per figli Fr. 445.– 5 anni
Partecipazione ai contributi AVS Fr. 120.– 10 anni
Poiché il versamento d’indennità in seguito alla fusione
dell’azienda rientra nell’ambito dell’art. 8ter cpv. 2 OAVS, si applica il calcolo privilegiato.
Le rendite transitorie vanno convertite in capitale secondo la formula:
capitale = rendita mensile x 12 x numero di mesi a beneficio di una rendita / numero di mesi fino a 65 anni x fattore provvisorio fino a 65 anni
Prestazione
transitoria CP
55 – 62
84 mesi 2520 x 12 x 84/120 x 8,7 = 188 162
Prestazione transi-
toria AVS 55 – 65
120 mesi 2068 x 12 x 120/120 x 8,7 = 215 899
Rendita per figli
55 – 57
24 mesi 890 x 12 x 24/120 x 8,7 = 18 583
Rendita per figli
58 – 62
60 mesi 445 x 12 x 60/120 x 8,7 = 23 229
Contributi AVS
55 – 65
120 mesi 120 x 12 x 120/120 x 8,7 = 12 528
Importo complessivo 454 401
Meno 4,5 x 30 240
(quattro volte e mezza la rendita di vecchiaia
massima annua) = 136 080
Salario determinante 318 321
2.12 Un’azienda ha dovuto chiudere l’esercizio alla fine del 2023 e licenziare tutto il personale. Oltre a una prestazione di
previdenza della sua cassa pensioni, una commessa
sessantenne, nata nel 1963, riceve le seguenti prestazioni d’uscita:
Prestazioni al mese durata
Prestazione transitoria facoltativa
della cassa pensioni Fr. 1500 36 mesi
Supplemento facoltativo della cassa
pensioni a partire da 643/4 anni
Fr. 500 a vita
Prestazione transitoria dell’AVS Fr. 1030 3 mesi
Prestazione transitoria dell’AVS Fr. 1800 45 mesi
Partecipazione ai contributi AVS
(senza attività lucrativa) Fr. 80 55 mesi
Visto che il versamento di prestazioni in seguito alla chiusura dell’azienda rientra nell’ambito dell’art. 8tercpv. 2 OAVS, si applica il calcolo privilegiato.
Le rendite vanno convertite in una prestazione in capitale:
capitale = rendita mensile x 12 x fattore provvisorio fino a 643/4 anni x numero di mesi a beneficio di una rendita / numero di mesi fino a 643/4 anni.
Prestazione
transitoria CP 1500 x 12 x 36/57 x 4,5 = 51 158
Supplemento CP 500 x 12 x 16,2 = 97 200
Prestazione
transitoria AVS 1030 x 12 x 3/57 x 4,5 =2927
Prestazione transitoria AVS 1800 x 12 x 45/57 x 4,5 = 76 737 Contributi AVS 80 x 12 x 55/57 x 4,5 =4168
Importo complessivo 232 190
Meno 4,5 x 29 400 (quattro volte e mezza la rendita di vecchiaia massima annua nel 2023) = 132 300
Salario determinante 99 890
DFI UFAS | Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nelle IPG (DSD) Valide dal 1 gennaio 2019 | Stato: 1 maggio 2026 | 318.102.02 i DSD
2.13 A metà anno, una ditta manda anticipatamente in pensione il capo della produzione all’età di 62 anni (data del compleanno: 6 febbraio 1963). In aggiunta alla rendita della cassa pensioni questi riceve le seguenti rendite transitorie:
Prestazioni Al mese dal al
Prestazione transi-
toria facoltativa CP Fr. 2280 01.07.2025 31.12.2026
Prestazione transi-
toria facoltativa CP Fr. 2320 01.01.2027 28.02.2028
La rendita transitoria non adempie le condizioni di cui agli art. 8bise 8terOAVS (nessun calcolo privilegiato). I versamenti vanno lo stesso convertiti in una prestazione in capitale.
Le rendite vanno convertite in una prestazione in capitale:
capitale = rendita mensile x 12 x numero di mesi a beneficio di una rendita / numero di mesi fino a 65 anni x fattore provvisorio fino a 65 anni
Fattore provvisorio interpolato fino a 64 anni per 62 anni e quattro mesi:
(2,9 – 1,9) x (8/12) + 1,9 = 2,57
Rendita transitoria CP 18 mesi
2280 x 12 x 18/32 x 2,57 = 39 552
Rendita transitoria CP 14 mesi
2320 x 12 x 14/32 x 2,57 = 31 303
Salario determinante 70 855
2.14 Una responsabile degli acquisti, nata il 20 febbraio 1968
termina la sua attività il 28 febbraio 2025 all’età di 57 anni.
L’azienda prende a carico i contributi alla cassa pensioni,
ammontanti a 449 franchi al mese, dalla partenza fino all’età di riferimento. Non sono applicabili né l’art. 8 lett. a OAVS né l’art. 8ter OAVS (l’assunzione dei contributi alla cassa pensioni non è regolamentare e si tratta di una prestazione individuale).
A partire dal 1º marzo 2027, l’ex responsabile degli acquisti riceverà inoltre una rendita anticipata di 2730 franchi mensili fino al raggiungimento dell’età di riferimento
(28 febbraio 2033).
I contributi e le rendite vengono capitalizzati nel modo
seguente:
capitale = contributi mensili o rendita mensile x 12 x numero di mesi a beneficio di una rendita / numero di mesi fino a 65 anni x fattore provvisorio fino a 65 anni
Contributi CP 96 mesi
449 x 12 x 96/96 x 7,2 = 38 793
Rendita anticipata 72 mesi
2 730 x 12 x 72/96 x 7,2 = 176 904
Salario determinante 215 697
2.15 Su iniziativa del datore di lavoro, il rapporto di lavoro di un impiegato cantonale nato il 15 novembre 1963 viene sciolto per la fine di maggio 2025. Dal 1º giugno 2025 il Cantone versa al suo ex dipendente una rendita transitoria di 2520 franchi al mese fino al raggiungimento del 63º anno di età. Dal
1º dicembre 2026 la rendita transitoria è sostituita da una rendita complementare regolamentare LPP che dal
1º dicembre 2028è a sua volta sostituita dalla rendita AVS.
La rendita complementare non è un reddito da attività lucrativa soggetto a contribuzione e non va quindi capitalizzata.
La rendita transitoria è capitalizzata come segue:
capitale = rendita mensile x 12 x numero di mesi a beneficio di una rendita / numero di mesi fino a 65 anni x fattore provvisorio fino a 65 anni
Rendita annua: 2520 x 12 = 30 240
61 anni e 6 mesi: fattore provvisorio
fino a 65 interpolato secondo la tabella:
(3,8-2,9) x (6/12) + 2,9 = 3,35
Salario determinante: 30 240 x 18/42 x 3,35 = 43 416
2.16 Un falegname, nato il 28 aprile 1963, termina la sua attività an-
ticipatamente il 31 luglio 2025. Dal 1° maggio 2028 il suo datore di lavoro gli versa una rendita vitalizia facoltativa di 250 franchi al mese.
Rendita annua: 250 x 12 = 3 000
Età 62 anni e 3 mesi: fattore interpolato rinviato fino
a 65 anni secondo la tabella:
(15,4-16,0) x (9/12) + 16,0 = 15,55
Salario determinante: 3000 x 15,55 = 46 650
3. Differenziazione tra il salario soggetto ai premi dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e il salario determinante secondo il diritto dell’AVS
Per principio i premi dell’assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sono riscossi sul salario determinante secondo il diritto AVS (art. 115 in combinato disposto con l’art. 22 cpv. 1 e 2 OAINF).
Differenze
– I premi dell’assicurazione contro gli infortuni sono riscossi solo fino a un importo massimo del guadagno assicurato fissato dal Consiglio federale (art. 22 cpv. 1 OAINF).
– I guadagni su cui non sono riscossi contributi dell’AVS a causa dell’età dell’assicurato sono invece considerati come guadagno assicurato nell’assicurazione contro gli infortuni (art. 22 cpv. 2 lett. a OAINF; questo vale per i giovani che non sono ancora sottoposti all’obbligo contributivo dell’AVS e per le persone che hanno raggiunto l’età di riferimento i cui guadagni sono
parzialmente o totalmente esenti da contributi).
– Nell’assicurazione contro gli infortuni, per i membri della famiglia che collaborano nell’azienda, le persone che lavorano
nell’azienda del partner registrato, i soci, gli azionisti e i membri di società cooperative si prende in considerazione almeno il salario corrispondente agli usi locali o professionali (art. 22 cpv. 2 lett. c OAINF), mentre nell’AVS tale minimo è fissato all’art. 14 OAVS (reddito complessivo) o non esiste.
– Le indennità versate al termine del rapporto di lavoro, in caso di chiusura o fusione dell’azienda o in circostanze analoghe, non sono prese in considerazione dall’assicurazione contro gli infortuni (art. 22 cpv. 2 lett. d OAINF; p. es. prestazioni di previdenza e indennità di partenza).
– Per i praticanti, i volontari e le persone che si preparano alla scelta di una professione o che sono occupate in centri
d’apprendistato, i premi ammontano almeno al 20 per cento del guadagno massimo giornaliero assicurato per le persone
maggiorenni e almeno al 10 per cento per i minorenni (art. 115 cpv. 1 lett. b OAINF).
– Per le persone occupate nei centri di integrazione professionale o nei laboratori per l’occupazione permanente degli invalidi i premi vanno versati su un importo annuo pari ad almeno 12 volte il
guadagno massimo giornaliero assicurato (art. 115 cpv. 1 lett. c OAINF).
– I premi dell’assicurazione contro gli infortuni non vanno versati sulle indennità giornaliere dell’assicurazione invalidità e
dell’assicurazione militare né sulle indennità per perdita di guadagno (art. 115 cpv. 1 lett. d OAINF).
4. Allegato temporaneo – Elenco delle corrispondenze tra i numeri marginali delle DSD 2018 e delle DSD 2019
Vecchio Nuovo Vecchio Nuovo Vecchio Nuovo Vecchio Nuovo 2018 2019 2018 2019 2018 2019 20182019
1008 1009 2013 2020 2046 2061 20882114
1009 1010 2014 2021 2047 2062 20892115
1010 1011 2014.1 2022 2048 2063 20902124
1010.1 1012 2014.2 2023 2049 2064 20912125
1010.2 1013 2014.3 2024 2050 2065 20922126
1011 1014 2014.4 2025 2051 2066 20932127
1012 1015 2014.5 2026 2052 2067 20942128
1013 1018 2015 2027 2053 2068 20952129
1014 1019 2015.1 2028 2054 2069 20962130
1015 1020 2015.2 2029 2055 2070 20972131
1016 1023 2015.3 2030 2056 2071 20982132
1017 1024 2015.4 2031 2056.1 2072 20992133
1018 1025 2015.5 2032 2057 2073 21002134
1018.1 1026 2015.6 2033 2058 2074 21012135
1018.2 1027 2015.7 2034 2059 2075 21022136
1019 1028 2015.8 2035 2060 2076 21032137
1020 1021 2015.9 2036 2061 2077 21042138
1021 1029 2016 2037 2062 2078 21052139
1022 1030 2016.1 2038 2063 2079 21062140
1023 1031 2016.2 2039 2064 2080 21072141
1024 1032 2016.3 2040 2065 2081 21082142
1025 1033 2017 2041 2066 2082 21092143
1026 1034 2018 2042 2067 2083 21102144
1027 1035 2019 2043 2068 2084 21112099
1028 1036 2029 2044 2069 2085 2111.12100
1029 1037 2030 2045 2070 2086 2111.22101
1030 1038 2031 2046 2071 2088 21122102
1031 1039 2032 2047 2072 2089 21132103
1032 1040 2033 2048 2073 2090 21142104
- 1008 2034 2049 2074 2091 2114.12105
- 1016 2035 2050 2075 2092 2114.22106
- 1022 2036 2051 2076 2093 2114.3 - 2037 2052 2079 - 21152107
2011.1 2012 2038 2053 2080 2094 21162108
2011.2 2013 2039 2054 2081 2095 2117 - 2011.3 2014 2040 2055 2082 2096 2117.12146
2011.4 2015 2041 2056 2083 2097 2117.22147
2011.5 2016 2042 2057 2084 2098 2117.32148
2011.6 2017 2043 2058 2085 2109 2117.42149
2011.7 2018 2044 2059 2086 2110 2117.52150
2012 2019 2045 2060 2087 2111 2117.62146
130 di 131 Vecchio Nuovo Vecchio Nuovo Vecchio Nuovo Vecchio Nuovo 2018 2019 2018 2019 2018 2019 20182019
2118 2198 2161 2190 4048 4025 40974067
2119 2199 2162 2191 4049 4026 40984068
2120 2200 2163 2192 4050 4027 40994069
2121 2201 2164 2193 4056 4028 41004070
2122 2165 2165 2116 4057 4029 41014071
2123 2166 2166 2117 4059 4030 41024072
2124 2167 2167 2112 4060 4031 41034057
2125 2168 2167 2121 4061 4033 41044058
2126 2169 2168 2118 4062 4036, 41054073
4038* 2127 2170 2169 2118 4063 4039* 41064074
2128 2171 2170 2122 4063.1 4042* 41074075
2129 2172 2171 2123 4064 4041* 41084076
2131 2152 2172 2161 4065 4044* 41094077
2132 2153 2173 2162 4066 4034* 41104078
2133 2154 2174 2163 4067 4036* 41114079
2134 2155 2175 2203 4068 4040, 41124080
4045* 2135 2156 2176 1017 4069 4050.1* 41134081
2136 2157 - 2087 4070 - 4114 - 2137 2158 - 2113 4071 - 4115 - 2138 2159 - 2119 4072 4050.2* 41164082
2138.1 2160 - 2120 4073 4050.3* 41174083
2139 2194 - 2151 4074 4050.4* 41184084
2140 2195 2164 4075 4046 4119 - 2141 2196 4077 4047 41204086
2142 2197 4010 - 4078 4050 41214087
2143 2202 4011 - 4079 4048 41224088
2144 2173 4012 - 4080 4052 41234089
2145 2174 4013 4010 4081 4053 41244090
2146 2175 4014 4011 4082 4054 41254091
2147 2176 4015 4012 4083 4055 41264092
2148 2177 4016 4013 4084 4056 41274093
2149 2178 4017 4014 4085 - 41284094
2150 2179 4018 - 4086 - 41294095
2151 2180 4020 4015 4087 4059 41304096
2152 2181 4021 4016 4088 4060 41314097
2153 2182 4022 4017 4089 4061 41334098
2154 2183 4023 4018 4090 - 41344099
2155 2184 4024 4019 4091 - 41354100
2156 2185 4025 4020 4092 4062 41364101
2157 2186 4026 4021 4093 4063 41374102
2158 2187 4045 4022 4094 4064 41384103
2159 2188 4046 4023 4095 4065 41394104
2160 2189 4047 4024 4096 4066 41404105
Vecchio Nuovo
20182019
41414106
4142 -
41434108
41444109
41454110
41464111
41474112
41484113
41494114
-4032
-4049
-4051
-4085
-4107
* = aggiornamento 1.1.2024
DFI UFAS | Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nelle IPG (DSD) Valide dal 1 gennaio 2019 | Stato: 1 maggio 2026 | 318.102.02 i DSD