Rapporto sui risultati
Consultazione 2000/27: Legge federale sulla revisione e l'unificazione del diritto della responsabilità civile (Legge sulla responsabilità civile) · 452 pagine
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applicabili di volta in volta; come ulteriore momento alla base dell'intervento legislativo, evoca inoltre la necessità di prevedere la regolamentazione di nuove responsabilità causali (Breve commentario, N. 112). Il tema della necessità, rispettivamente dell'opportunità e della portata dell'intervento legislativo è già stato oggetto, di critica e di rifiessione a livello federale dopo il 1996, ossia da quando è stata pubblicata la parte generale della normativa in esame (cfr. Manetti S., La responsabilità civile - Punti salienti del progetto di revisione totale, in Il Ticino e il diritto, CFPG 1997, pag. 456; diversi contributi in ZSR 4 1997, pag. 257 e segg., in particolare Gauch P., Die Vereinheitlichung der Delikts- und Vertragshaftung, pag. 341). Tutto sommato, al di là dei diversi pareri che sono stati e che verranno espressi su questo aspetto fondamentale dell'operazione, si ritiene di dover almeno condividere l'opinione che l'AP costituisce un testo atto a correggere alcune caratteristiche negative della legislazione vigente, in particolare la mancanza di unità normativa (specie per quanto concerne l'esercizio di azioni giudiziarie), la carente sicurezza, l‘assenza di coordinazione fra le diverse leggi e la mancanza di un concetto di base delle diverse norme che reggono la responsabilità civile (cfr. Tercier P., La réforme du droit de la responsabilité civile, in ZSR cit., pag. 263 e segg.).
Lo scrivente Consiglio non pretende di operare una disamina completa dell'AP e ritiene altresì inopportuno che troppe critiche di dettaglio sul merito della nuova normativa finiscano per sconvolgerne l'organicità e per annullarne le caratteristiche innovative. Tuttavia, pur aderendo nella sostanza al contenuto dell'AP e accogliendo con particolare favore le novità proposte nell'ambito processuale (art. 56 - 56h AP), riteniamo di dover esprimere alcune perplessità su singoli punti del documento.
VD: Le Conseil d'Etat ne s'oppose pas en soi au renforcement de la position du lésé, voulu par l'AP, mais il s'interroge sur ses conséquences. Ainsi, l'introduction d'une responsabilité pour risque dont les limites sont mal définies, ainsi que, dans certains cas, l'assouplissement ou le renversement du fardeau de la preuve et le durcissement des preuves libératoires, sont de nature à déresponsabiliser la personne lésée face à son propre comportement. Le Conseil d'Etat s'inquiète ainsi de voir apparaître en Suisse des dérives telles que celles constatées aux Etats-Unis ces dernières années, où une personne s'étant brûlée avec son café a pu, il y a quelque temps, obtenir réparation devant un juge, en faisant valoir que le restaurant qui lui avait vendu le café en question n'avait pas mentionné que celui-ci était chaud et qu'il y avait donc des risques de brûlures si on le renversait. Le Conseil d'Etat ne souhaite pas voir un tel jugement rendu en Suisse. De même, dans le domaine de la santé, on assiste à une déresponsabilisation du patient face aux risques que comporte une intervention médicale, quelle qu'elle soit. Doit-on pour autant suivre cette tendance et admettre que l'acte médical est une activité spécifiquement dangereuse, au sens de l'art. 50 AP? Certes le rapport explicatif l'exclut, mais un juge pourra en décider autrement, en vertu du pouvoir d'appréciation que lui confère cette norme. Il y a lieu de s'opposer à une telle tendance, car elle est incompatible avec le principe de la responsabilité personnelle qui doit régir tout rapport de droit entre individus. Le Conseil d'Etat rejette donc toutes les innovations tendant à déresponsabiliser la personne