Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/82: Consultazione sul censimento della popolazione 2010: decisioni del Consiglio federale - domande circa il mandato d'informazione · 66 pagine

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D2 Partiti politici

Il Partito socialista (PS) ritiene che in materia di facilità d’accesso e paragonabilità tra i registri, la Svizzera è in ritardo, segnatamente rispetto ai Paesi nordici che, grazie a un sistema di registri multipli e soprattutto collegati, possono rinunciare a interrogare direttamente la popolazione. Per far sì che il principio di un censimento basato sui registri sia efficace, devono essere studiate tutte le potenziali fonti (ad esempio il registro delle imposte per le informazioni sul pendolarismo).

D3 Città, Comuni, associazioni cantonali

L’Associazione dei Comuni svizzeri (ACS) e l’Unione delle Città svizzere (UCS) sono favorevoli al principio stesso di ricorrere ai registri per facilitare la realizzazione del censimento e diminuire il lavoro delle persone intervistate. Ciò presuppone tuttavia che i registri siano armonizzati, il che non è così semplice, soprattutto per quanto riguarda gli identificatori (vedi capitolo E).

D4 Organismi nazionali

La Banca nazionale svizzera (BNS) vede nell’utilizzazione dei registri la possibilità di ridurre i costi e di assicurare una miglior qualità dei dati.

D5 Ambienti economici, sindacati

L’Unione sindacale svizzera (USS) è favorevole all’utilizzazione dei registri, a patto che siano collegati tra di loro e che sia garantita la qualità dei dati. L’accesso a nuovi registri va esaminato, segnatamente per la vita lavorativa o ancora la formazione.

Per l’Unione Svizzera dei Contadini (USC), è essenziale evitare le indagini dirette quando le informazioni possono essere estratte dai registri.

L’Associazione Traffico e Ambiente (ATA) ritiene che il principio di una rilevazione basata esclusivamente sui registri sia possibile, ma a medio termine. Voler realizzare una rilevazione del genere già nel 2010 provocherebbe perdite sostanziali.

D6 Ambienti scientifici

La Société suisse d’études pour l’organisation de l’espace et la politique régionale (OEPR) è favorevole all’armonizzazione dei registri, ma dubita che essi siano già utilizzabili nel 2010. In proposito, ricorda che nei Paesi che applicano già un sistema simile, i registri esistenti sono più numerosi e la loro creazione ha richiesto anni.