Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/33: Ordinanza sul contratto normale di lavoro per il personale domestico (CNL personale domestico) · 5 pagine
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3 Riassunto dei risultati
Complessivamente la proroga del CNL per il personale domestico è stata accolta con favore e la necessità di un salario minimo per il ramo è stata ampiamente riconosciuta. Il progetto è stato respinto soltanto da alcuni partecipanti all’indagine conoscitiva, secondo cui l'esistenza di un dumping salariale non è dimostrata.
3.1 Risultati dettagliati
a) Proroga fino al 31 dicembre 2016
I 21 Governi cantonali hanno accolto all’unanimità la proroga del CNL per il personale
domestico. Anche se in alcuni casi è stato sollevato il problema della scarsità di dati su cui si basa la proroga (ZH, VD, LU, AR e AUSL), è stata riconosciuta la necessità di continuare a fissare un salario minimo per il personale domestico. A tale riguardo sono stati sottolineati il bisogno di protezione particolare dei lavoratori occupati nell’economia domestica privata, la difficoltà di effettuare controlli nel ramo e l’assenza di una regolamentazione vincolante sulla durata massima del lavoro e sul riposo (ZH, GR, VS, SZ, SO, BE, BS, AG). I lavoratori domestici sono spesso inviati in Svizzera da agenzie estere, il che rende difficile
l’applicazione di salari minimi. Il Cantone di ZG non si è pronunciato sul progetto, mentre l’ufficio del lavoro del Cantone di TG ha respinto la proroga del CNL per il personale
domestico sostenendo che non vi sono prove dell’esistenza di un dumping salariale. La commissione tripartita del mercato del lavoro UR/OW/NW, la CT Glarona e gli uffici del lavoro dei Cantoni di GE, AR e SH hanno accolto il progetto.
Il progetto è stato ampiamente approvato anche dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori consultate. L’Unione svizzera dei contadini e l’Unione svizzera delle donne
contadine e rurali si sono altresì espresse a favore della proroga ma rinuncerebbero
all’adeguamento dei salari. La Società svizzera degli impiegati del commercio, Unia e l’USS ritengono che un tasso di infrazioni del 16 per cento sia una prova sufficiente dell’esistenza di un dumping salariale nel ramo.
L’Unione svizzera degli imprenditori, l’Unione svizzera delle arti e mestieri, Gastrosuisse e la Fédération des Entreprises Romandes si sono dichiarate in generale favorevoli alla proroga di tre anni del CNL per il personale domestico. Il Centre Patronal respinge invece la proroga sostenendo che le condizioni di cui all'articolo 360a CO per stabilire un CNL che preveda un salario minimo non sono adempiute.
b) Adeguamento dei salari minimi
Per quanto riguarda i Governi cantonali, i Cantoni di AG, AI, AR, BL, BE, BS, FR, GE, JU, LU, SO, SG, SZ, TI, GL, GR, VD e ZH si sono dichiarati espressamente a favore
dell’adeguamento dei salari. Il Cantone di BS chiede un aumento che porti il salario ad almeno 19 franchi all’ora. Anche l’AUSL e gli uffici del lavoro dei Cantoni di AR, GE, GL e SH hanno espresso il loro consenso.
Dal canto loro, le associazioni dei lavoratori Unia e l’Unione sindacale svizzera hanno
chiesto un adeguamento dei salari più elevato (5 per cento), facendo riferimento
all’evoluzione dei salari dal 2011 nell’industria alberghiera e della ristorazione e nel settore delle pulizie della Svizzera tedesca.
L’Unione svizzera degli imprenditori e Gastrosuisse respingono l’adeguamento dei salari minimi in quanto a loro parere non giustificato. Dall’entrata in vigore del CNL per il personale domestico vi è stata una probabile diminuzione dei prezzi dello 0,6 per cento, il che non giustifica un adeguamento dei salari dell’1,8 per cento. Secondo Gastrosuisse l’aumento proposto lederebbe gli interessi legittimi dell’industria alberghiera e della ristorazione.
Rispetto ai salari minimi delle piccole imprese dell’industria alberghiera e della ristorazione che impiegano fino a 4 quattro collaboratori, quelli previsti nel CNL per il personale