Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/22: Revisione parziale dell’ordinanza sulla fornitura di compresse di iodio alla popolazione (Ordinanza sulle compresse di iodio) · 8 pagine

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Revision Jodtablettenverordnung

L’Associazione svizzera dei droghieri e la Società svizzera dei farmacisti pharmaSuisse segnalano che è importante smaltire correttamente le compresse allo iodio scadute e che la popolazione deve essere informata in merito. Per lo smaltimento corretto, l’Associazione svizzera dei droghieri chiede alla Confederazione un adeguato indennizzo che copra la totalità dei costi. PharmaSuisse chiede che nell’ordinanza sulle compresse allo iodio venga inserita una norma che obblighi i Cantoni a indennizzare adeguatamente le farmacie e le drogherie per lo smaltimento.

Swissnuclear e pharmaSuisse si esprimono sulla possibile proroga della scadenza delle compresse. Entrambe vedrebbero di buon occhio una verifica della qualità e segnalano che probabilmente anche dopo la data di scadenza non si dovrebbero avere né un deterioramento del prodotto né una compromissione dell’efficacia delle compresse allo iodio.

Il PSI propone di modificare il processo di distribuzione consegnando le compresse allo iodio solo alle persone che hanno meno di 45 anni. Questo perché, con l’avanzare dell’età, aumenta la frequenza dei disturbi metabolici nella tiroide. Tale cosiddetta autonomia funzionale aumenta il rischio degli effetti collaterali di un blocco tiroideo. Inoltre, con l’avanzare dell’età il rischio di tumore maligno tiroideo causato dalle radiazioni diminuisce fortemente.

Anche GE segnala che l’assunzione delle compresse allo iodio aiuta solo determinate fasce di popolazione maggiormente a rischio, come le donne incinte, i bambini e gli adulti fino a una certa età (con il limite di età che varia da un Paese limitrofo all’altro). In questo contesto si situa anche l’informazione della KSR che, quando ha ricevuto il parere, stava formulando nuove raccomandazioni graduate per l’assunzione di compresse allo iodio, che tengono conto delle possibili ripercussioni negative.

AG, AR, BL, GE, GR, JU, OW, SO, TG, VS e la RK MZF auspicano che il processo di distribuzione oltre i 50 km da un impianto nucleare svizzero venga riesaminato ed eventualmente esteso e accelerato. La maggior parte di questi partecipanti alla consultazione caldeggia una distribuzione regionale a titolo preventivo, ad esempio a livello comunale, così da accelerare la distribuzione in caso di evento grave (AG, AR, BL, GR, JU, OW, TG, VS, RK MZF). Diversi Cantoni chiedono un adeguamento o un riesame della strategia di distribuzione a causa dell’attuale guerra in Ucraina.

JU ritiene la distribuzione entro 12 ore da parte dei Cantoni una misura insufficiente e propone inoltre che la distribuzione a titolo preventivo venga estesa all’intero Cantone – o almeno a un’intera regione – se, per via del limite del raggio di 50 km, il Cantone in questione è interessato solo in parte dalla distribuzione di compresse allo iodio alla popolazione.

SO propone di incaricare l’Ufficio federale della sanità pubblica UFSP di elaborare alternative o integrazioni al sistema di buoni per il ritiro, con l’obiettivo di migliorare la distribuzione rapida e capillare di compresse allo iodio in caso di ricaduta radioattiva non correlata agli impianti nucleari svizzeri e di prevenire le difficoltà di approvvigionamento.

NE esprime dubbi riguardo la fattibilità della distribuzione delle compresse allo iodio da parte dei Cantoni entro il lasso di tempo prescritto e caldeggia una distribuzione a titolo preventivo a tutte le persone che soggiornano regolarmente in un Comune svizzero, indipendentemente dalla distanza da un impianto nucleare, nonché una scorta per le persone in transito gestita e se necessario distribuita dai Cantoni.

GE, facendo riferimento alla strategia indicata nel progetto di ordinanza originale del 2013, chiede che venga ammessa per i Cantoni che lo desiderano la possibilità di effettuare la distribuzione a titolo preventivo anche oltre il raggio di 50 km, nel caso in cui siano da prevedere importanti difficoltà nella distribuzione dopo un evento grave (diritto di scelta). GE ritiene che la strategia attuale non si addica alle agglomerazioni densamente popolate come il Cantone di Ginevra. Sottolinea che la distribuzione in regioni densamente popolate costituisce una sfida logistica particolarmente impegnativa e complicata.