Rapport sur les résultats
Consultation 2002/17: Unification de la procédure civile (Loi fédérale de procédure civile) · 956 pages
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spielsweise eine Streitigkeit aus Mietrecht ohne Einigungsversuch ins ordentliche Verfahren fällt, währenddem die selbe Streitsache im Anerkennungsprozess vor der Schlichtungsbehörde im Mietwesen beginnt und danach im vereinfachten Verfahren abgehandelt wird. Auch eine Streitigkeit aus Arbeitsvertrag, die mit einer Betreibung beginnt, darf verfahrens- und kostenmässig nicht anders geregelt werden als eine Streitigkeit, die mit Einreichung der Klage beim Arbeitsgericht beginnt. Es sollte sichergestellt werden, dass mit Geltung einer Eidg. ZPO An- und Aberkennungsprozesse im gleichen Verfahren durchgeführt werden. Hier ist eine klare Regelung - allenfalls unter Anpassung des SchKG - dringend nötig. Unseres Erachtens sollte dieser Konflikt zu Gunsten des materiellen Rechts gelöst und das SchKG entsprechend geändert werden.
BE: Die mit dieser Bestimmung getroffene Lösung ist vernünftig, klar und lässt keine Lücken entstehen.
LU: Aus Gründen der Vollständigkeit und der Benützerfreundlichkeit regen wir an, sämtliche Gerichtsstände, also auch diejenigen des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, in der ZPO explizit zu erwähnen.
TI: Rispetto all'art. 1 cpv. 2 lit. b) LForo, il progetto dichiara con chiarezza che tutto quanto non è regolamentato dalla LEF lo è dal CPCF. Di conseguenza, per una "azione LEF" il foro va ricercato - prima di tutto - nella LEF medesima. In caso di silenzio il foro sarà allora determinato dal CPCF (es. art. 79 cpv. 1: azione di riconoscimento).
Questa norma è sintomatica della dispersione dei fori in più leggi, malgrado il votum dell'art. 1 CPCF. E' allora legittimo chiedersi se non era più coerente e lineare raggruppare tutti i fori civili nel CPCF, anche per dare maggiore semplicità al sistema. Ciò vale a maggiore ragione nell'ottica della facoltà concessa dalla nuova legge alle parti di agire e difendersi con atti propri (art. 61 CPCF): scelta in sé già difficile, ma che diviene proibitiva se già si scontra ad una panoplia di leggi da ricercare, dove sono codificate delle possibili norme di foro.
Il problema si pone in particolare per tre tipi di azione, tutte connesse direttamente o indirettamente alla LEF: (a) l'azione tendente all'accertamento dell’inesistenza/estinzione/dilazione del debito ex art. 85a LEF; (b) l'azione in disconoscimento (art. 83 LEF); (c) infine l'azione ordinaria in accertamento negativo.
Nel primo caso (a) vale a livello interno il foro dell'esecuzione, mentre a livello internazionale i fori usuali. Lo stesso vale, per i casi (b) e (c) a livello internazionale, mentre a livello nazionale non vale il foro dell'esecuzione, bensì la Lex Fori.
A livello internazionale il problema può diventare acuto soprattutto per l'azione ordinaria di accertamento negativo. Vi è infatti in tutto ciò un potenziale di abuso da parte del creditore all'estero, che fa spiccare un PE al quale il debitore in Svizzera interpone opposizione. Il creditore (ad. perché non dispone di riconoscimento di debito) non introduce l'istanza di rigetto dell'opposizione, né l'azione in riconoscimento della sua pretesa, ma il PE rimane (ciò nonostante) iscritto e può ledere l'immagine o il credito del debitore. Quest'ultimo, dovendo seguire i fori ordinari (ad es. il domicilio all'estero del convenuto / precettante) è sottoposto appunto a rischio di abuso.