Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/26: Revisione totale della legge federale del 6 ottobre 1989 per la promozione delle attività giovanili extrascolastiche (legge sulle attività giovanili, LAG) · 42 pagine

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Rapporto esplicativo concernente la revisione totale della legge sulle attività giovanili

Compendio

Contesto

La promozione dello sviluppo e dell’autonomia di fanciulli e giovani (promozione dell’infanzia e della gioventù) costituisce un obiettivo centrale della politica svizzera dell’infanzia e della gioventù, che ispirandosi alla Costituzione federale e al diritto internazionale intende proporsi come politica della protezione, del promovimento, del dialogo e della partecipazione.

La politica svizzera dell’infanzia e della gioventù si caratterizza da un lato per la ripartizione federalista delle competenze, dall’altro per l’importante ruolo svolto dalle organizzazioni non governative specialmente a livello di promozione dello sviluppo di bambini e giovani nel quadro delle attività extrascolastiche ad essi destinate. La Confederazione assolve in questo ambito una funzione sussidiaria rispetto sia a Cantoni e Comuni sia alle organizzazioni per l’infanzia e la gioventù come pure ad altre istituzioni private.

Le misure predisposte dalla Confederazione nel settore della promozione dell’infanzia e della gioventù si fondano sulla legge federale del 6 ottobre 1989 per la promozione delle attività giovanili extrascolastiche (legge sulle attività giovanili, LAG). Nell’ambito della LAG la Confederazione sostiene segnatamente le iniziative e le attività di coordinamento delle associazioni mantello e delle organizzazioni giovanili attive a livello nazionale, la formazione dei responsabili giovanili operanti a titolo onorifico o di volontariato e i progetti gestiti autonomamente dalle istituzioni responsabili.

Le attività extrascolastiche si contraddistinguono per la molteplicità delle forme di proposte, servizi, enti e istituzioni su cui esse si basano per creare condizioni quadro favorevoli in cui bambini e giovani hanno l’opportunità di impegnarsi facoltativamente in progetti autonomi esterni alla scuola, assumendosi la responsabilità di sviluppare le proprie facoltà intellettive, emotive e creative e di acquisire competenze chiave. In questo modo, le attività extrascolastiche prestano - come è riconosciuto - un contributo essenziale allo sviluppo di fanciulli e giovani, poiché li aiutano a diventare persone autonome, responsabili di se stesse e verso terzi, integrate nella vita sociale, culturale e politica.

Attraverso la LAG, e avvalendosi del supporto della Sessione federale dei giovani, la Confederazione è riuscita a fornire un contributo decisivo al riconoscimento da parte della politica sociale delle attività extrascolastiche di bambini e giovani, rendendo così possibile la partecipazione attiva delle associazioni giovanili e il congedo giovanile.

Sfide attuali

Dall’emanazione della legge sulle attività extrascolastiche attualmente in vigore sono ormai trascorsi quasi due decenni. I cambiamenti intervenuti nel frattempo in campo sociale ed economico hanno modificato profondamente anche il contesto in cui vengono proposte le attività extrascolastiche destinate ai fanciulli e ai giovani. Si tratta, per riassumerli brevemente, dei cambiamenti nelle strutture sociali e famigliari, della dinamica migratoria, delle nuove tecnologie e delle nuove esigenze con cui si devono confrontare i fanciulli e i giovani di oggi nel contesto scolastico, formativo ed economico. Parallelamente sono state potenziate le attività extrascolastiche, che hanno adeguato le loro proposte alle nuove condizioni sociali. Questo si esplica in particolare nella maggiore professionalità e nell’offerta di forme più flessibili e innovative di attività extrascolastiche al di fuori delle associazioni giovanili classiche. La LAG vigente non è più in grado di rispondere a questi cambiamenti e a queste sfide. Le lacune e le inadeguatezze della legge riguardano in particolare il sostegno fortemente orientato alle associazioni giovanili, le possibilità solo limitate di influenzare i contenuti attraverso gli aiuti finanziari e la mancanza di strumenti di supporto e collaborazione in relazione alle misure di politica dell’infanzia e della gioventù adottate a livello cantonale.

In risposta a diversi interventi parlamentari e richieste da parte di organizzazioni non governative e cerchie di specialisti auspicanti un maggiore impegno della Confederazione nell’ambito della politica dell’infanzia e della gioventù, nell’agosto del 2008 il Consiglio federale ha approvato il rapporto «Strategia per una politica svizzera dell’infanzia e della gioventù». Il rapporto getta le basi per la definizione della futura politica svizzera in materia di infanzia e gioventù. In esso, il Consiglio federale formalizza la propria volontà di potenziare - nell’ambito delle competenze ad essa attribuite dal diritto costituzio-