Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/79: Approvazione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società · 8 pagine

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1 Situazione iniziale

La Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Convenzione di Faro) è stata adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa nel 2005 in occasione del 50° anniversario della Convenzione culturale europea. È concepita come sistema quadro paneuropeo per le politiche sul patrimonio culturale e completa e rafforza gli strumenti del Consiglio d’Europa esistenti nell’ambito del patrimonio culturale. È entrata in vigore il 1° giugno 2011 ed è stata finora ratificata da 17 Stati. Altri sei Stati hanno firmato la Convenzione ma non l’hanno ancora ratificata.

Il Consiglio federale ne incoraggia la ratifica in occasione dell’Anno del patrimonio culturale 2018.

2 Oggetto della consultazione

La Convenzione di Faro parte da un’idea allargata di patrimonio culturale che comprende tutti gli aspetti dell’ambiente derivati dall’interazione fra le persone e i luoghi. In questo modo tiene conto del patrimonio culturale sia materiale sia immateriale e digitale.

La Convenzione intende il patrimonio culturale come risorsa fondamentale per la coesione sociale, il miglioramento dello spazio di vita comune e l’accrescimento della qualità della vita. Chiede di creare un sistema quadro che permetta di porre il patrimonio culturale al centro dell’attenzione sociale e di consentire a un vasto pubblico di accedere liberamente a tale patrimonio e di parteciparvi

democraticamente.

In qualità di convenzione quadro definisce gli obiettivi superiori e identifica campi in cui intervenire. Non contiene disposizioni immediatamente applicabili e non impone misure concrete. Impegna le Parti in maniera generale a riconoscere il contributo del patrimonio culturale per la società e a promuovere la responsabilità condivisa per il patrimonio culturale e la partecipazione del pubblico a quest’ultimo. Per l’applicazione lascia agli Stati aderenti ampio margine d’azione.

In virtù della ripartizione delle competenze in materia di cultura sancita dalla Costituzione, in Svizzera la Convenzione di Faro interessa sia la Confederazione sia i Cantoni, che decidono autonomamente come promuoverne gli obiettivi nella loro politica e nei loro atti normativi. La Convenzione stabilisce esplicitamente che non potrà essere in alcun modo interpretata come avente lo scopo di creare diritti azionabili da singoli individui. La stessa può essere attuata in Svizzera dalla Confederazione e dai Cantoni senza modificare o completare norme di diritto. L’esecuzione può avvenire ricorrendo alle risorse finanziarie e di personale esistenti.

3 Procedura di consultazione

La Convenzione fa riferimento a un ambito la cui sovranità normativa ed esecutiva spetta

principalmente ai Cantoni e che contemporaneamente riguarda compiti in comune. Contiene

disposizioni definite importanti ai sensi dell’articolo 164 capoverso 1 Cost. e sottostà quindi a

referendum facoltativo. Ai sensi dell’articolo 3 capoverso 1 lettera c della legge federale del 18 marzo 2005 sulla procedura di consultazione (LCo; RS 172.061) è stata quindi indetta una procedura di consultazione.

Su incarico del Consiglio federale, l’8 novembre 2017 il Dipartimento federale dell’interno (DFI) ha indetto la procedura di consultazione riguardante la ratifica della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Convenzione di Faro).

Sono stati invitati a esprimere un parere 124 destinatari: i Cantoni, i partiti politici, le associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, le associazioni mantello dell’economia e