Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/79: Approvazione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società · 8 pagine
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4.2 Contenuti importanti dei pareri
4.2.1 Cantoni
Eccetto SZ, tutti gli altri Cantoni ritengono che la Convenzione di Faro sia un’importante complemento alle convenzioni del Consiglio d’Europa in ambito culturale già esistenti e ne sottolineano l’importanza per la promozione della diversità, della partecipazione e della sostenibilità culturali. Sono favorevoli alla comprensione del patrimonio culturale come risorsa per lo sviluppo sostenibile e per la coesione sociale e fanno notare che colmando il divario fra diritti umani e patrimonio culturale la Convenzione permetterebbe di sottrarre quest’ultimo all’appropriazione politica.
Condividono l’opinione del Consiglio federale secondo cui la ratifica non richiederebbe interventi legislativi e apprezzano l’ampio margine d’azione per quanto riguarda l’applicazione. Molti auspicano in particolare impulsi nell’ambito della mediazione e dei programmi scolastici.
Mentre la maggioranza dei Cantoni concorda con il Consiglio federale sul fatto che è possibile
applicare la Convenzione ricorrendo alle procedure e alle risorse esistenti, altri esprimono alcune riserve al riguardo. AR, BS, TG e ZH ribadiscono che l’applicazione non deve comportare un onere aggiuntivo per le risorse dei Cantoni. Il Cantone BS chiede informazioni più approfondite in merito al monitoraggio (art. 15) e alla cooperazione internazionale (art. 17). FR fa notare che per poter
applicare con successo la Convenzione, la Confederazione dovrà fornire prestazioni di coordinamento per la quale dovrà prevedere i mezzi finanziari necessari. ZH esorta la Confederazione a un maggiore impegno nei settori delle norme e degli standard qualitativi.
SZ pur riconoscendo gli obiettivi perseguiti dalla Convenzione ne respinge la ratifica per due ragioni: già oggi la Svizzera garantisce ampiamente questi obiettivi e dall’altro canto lo sviluppo del diritto sovranazionale è imprevedibile.
4.2.2 Partiti politici
I Verdi e il PSS sostengono con enfasi la ratifica della Convenzione di Faro. Il PSS sostiene che in questo modo la Svizzera si dichiarerebbe promotrice della stabilità e di una convivenza pacifica dei popoli. Accentua l’importanza che la Convenzione riveste nella lotta contro la devastazione del
patrimonio culturale nei conflitti armati e contro la limitazione dei diritti culturali e accoglie con favore il maggiore orientamento della politica nazionale in materia di patrimonio culturale ai campi d’azione sociali.
Il PLR, pur sostenendo esplicitamente le attuali strategie di conservazione nell’ambito del patrimonio culturale, è molto critico nei confronti della Convenzione, che non ritiene apporti alcuna utilità evidente. Per l’UDC, secondo cui la Convenzione perseguirebbe lo scopo di realizzare un’uguaglianza culturale, la sua ratifica significherebbe soltanto recepire disposizioni e regolamentazioni internazionali senza un’utilità visibile per la Svizzera, e andrebbe quindi respinta.
4.2.3 Associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna
L’Unione delle città svizzere e la Conferenza delle città in materia culturale sostengono la
Convenzione e accolgono favorevolmente gli sforzi del Consiglio federale per la ratifica. Rinviano inoltre alle richieste del Cantone BS in merito al monitoraggio (art. 15) e alla cooperazione
internazionale (art. 17).
4.2.4 Associazioni mantello dell’economia
L’Unione sindacale svizzera sostiene l’adesione della Svizzera alla Convenzione di Faro, che non solo rafforzerebbe a livello nazionale e internazionale la politica in materia di patrimonio culturale, ma sarebbe anche un segnale della collaborazione multilaterale nel settore. Sottoscrivendola, il nostro