Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/6: Decreto federale concernente un’imposizione particolare dei grandi gruppi di imprese (Attuazione del progetto dell’OCSE e del G20 sull’imposizione dell’economia digitale) · 59 pagine

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Compendio

Il progetto dell’OCSE e del G20 sull’imposizione dell’economia digitale comporta sfide impegnative per la Svizzera. Il Consiglio federale intende considerare questi sviluppi internazionali ed è favorevole all’attuazione delle norme sull’imposizione

minima dei grandi gruppi di imprese, seppure la Svizzera non vi sia tenuta né giuridicamente, né politicamente. Grazie a un’attuazione lungimirante intende preser-

vare la competitività della Svizzera e creare le condizioni necessarie per conservare i posti di lavoro e le entrate fiscali in Svizzera. L’attuazione sarà realizzata con la

minor incidenza possibile. Le PMI non saranno colpite dalle nuove norme e il fe-

deralismo fiscale sarà preservato.

Situazione iniziale

Negli ultimi decenni, la politica economica della Svizzera è stata estremamente efficace e ha permesso al Paese di raggiungere un elevato benessere. La competitività delle condizioni quadro fiscali vi ha contribuito in misura sostanziale. Inoltre, in Svizzera si sono insediate molte imprese operanti a livello internazionale. Queste hanno creato tanti posti di lavoro sia direttamente, sia indirettamente presso le loro aziende fornitrici. Tali imprese contribuiscono inoltre considerevolmente al gettito dell’imposta sull’utile di Confederazione, Cantoni e Comuni nonché ai tributi alle assicurazioni sociali.

Alla luce dell’intensa concorrenza tra le piazze economiche internazionali, la Svizzera riscontra sistematicamente la necessità di riforme che le consentano di preservare la propria competitività. A tale proposito, in ambito fiscale il Parlamento ha da poco approvato la legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA), entrata in vigore nel 2020. Con questa riforma, la Svizzera ha abolito le regolamentazioni fiscali speciali per le holding e le altre società che non erano più accettate a livello internazionale. In compenso, molti Cantoni hanno ridotto le loro aliquote dell’imposta sull’utile. Ciò ha consentito di tutelare gli interessi economici e fiscali della Svizzera.

Secondo il Consiglio federale, i più recenti sviluppi a livello dell’OCSE e del G20 richiedono tuttavia un’ulteriore evoluzione del diritto svizzero in materia d’imposizione delle imprese. Il cosiddetto progetto dell’OCSE e del G20 sull’imposizione dell’economia digitale si articola in due pilastri:

il primo pilastro permetterà agli Stati di commercializzazione di tassare una quota maggiore dell’utile dei grandi gruppi di imprese;

il secondo pilastro introdurrà un’imposizione minima per i grandi gruppi di imprese.

A livello dell’OCSE, i lavori relativi al secondo pilastro sono a buon punto e la loro attuazione da parte di numerosi Paesi è imminente. Il nostro Paese non può impedire che in futuro determinati gruppi di imprese operanti in Svizzera siano soggetti a una maggiore pressione fiscale. Può tuttavia tutelare i propri interessi introducendo nuove norme nel diritto nazionale, sebbene non sussista alcun obbligo giuridico o politico in tal senso.