Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/15: Modifica della legge federale sul materiale bellico (LMG) · 13 pagine
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Le organizzazioni della società civile, gran parte delle quali facenti parte del comitato d’iniziativa, respingono categoricamente l’introduzione di una facoltà di deroga nella LMB.
L’Associazione degli osservatori politici (Politbeobachter), Caritas, il Consiglio Svizzero per la pace (CSP), la Croce Rossa, Donne per la pace Svizzera, Donne di pace nel mondo (PWAG), il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), Helvetas, Medici per una responsabilità sociale/per la prevenzione della guerra nucleare (PSR/IPPNW) e
l’Organizzazione femminista per la pace (FRIEDA) respingono la modifica della LMB proposta dalla mozione 23.3585. Gli argomenti avanzati sono:
- la non inclusione della facoltà di deroga proposta dal Consiglio federale nel
controprogetto all’iniziativa correttiva era una condizione imperativa per il suo ritiro;
- l’opposizione a qualsiasi allentamento delle condizioni di esportazione di materiale bellico;
- la mancanza di criteri chiari per determinare quando una deroga può essere applicata o meno, che lascia un margine d’interpretazione eccessivo al Consiglio federale e mina così la democratizzazione dei criteri di autorizzazione ottenuta inserendo questi ultimi nella legge con l’attuazione dell’iniziativa correttiva;
- il rischio di allentamento dei criteri di esportazione per considerazioni puramente economiche dell’industria d’armamento svizzera, a scapito di considerazioni legate ai diritti umani e alla dignità umana;
- l’assenza di garanzie sufficienti per impedire violazioni del diritto internazionale umanitario;
- il contrasto della facoltà di deroga con la tradizione umanitaria della Svizzera, che è inoltre lo Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra.
Nella sua presa di posizione, il GSsE annuncia che lancerà un referendum se il progetto di introdurre una facoltà di deroga nella LMB sarà accettato dal Parlamento.
Infine, anche l’Unione Sindacale Svizzera (USS) respinge la modifica proposta della LMB, nonostante riconosca che per certi settori dell’industria d’armamento l'impossibilità di portare avanti le relazioni commerciali esistenti a causa di nuovi conflitti possa rappresentare un ostacolo agli affari e avere effetti negativi anche per i posti di lavori dei settori interessati. Il sindacato ritiene che non vi sia alcuna urgenza di introdurre una simile facoltà di deroga perché gran parte delle esportazioni di materiale bellico è destinata a Paesi occidentali democratici che, in un passato recente, sono raramente stati implicati in nuovi conflitti. Al posto di un nuovo articolo 22b formulato in maniera troppo vaga, secondo l’USS converrebbe adottare una regolamentazione che precisi quando e a quali condizioni del materiale bellico possa essere ancora essere fornito a uno Stato partner se quest’ultimo entra in un conflitto.