Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/108: Revisione dell’ordinanza sulla promozione dell’energia (indennità di gestione per gli impianti RIC nella commercializzazione diretta) · 7 pagine
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Riferimento: BFE-011.0-18/2/5/2
progetto. I Cantoni GL e OW nonché l’AICA, l’ACS, l’associazione dei datori di lavoro, la SWKI e l’USPI rinunciano a presentare un parere. Diversi partecipanti alla consultazione, tra cui ad esempio Alpiq, Flecopower, Regiogrid, VESE e Ökostromschweiz, rifiutano la revisione nella forma proposta.
2.1. Indennità di gestione / articolo 26
Quota fissa dell’indennità di gestione
Nessun partecipante alla consultazione ha contestato il fatto di mantenere la quota fissa dell’indennità di gestione. Alcuni partecipanti (ad es. EKZ, Energie Uri, Romande Energie) hanno però chiesto di aumentarla, in particolare se ad esempio venisse definitivamente abolita la quota variabile.
Quota variabile dell’indennità di gestione versata agli impianti fotovoltaici
Nella maggior parte dei pareri pervenuti non viene contestata la componente variabile dell’indennità di gestione versata al fotovoltaico. Solo il Cantone NW chiede di valutare l’eventualità di sopprimerla. Singoli partecipanti (ad es. scienceindustries) ritengono corretto prevedere una quota variabile solo per il fotovoltaico. Secondo alcuni altri invece questa componente rappresenta un finanziamento occulto degli impianti fotovoltaici (ad es. Axpo, CKW) o una discriminazione nei confronti dell’idroelettrico e dell’eolico (ad esempio hydrosuisse). Nei pareri in cui ci si esprime in merito alla quota variabile versata al fotovoltaico l’accento è posto in primo luogo sulla sua entità (ad es. Alpiq, Axpo, BWK, Flecopower, aeesuisse ecc.)
Quota variabile dell’indennità di gestione versata alle altre tecnologie
La maggior parte dei partecipanti alla consultazione (ad es. i Cantoni AG, BS e TI nonché Alpiq, ewz, EKZ, Energie Uri, EnBAG, swissolar, hydrosuisse, Romande Energie) non è d’accordo con l’abolizione della quota variabile dell’indennità di gestione versata ad alcune o a tutte le tecnologie seguenti: biomassa, impianti di incenerimento dei rifiuti, idroelettrico ed eolico. Essi chiedono una quota variabile dell’indennità di gestione da destinare ad altre o a tutte le tecnologie incluse nel sistema RIC. Numerosi partecipanti propongono come base di calcolo i valori di riferimento del 2023 (per la quota variabile: ewz, Flecopower, AES, Suisse Eole, primeo, regioGrid, Romande Energie, VESE, Ökostromschweiz; per la quota fissa: aeesuisse, ADEV, NWA). Allo stesso tempo, però, diversi partecipanti osservano che i valori empirici storici non possono essere estrapolati nel futuro, dato che riflettono un comportamento ormai superato e non sono adeguati ai mutati incentivi del nuovo modello di prezzo unico (tra cui Axpo, EKZ, Flecopower, AES, Suisse Eole, CKW, aeesuisse, GroupeE, hydrosuisse, primeo, Romande Energie, ADEV, VESE, Ökostromschweiz, SWG, hydrosuisse).
Diversi partecipanti osservano che gli impianti non controllabili non possono essere utilizzati in modo mirato durante i periodi in cui i prezzi sono elevati. Di conseguenza provocano scostamenti di sistema e costi per l’energia di compensazione sproporzionati (ad es. Flecopower, VESE, Ökostromschweiz, aeeuisse, ADEV). Ciò comporterebbe il rischio di ulteriori costi per singoli impianti o addirittura di mettere a repentaglio il principio secondo cui ogni singolo impianto ha diritto a un sostegno finanziario adeguato (ad es. BKW).
Si teme che con l’eliminazione della quota variabile non venga (più) coperto in misura sufficiente il rischio sostenuto dal fornitore di servizi e che il modello d’affari di quest’ultimo diventi poco interessante. Ciò metterebbe a rischio l’idoneità al mercato degli impianti RIC e svantaggerebbe gli attori comunali e regionali rispetto ai grandi fornitori con ampi portafogli (ad es. SWG). Da più parti è stata espressa la preoccupazione che un’indennità di gestione troppo bassa possa disincentivare in futuro i commercianti diretti a rinnovare o prolungare i contratti per gli impianti RIC o ad accettare simili impianti. Molti partecipanti ritengono che ciò rappresenti una violazione delle norme della buona fede e temono pertanto di perdere la copertura dei costi promessa inizialmente e con essa la protezione dei diritti acquisiti. Di conseguenza non sarebbe più garantito nemmeno il tasso di rimunerazione RIC originario (ad es. Axpo, SSH, CKW, SWG).
4/7 BFE-D-72253501/576