Diagnostica preimpianto
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- Zeitschrift
- Pareri (CNE)
- Band
- 10/2005
- Sprache
- Italienisch
Parere n. 10/2005 Berna, dicembre 2005
Il parere 10/2005 è stato approvato dalla Commissione il 3 novembre 2005.
Editore: Commissione nazionale d'etica per la medicina CNE
Direzione della produzione: Georg Amstutz, segretario scientifico CNE
Collaborazione redazionale: Lic. phil. nat. Markus Christen, Atelier Pantaris, Bienne
Traduzione: Renato Cettuzzi, Massagno
Amministrazione: Csongor Kozma, segretario CNE
Grafica e layout: Sandra Bongard, Nidau
Stampa: Witschi & Co. Nidau
Contatto: Segreteria NEK-CNE, c/o UFSP, 3003 Berna
www.nek-cne.ch
Il rapporto è stato pubblicato in tedesco e francese in versione integrale e in italiano e inglese in versione ridotta.
© 2005 Commissione nazionale d'etica, Berna
Riproduzione consentita con indicazione della fonte.
Un particolare ringraziamento per il lavoro redazionale va al gruppo di lavoro NEK-CNE «Diagnosi prima della gravidanza«. Il gruppo era composto dai seguenti membri della Commissione: Dr.ssa Judit Pók (Zurigo), Prof.ssa Sabina Gallati (Berna), Prof. Christoph Rehmann-Sutter (Basilea).
La CNE ringrazia anche lic. theol., dipl. biol. Sybille Ackermann (Friburgo) e Dr. Andrea Arz de Falco (Berna) per la collaborazione alla parte etica.
— S. 4 —Prefazione
Per le coppie che corrono il rischio di avere un bambino con una malattia genetica, nel corso degli ultimi quindici anni sono stati messi a punto nuovi metodi di diagnosi prenatale. Si tratta di metodi ai quali è possibile ricorrere anche prima dell'inizio di una gravidanza, pertanto sono detti "diagnosi preimpianto". In Svizzera uno di questi metodi è stato proibito dalla legge sulla medicina della procreazione, in vigore dal 1° gennaio 2001. Questa legge, infatti, vieta il prelievo di singole cellule dall'embrione al fine di esaminarle (embriobiopsia). Un diverso metodo si applica all'ovulo, che nella sua genesi forma due cosiddetti corpi polari (diagnostica dei corpi polari). Tale metodo non è contemplato dalla legislazione svizzera. Si è quindi venuta a creare una situazione in cui è permesso ricorrere ad uno dei metodi di diagnosi prenatale durante la gravidanza e, in caso di esito positivo, scegliere di abortire, mentre è vietato utilizzare la medesima tecnica diagnostica applicandola all'embrione precoce prima dell'impianto in utero, e quindi prima della gravidanza.
La Commissione nazionale d'etica per la medicina ha formulato un parere dettagliato su questa problematica. Con voto di maggioranza la Commissione raccomanda di rivedere il divieto contenuto nella legge sulla medicina della procreazione e di sostituirlo con una regolamentazione più specifica. Tale normativa dovrebbe limitare l'utilizzo della diagnosi preimpianto a indicazioni relative a malattie, mentre il divieto dovrebbe applicarsi al di fuori di tali indicazioni.
Il parere riconosce e prende in esame i rischi sociali di questa nuova possibilità diagnostica, spesso determinanti dal divieto introdotto nella legge. Dopo un'approfondita discussione la Commissione ha ritenuto a maggioranza che sia possibile limitare questi rischi anche attraverso una regolamentazione delle indicazioni. In base alla sua valutazione non ci sono motivi preponderanti per proibire senza alcuna eccezione il ricorso a questo tipo di diagnosi prima della gravidanza. La minoranza è invece giunta alla conclusione che il divieto è giustificato e non dovrebbe essere rivisto. Questo parere riporta fedelmente gli argomenti avanzati da entrambe le posizioni.
La Commissione è consapevole del fatto che, nel prossimo futuro, la diagnosi preimpianto è destinata ad essere oggetto di un vivace dibattito. Con questo parere la Commissione intende dare un contributo alla discussione presentando gli argomenti più importanti, ed auspica che legislatore possa giungere, sul piano sociale, politico e legale, a una soluzione convincente, che scongiuri il rischio dell'eugenetica e protegga la società da discriminazioni genetiche, ma che possa anche tener conto dei desideri delle persone coinvolte.
Christoph Rehmann-Sutter
novembre 2005
— S. 5 —Sommario
Prefazione3Riassunto del parere5Capitolo I: Basi scientifiche771.1 Terminologia
71.2 Ambito scientifico
71.2.1 Fecondazione in vitro
91.2.2 Diagnosi prenatale
111.2.3 Tecniche di conservazione
111.3 Obiettivi della PID
151.4 Metodi della PID
151.4.1 Diagnostica dei corpi polari
161.4.2 Embriobiopsia
171.4.3 Metodi diagnostici
191.4.4 Svolgimento di un esame PID
201.5 Rischi della PID ed esperienze vissute Capitolo II: Lo stato dell'arte della discussione etica2323 2.1 Il problema etico fondamentale 24 2.2 Gli orientamenti principali della discussione etica 24 2.2.1 Valore e protezione della vita 26 2.2.2 Autonomia riproduttiva 27 2.2.3 Aspetti etico-sociali 29 2.3 La PID nel contesto internazionale 33 2.4 La PID in Svizzera Capitolo III: Considerazioni della NEK-CNE39393.1 Al centro delle discussioni vi sono le malattie
ereditarie gravi
403.2 Discussione delle obiezioni fondamentali
403.2.1 I motivi del divieto della PID in Svizzera
423.2.2 Condizioni sociali dell’autonomia
433.2.3 Selezione
433.2.4 Pericolo della diffusione
443.2.5 Rischi dell’IVF per la donna e il bambino
45 3.3 Panoramica delle possibili indicazioni 45 3.4 I genitori quali portatori di malattie ereditarie diagnosticabili 46 3.5 IVF in caso sterilità come indicazione per la PID 47 3.6 Selezione a scopo terapeutico a vantaggio di terzi 49 3.7 Diagnosi dei corpi polari 49 3.8 Questioni di delimitazione Capitolo IV: Raccomandazioni della NEK-CNE51Imembri della NEK-CNE54