Rapporto sui risultati

Consultazione 2000/30: Legge sulla radiotelevisione (LRTV) · 62 pagine

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Sintesi

In generale

Ampi consensi per l'orientamento della revisione, molteplici critiche in merito alla realizzazione degli obiettivi prevista nel testo dell'avamprogetto. Questo in sintesi il risultato della consultazione sull'avamprogetto della nuova legge sulla radiotelevisione (LRTV). I settori più controversi sono la regolamentazione della pubblicità, la posizione e le attività della SSR, la ripartizione dei proventi del canone e l'organizzazione delle autorità. La maggior parte dei partecipanti alla consultazione ritiene tuttavia che l'avamprogetto costituisca una base idonea per la revisione della LRTV.

Nell'ambito della consultazione si sono espressi 200 tra partiti, Cantoni, associazioni, organizzazioni e singoli.1 L'orientamento dell'avamprogetto – un servizio pubblico forte concentrato sulla SSR e maggior libertà d'azione per le emittenti radiotelevisive private – suscita ampi consensi. Condividono l'idea di base di un sistema binario la maggior parte dei partiti e dei Cantoni e numerose associazioni. Una critica di fondo è invece stata mossa prevalentemente dalla Svizzera romanda e dalla Svizzera italiana, dove si teme la scomparsa dei mezzi di radiodiffusione locali e quindi uno smantellamento del servizio pubblico nelle regioni minoritarie. La maggior parte dei pareri contesta non tanto gli obiettivi concettuali del testo della legge quanto piuttosto l'attuazione concreta in determinati settori.

Pubblicità e sponsorizzazione

La regolamentazione della pubblicità e della sponsorizzazione proposta nell'avamprogetto è invero accolta favorevolmente da singoli Cantoni e organizzazioni, ma la maggior parte dei pareri espressi chiede una liberalizzazione più accentuata per le emittenti radiotelevisive private. Una parte di questi pareri – tra cui quelli del PLR, dell'UDC, di singoli Cantoni e delle associazioni delle radio private svizzere VSP e RRR – esige l'applicazione sistematica delle disposizioni minime europee e dunque soprattutto l'abolizione dei divieti di pubblicità per le bevande alcoliche e di propaganda politica e religiosa. Altri, come il PPD, gli editori, i pubblicitari e l’Associazione delle radio locali PRS, chiedono ulteriori allentamenti, analogamente alla regolamentazione della stampa per programmi radiofonici o programmi televisivi trasmessi via cavo non soggetti alla Convenzione europea. In generale, raccomandano di mantenere il divieto di pubblicità per le bevande alcoliche tra l'altro il PPD, il PEV, alcuni Cantoni, organizzazioni di consumatori e organizzazioni sindacali, mentre altri chiedono la liberazione completa o parziale della pubblicità sull'alcool (tra cui PLR, UDC, associazioni di emittenti radiotelevisive, pubblicitari, editori, associazioni sportive). In modo altrettanto controverso è giudicata la regolamentazione della propaganda politica: si schierano a favore del divieto proposto tra gli altri il PPD e il PS, alcuni Cantoni e varie associazioni, mentre vogliono una liberazione della propaganda politica il PLR, l'UDC, le associazioni delle emittenti, i pubblicitari e altre organizzazioni.

1 Il testo completo dei pareri può essere consultato all'indirizzo http://www.bakom.ch/it/aktuell/revision_rtvg/vernehmlassung/stellungnahmen/index.html.