Rapporto sui risultati
Consultazione 2002/23: Revisione totale dell'ordinanza sul tabacco · 41 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 18Fedlex · Rapporto sui risultati
Dipartimento federale dell’interno Compendio dei risultati della procedura di consultazione
Revisione totale dell’ordinanza sul tabacco
JTI chiede che la nuova ordinanza autorizzi come additivi estratti del tabacco, vino, acquavite e liquori.
BAT rileva che alcune sostanze additive (aromatizzanti e adesive) sono state escluse dalla lista probabilmente senza intenzione, sebbene tuttora legalmente utilizzate: occorre dunque che queste vengano nuovamente reintegrate nell’elenco.
Sostanze da autorizzare
JU, BAT e JTI auspicano che l’UFSP, dietro richiesta e sulla base di nuove conoscenze scientifiche, autorizzi l’aggiunta di altre sostanze o possa innalzarne le percentuali di massa massime. CIPRET FR chiede che, al momento di autorizzare nuovi additivi, l’UFSP informi i consumatori circa il rischio ad essi connesso.
BAT e PM chiedono che all’UFSP venga assegnata la competenza di ammettere valori limite più alti, nel caso in cui l’aggiunta di una maggiore quantità di un certo additivo risultasse avere un effetto positivo sulla salute.
Art. 6 Opacizzazione di sigari
Commenti non pervenuti.
Art. 7 Sigarette: tenore massimo di catrame, nicotina e monossido di carbonio
7 Cantoni (AI, FR, GR, SG, VS, ZG, ZH), 2 organizzazioni intercantonali (AMCS, UCS), CFQD, il PS, 2 organizzazioni di tutela dei consumatori (FRC, SKS) e ASSM accolgono con favore la fissazione di contenuti massimi di catrame, nicotina e monossido di carbonio nelle sigarette. Anche BAT, CISC e PM accettano i valori massimi proposti per la Svizzera; BAT non è tuttavia pronta ad una loro ulteriore riduzione. JU è contrario alla fissazione di valori limite. L’UDC attira anch’essa l’attenzione sul fatto che le sigarette con valori limite più bassi non sono necessariamente meno nocive. BAT critica che la fissazione dei valori massimi non sia scientificamente fondata: gli studi effettuati non sono stati in grado di provare che la riduzione dei valori limite di sostanze nocive procuri un vantaggio per la salute pubblica.
Il PES, 6 organizzazioni del settore sanitario (AT, CIPRET VD, FSC, GFS, LLLU, VSFNE), SKS e FSAG indicano che i metodi di misurazione impiegati per determinare i valori limite non tengono correttamente conto del comportamento individuale in fatto di fumo. Secondo 2 organizzazioni del settore sanitario (LLLU, LSC) i valori massimi fissati si prestano solo in parte all’effettuazione di controlli statali sui prodotti del tabacco, dal momento che la loro nocività resta uguale. ZG critica il valore limite troppo alto fissato per la nicotina: valori come questo vengono già oggi ampiamente osservati. Concordano sulla cosa anche IMSP e SSSP, i quali chiedono in aggiunta la misurazione della nitrosammina, una sostanza cancerogena, della nicotina libera, che è responsabile del cosiddetto «kick nicotinico», e dell’ammoniaca, che induce assuefazione. VS chiede che sia soggetta a dichiarazione anche la nicotina libera.
EKTP e IMSP auspicano una formulazione circostanziata delle indicazioni relative al tenore massimo delle sostanze: ad essere al centro dell’interesse non è, infatti, la sigaretta in sé, bensì il fumo delle sigarette.