Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/72: Ordinanza del 23 novembre 2005 sulla qualità del latte (OQL) Ordinanza del 23 novembre 2005 concernente l'igiene nella produzione lattiera (OIgPL) · 2 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 1Fedlex · Rapporto esplicativo
Ordinanza del 23 novembre 2005 concernente la qualità del latte (OQL; RS 916.351.0)
Ordinanza del DFE del 23 novembre 2005 concernente l’igiene nella produzione lattiera (OIgPL; RS 916.351.021.1)
Note esplicative
Art. 14 OQL e art. 8 OIgPL
Con l’introduzione generalizzata, nel 1997, della determinazione del carico di germi tramite il
conteggio ottico mediante fluorescenza, si è deciso di indicare i valori misurati direttamente in numero di impulsi. In quell’occasione si era volontariamente rinunciato alla conversione in unità formanti colonie (CFU / KBE (d)). Lo sviluppo tecnico degli apparecchi d’analisi e l’ingresso sul mercato di diversi fabbricanti di apparecchi a cui si è assistito negli ultimi anni hanno indotto a rivedere
completamente il sistema di comunicazione dei valori d’impulso. In accordo con i settori della
produzione e della trasformazione del latte, si propone di indicare il carico di germi direttamente in eq. CFU (eq. = equivalente (i) / equivalent (e) / gleichwertig (d)) per i seguenti motivi:
• i valori misurati sono direttamente legati all’apparecchio d’analisi utilizzato, vale a dire che il numero di impulsi dipende dall’apparecchio. Finora vi era un unico fabbricante i cui
apparecchi permettevano di determinare con sufficiente precisione il carico di germi tramite il conteggio ottico mediante fluorescenza. Oggi esistono altri apparecchi che funzionano
secondo lo stesso principio. Limitarsi alla misurazione degli impulsi equivarrebbe a conferire a quest’azienda una posizione di monopolio. Inoltre significherebbe che ad ogni modifica degli apparecchi dovrebbero essere definiti nuovi valori limite. Un regolare adeguamento dei valori limite sarebbe difficile da comunicare e comprometterebbe la credibilità del controllo di qualità.
• Le organizzazioni e le imprese utilizzano già apparecchi prodotti da diversi fabbricanti. I produttori di latte ricevono quindi da diversi laboratori di prova i dati concernenti il carico di germi. Poiché i diversi valori relativi al carico di germi non sono direttamente confrontabili, è necessario convertirli in un’unità di misura unica standardizzata.
• La Svizzera e la Norvegia erano finora i soli Paesi in Europa a comunicare direttamente i valori in impulsi rinunciando a convertirli in CFU. Questa regolamentazione speciale
consentiva di ovviare all’incertezza inevitabilmente legata alla conversione in ambito
batteriologico. Il previsto passaggio alla comunicazione in eq. CFU si basa sui risultati di un esperimento parallelo sistematico effettuato nel 2006 sotto la direzione della Stazione federale di ricerche Agroscope Liebefeld-Posieux (ALP). In base ai dati ottenuti, la sicurezza dei risultati è sufficientemente garantita e scientificamente fondata.
I nuovi valori limite scelti di 80 000 e 300 000 eq. CFU/ml sono paragonabili a quelli finora in vigore (200 000 e 1 000 000 impulsi/ml). Il valore limite inferiore corrisponde a 236 000 impulsi/ml ed è quindi un po’ meno severo di quello precedente. Negli ultimi sei anni è stato contestato in media l’1,49% dei campioni. Se il valore limite proposto ora fosse già stato in vigore negli ultimi anni, le contestazioni avrebbero riguardato l’1,27% dei campioni. Il valore limite superiore corrisponde a 922 000 impulsi/ml e costituisce un’esigenza leggermente più severa.
Art. 10 OIgPL
La consegna di colostro destinato al consumo era finora soggetta a un divieto generale. In seguito al raggiungimento dell’equivalenza delle basi giuridiche, l’introduzione del colostro nel diritto europeo sull’igiene1 implica che esso sia autorizzato come derrata alimentare anche in Svizzera. Le seguenti definizioni dovranno essere riprese nell’articolo 66bis dell’ordinanza del DFI del 23 novembre 2005
1 Regolamenti (CE) n. 1662/2006, 1663/2006 e 1664/2006
Pagina 1/2