Rapporto sui risultati
Consultazione 2009/4: Legge federale sui diritti politici (Ritiro condizionato di un'iniziativa popolare) · 4 pagine
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I partecipanti favorevoli ritengono che la soluzione proposta comporti vantaggi per tutti gli enti coinvolti ‒ ossia per il comitato d’iniziativa, per il Parlamento e per gli aventi diritto di voto ‒ poiché consentirebbe di evitare che un’iniziativa popolare sia mantenuta per precauzione, senza nel contempo spingere gli oppositori a lanciare a loro volta il referendum per
precauzione.
I seguenti partecipanti alla consultazione sono contrari alla proposta:
Governi cantonali:
SZ, BS, AR, AI, NE, JU
Partiti politici:
PLR, UDC
Associazioni:
Economiesuisse, Centre Patronal, Fédération des Entreprises Romandes
Gli oppositori sono del parere che non è opportuno legiferare sotto pressione su un caso specifico. Secondo loro, l’oggetto si focalizza eccessivamente sull’iniziativa popolare «Acqua viva» (AI, NE, JU, PLR, economiesuisse, Fédération des Entreprises Romandes).
Un ulteriore argomento è che il problema si porrebbe anche per i controprogetti diretti. Anche in tal caso, infatti, gli autori dell’iniziativa non possono sapere in anticipo se il controprogetto sarà accettato in votazione popolare (AI, NE, Fédération des Entreprises Romandes).
Viene inoltre fatto rilevare che i diritti popolari devono essere disciplinati nel modo più
trasparente e semplice possibile, rinunciando a inutili complicazioni (SZ, AR, NE, PLR, UDC, economiesuisse, Centre Patronal).
Il Cantone di Neuchâtel è altresì contrariato per il fatto che il rapporto relativo al progetto preliminare faccia riferimento a una mancata disponibilità al rischio degli attori politici. Un referendum non costituisce un rischio, bensì un diritto democratico. Anche il PLR puntualizza che gli autori dell’iniziativa devono assumersi la responsabilità della loro iniziativa e che devono essere in grado di valutare essi stessi le possibilità e i rischi di un ritiro.
Alcuni partecipanti dubitano inoltre che, in caso di mancata accettazione di un controprogetto indiretto in votazione popolare, l’iniziativa popolare abbia una chance di essere accolta (SZ, UDC).
Il Cantone di Basilea Città ritiene che il problema non si porrebbe se l’Assemblea federale pubblicasse immediatamente i controprogetti indiretti, che soggiacerebbero a referendum. Il rischio che in votazione popolare venga poi accettata un’iniziativa popolare che priverebbe il controprogetto della base costituzionale sarebbe minimo.