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Consultazione 2010/28: Messaggio sul finanziamento della cultura negli anni 2012-2015 (messaggio sulla cultura) · 92 pagine
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zioni nazionali, ossia attive in almeno due regioni linguistiche e che reclutano i loro membri in numero adeguato in almeno due regioni linguistiche.
Inoltre, a prescindere dall'esigenza dell'attività nazionale, per l’efficacia della politica di sovvenzionamento dell’UFC è decisivo che le organizzazioni sostenute siano rappresentative, ossia che sfruttino il potenziale dei membri e godano di un’elevata legittimità nella disciplina specifica. Occorre poi operare una distinzione più netta di quella operata finora tra due categorie di beneficiari di sussidi: le organizzazioni degli operatori culturali professionisti e le organizzazioni dei dilettanti culturalmente attivi. Le prime sono associazioni di categoria con un numero di membri tendenzialmente più modesto e con elevate spese di consulenza, le seconde dispongono di solito, grazie al cospicuo numero di membri, di risorse finanziarie più consistenti. Negli ultimi 15 anni, il numero dei beneficiari è costantemente diminuito: nel 1996 erano 50 organizzazioni, nel 2010 solo 32.
Da una valutazione della politica di sovvenzionamento dell'UFC attuata finora sono emersi diversi deficit. La cerchia dei beneficiari si è sviluppata con il passare del tempo ed è priva di una coerenza politico-culturale. In misura limitata, ciò vale anche per la chiave di ripartizione del credito tra le sette discipline e per le tre categorie di beneficiari (associazioni di categoria, organizzazioni di dilettanti, associazioni mantello). Inoltre l'erogazione degli aiuti finanziari annui non consente una politica di promozione sostenibile, perché impedisce accordi sugli obiettivi con scadenze ragionevoli e non garantisce alle organizzazioni una certezza pianificatoria. Infine, la politica di sovvenzionamento finora attuata è caratterizzata da parallelismi, dato che le associazioni mantello riuniscono organizzazioni di professionisti e di dilettanti, spesso già finanziate dall’UFC.
Obiettivi
Dalle sfide appena illlustrate scaturiscono i seguenti obiettivi per il periodo 2012- 2015:
– evitare parallelismi: escludere il doppio finanziamento delle associazioni mantello e delle organizzazioni che le compongono.
– Ridefinire i beneficiari di sussidi e la chiave di ripartizione degli aiuti finanziari: occorre verificare e ristabilire la cerchia attuale dei beneficiari di sussidi e la chiave di ripartizione degli aiuti finanziari tra le diverse discipline culturali e tra le organizzazioni degli operatori culturali professionisti e le organizzazioni dei dilettanti culturalmente attivi. Inoltre, la politica di promozione culturale dell'UFC dovrebbe contribuire a rafforzare le discipline culturali strutturalmente deboli, come la danza.
– Categorizzare le organizzazioni culturali: per quanto riguarda le prestazioni fornite occorrerà in futuro distinguere tra le organizzazioni degli operatori culturali professionisti e le organizzazioni di dilettanti culturalmente attivi.
– Migliorare la collaborazione a medio termine: occorre rinunciare al sistema attuale degli aiuti finanziari annui. In futuro le organizzazioni culturali otterrano promesse di finanziamento pluriennali vincolanti che consentiranno loro di concordare obiettivi a medio termine con la Confederazione.