Rapporto esplicativo
Consultazione 2011/119: Rapporto del Consiglio federale sulla strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ · 80 pagine
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Rapporto del Consiglio federale
sulla strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+
Futuro del sistema dell'obbligo di prestare servizio
La questione del sistema dell'obbligo di prestare servizio (servizio militare e servizio di protezione obbligatori) dovrà essere trattata separatamente, al di fuori delle due organizzazioni di progetto concernenti la protezione della popolazione e la protezione civile. Occorrerà incaricare un gruppo di studio di esaminare se e in quale modo sia possibile soddisfare le seguenti esigenze:
a) il servizio di protezione obbligatorio, sinora prestato esclusivamente nella protezione civile, dovrebbe poter essere prestato anche in seno a un’altra organizzazione partner della protezione della popolazione (per es. nei corpi pompieri, nel settore sanitario) oppure in organizzazioni non governative riconosciute a livello cantonale come partner della protezione della popolazione (per es. Croce Rossa, samaritani, Redog) o in un’altra istituzione sociale.
b) I militi della protezione civile (e delle altre organizzazioni menzionate al capoverso precedente, presso le quali in futuro potrebbe essere possibile prestare il servizio di protezione) non dovrebbero essere reclutati esclusivamente tra le persone soggette all’obbligo di prestare servizio inabili al servizio militare, ma anche (in numero limitato) tra le persone abili a tale servizio. In occasione del reclutamento dovrà rimanere prioritario l’esercito e non vi sarà libertà di scelta. Occorrerà però valutare se e in che modo si può rendere più permeabile e flessibile il sistema dell’obbligo di prestare servizio (per es. mediante un’idoneità differenziata). Il gruppo di studio dovrà elaborare diverse opzioni al riguardo.
c) In questo contesto, si esaminerà se e in che modo il servizio civile sia integrabile in una gamma di forme in cui è possibile adempiere l'obbligo di prestare servizio di protezione – nell’ambito della protezione della popolazione – più ampia di quella attuale, limitata alla protezione civile. L’onere dovrebbe corrispondere almeno a quello del servizio militare. A priori, nell’ambito dell’obbligo di prestare servizio di protezione non andrebbe escluso un onere differenziato, a seconda che si tratti di un’attribuzione ordinaria o che vengano invocati motivi di coscienza che si oppongono al servizio militare.
d) Tutti i militi del sistema integrato di protezione della popolazione dovranno essere equamente indennizzati per i loro interventi. In tale contesto bisognerebbe valutare se estendere il diritto alle indennità di perdita di guadagno anche al personale di milizia e ai volontari del sistema integrato della protezione della popolazione e se ciò richiederebbe uno scostamento dall’organizzazione federalista nonché chiarire quali costi ne conseguirebbero in materia di indennità di perdita di guadagno e in che misura si dovrebbero di conseguenza aumentare i contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori. Inoltre, occorrerà elaborare possibilità per parificare il servizio in ambiti civili e il servizio militare (per es. giorni di servizio, indennità, sistema di incentivi).