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Consultazione 2012/109: Disposizioni d'esecuzione relative alla Politica agricola 2014-2017 · 378 pagine

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Indagine conoscitiva Ordinanza sui pagamenti diretti

Lo stato iniziale viene descritto.

2.2 Definizione degli obiettivi

Devono essere definiti gli obiettivi in vista della promozione della diversità della flora e della fauna. Questi si basano sugli inventari nazionali, regionali o locali pubblicati, su basi scientifiche, su scopi prefissati o linee direttive. Tengono conto del potenziale di sviluppo specifico per la flora e la fauna della regione designata.

Negli obiettivi devono figurare le seguenti indicazioni:

a. occorre definire le specie bersaglio e le specie faro. Le specie bersaglio sono specie minacciate per le quali la regione scelta per il progetto ha una particolare responsabilità. Le specie faro sono o erano specie caratteristiche per la regione scelta per il progetto. Se nel comprensorio crescono specie bersaglio, queste ultime vanno considerate. La scelta e la presenza effettiva e potenziale delle specie bersaglio e delle specie faro deve essere verificata mediante ispezioni;

b. occorre definire obiettivi d’efficacia. Questi ultimi informano sull’effetto desiderato riguardo alle specie bersaglio e alle specie faro prescelte. Il progetto deve permettere di conservare o favorire le specie bersaglio e le specie faro;

c. occorre definire obiettivi d’attuazione quantitativi. Devono essere fissati il tipo di superficie per la promozione della biodiversità da promuovere, la sua quantità minima e la sua ubicazione. Nella regione di pianura e nelle zone di montagna I e II deve essere perseguito, per zona, per il primo periodo di interconnessione di 8 anni un valore di almeno il 5 per cento della SAU quale SPB ecologicamente pregiata. Per gli altri periodi di interconnessione deve essere dato un valore del 12-15 per cento di SPB della SAU, per zona, di cui almeno il 50 per cento della SPB deve essere ecologicamente pregiato. Sono considerate ecologicamente pregiate le SPB che:

– adempiono i criteri di qualità biologica;

– sono gestite quali maggese fiorito, maggese da rotazione, fascia di colture estensive in campicoltura o striscia su superficie coltiva; o

– sono gestite secondo le esigenze delle specie selezionate per quanto riguarda lo spazio vitale;

d. occorre definire obiettivi d’attuazione qualitativi (misure). Le misure per specie bersaglio e specie faro molto diffuse sono elencate nella Guida all'interconnessione. Possono essere definite anche altre misure, purché siano equivalenti;

e. gli obiettivi devono essere misurabili e avere scadenze definite.

Le superfici devono essere previste in particolare:

– lungo corsi d’acqua, pur garantendo a questi ultimi lo spazio necessario per le loro funzioni naturali;

– lungo i boschi;