Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/140: Recepimento del Regolamento (UE) n. 1053 /2013 del Consiglio del 7 ottobre 2013 che istituisce un meccanismo di valutazione e di controllo per verificare l'applicazione dell'acquis di Schengen (Sviluppo dell'acquis di Schengen) · 6 pagine

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e la qualità della collaborazione tra gli Stati Schengen. Si tratta di elementi indispensabili in uno spazio unico privo di frontiere interne (GE, NE, FER) e necessari a garantire la credibilità dell’acquis di Schengen (GE).

Inoltre, si è preso favorevolmente atto del fatto che le ripercussioni finanziarie per la

Confederazione e i Cantoni saranno molto limitate (FR, GE, VS).

Il PS approva «con convinzione» il progetto e pone il recepimento del Regolamento Sch-Eval nel contesto di un sistema di immigrazione legale per l'Europa e della situazione dei rifugiati nell’area del Mediterraneo, in particolare della tragedia dell’ottobre 2013 al largo di

Lampedusa. Il nuovo meccanismo di valutazione dovrebbe contribuire affinché le misure Schengen siano applicate in modo realmente efficace da tutti gli Stati Schengen

nell'interesse dei rifugiati. Si tratta di salvare vite umane nel Mediterraneo: per far ciò oltre a EUROSUR è necessario anche un incarico per Frontex mirato al salvataggio. Inoltre vanno garantite procedure di asilo eque. L'attuazione delle nuove disposizioni del sistema europeo di asilo rappresenta una misura a breve termine sensata, tuttavia deve essere garantito anche un sostegno sufficiente agli Stati che si affacciano sul Mediterraneo, non solo dal punto di vista finanziario, ma anche mediante un'equa distribuzione dei rifugiati tra gli Stati Schengen.

L'UDC rifiuta «con veemenza» il recepimento del Regolamento Sch-Eval quale atto

straniero, poiché l'Accordo di associazione a Schengen diventa sempre più un processo che si autoalimenta e il recepimento porterebbe alla sottomissione della Svizzera. Con queste misure aumenta dinamicamente la pressione a dover accettare il diritto Schengen senza poter ribattere; pian piano i Paesi coinvolti saranno privati della propria sovranità nazionale, mentre verranno rafforzate istituzioni UE lontane dai bisogni dei cittadini. La fiducia reciproca è promossa solo all'apparenza: la fiducia non nasce, infatti, da regolamenti e misure

amministrative, ma da un comportamento responsabile e in buona fede delle parti. Pertanto bisogna seguire l'esempio della Danimarca che non aderisce a tali regolamenti.

Il Centre Patronal non comprende come mai, dato lo stretto legame tra il recepimento del Regolamento Sch-Eval e quello delle disposizioni del Codice frontiere Schengen sul ripristino dei controlli alle frontiere interne (recepimento del Regolamento (UE) n. 1051/2013), i due dossier non siano trattati dallo stesso ufficio federale.

4 Commenti su singoli aspetti del progetto

4.1 Ripartizione delle responsabilità tra Stati Schengen e Commissione europea

Molti dei partecipanti alla consultazione si sono espressi in merito alla ripartizione dei ruoli tra la Commissione europea e gli Stati Schengen prevista dal Regolamento Sch-Eval. In

particolare ritengono che – come stabilisce il Regolamento – la responsabilità principale della valutazione debba rimanere presso gli Stati Schengen stessi (AR, VD, ZG, ZH), che il nuovo meccanismo conservi le caratteristiche essenziali di una valutazione tra pari (AG, VD) e che, per quanto riguarda le raccomandazioni concrete di provvedimenti tesi a colmare le carenze riscontrate in sede di valutazione, la responsabilità competa unicamente agli Stati Schengen. Ciò rappresenta anche la posizione sostenuta dalla rappresentanza svizzera durante le trattative nel comitato misto (fatto valutato positivamente da AG, FR, SO, VD, VS). Tuttavia, in parte è auspicato anche il rafforzamento del ruolo della Commissione, poiché