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Consultazione 2014/155: Revisione in materia di radioprotezione · 500 pagine

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Radiofarmaci

Medicinali contenenti radionuclidi le cui radiazioni trovano un’applicazione diagnostica o terapeutica. Sono considerati radiofarmaci ai sensi della presente ordinanza soprattutto:

a. i farmaci contenenti uno o più radionuclidi nella loro forma pronta per l’uso in medicina;

b. i composti non radioattivi (kit) utilizzati, immediatamente prima dell’applicazione sull’essere umano, per la preparazione di radiofarmaci mediante la formazione di nuovi radionuclidi o la combinazione con radionuclidi;

c. i generatori di radionuclidi con un nuclide padre solido partendo dal quale è prodotto un nuclide figlio rimosso per eluizione o con un altro metodo utilizzato per produrre un radiofarmaco;

d. i radionuclidi che servono direttamente o come precursori alla marcatura radioattiva di altre sostanze (molecole vettori, cellule, proteine plasmatiche) prima della loro somministrazione.

Radiologia interventistica

Interventi diagnostici o terapeutici ai quali si procede, sotto controllo delle immagini, mediante radiazioni ionizzanti. Ne fanno parte anche interventi di altre branche specialistiche al di fuori della radiologia, p. es. angiologia, chirurgia, gastroenterologia, cardiologia, ortopedia, terapia del dolore o urologia.

Radon

Isotopo radon-222.

Sintesi di un prodotto finale radiofarmacologico

Tutte le tappe della sintesi volta a produrre un radiofarmaco pronto per la somministrazione (prodotto finale radiofarmacologico), in particolare l'incorporazione di un isotopo radioattivo in una molecola (p. es. formazione di un legame covalente, complessazione oppure raggiungimento del necessario stadio di ossidazione del radionuclide mediante riduzione/ossidazione).