Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/53: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie concernente la gestione del settore ambulatoriale · 167 pagine
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1 Situazione iniziale
Con lettera del 20 giugno 2014, il Dipartimento federale dell’interno DFI ha invitato le organizzazioni interessate a esprimere entro il 10 ottobre 2014 il loro parere scritto nell’ambito di una procedura di consultazione sulla revisione parziale della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal), in merito alla gestione strategica del settore ambulatoriale.
La documentazione per la procedura di consultazione è stata inviata in tutto a 118 destinatari.
Complessivamente sono stati inoltrati 94 pareri scritti: 62 da partecipanti interpellati ufficialmente e 32 da organizzazioni non interpellate ufficialmente.
2 Riassunto dei pareri
2.1 Sintesi
I partiti di centro, Il partito socialista e alcune organizzazioni di fornitori di prestazioni (ergoterapisti, levatrici, chiropratici) sono sostanzialmente favorevoli all'avamprogetto. Sono invece contrari la maggior parte dei fornitori di prestazioni (ospedali inclusi), gli assicuratori, il PLR e l’UDC, le associazioni economiche e l’industria farmaceutica. La CDS e una grande maggioranza dei Cantoni (eccezione fatta di Zurigo e Argovia) propugnano la revisione, ovvero la necessità di una possibilità di gestione strategica anche se chiedono alcune modifiche in determinati settori, e contano su una soluzione a lungo termine per la gestione strategica del settore ambulatoriale.
Oltre alle critiche più radicali (soluzioni alternative proposte, opinioni sostanzialmente divergenti sul settore ambulatoriale), sono state formulate anche critiche formali. Le organizzazioni interpellate ufficialmente contestano soprattutto la qualità dell'avamprogetto, l’assenza di dati inequivocabili, il fatto che si enunci un problema senza dimostrarlo, l'inesistenza di una prova degli effetti dell’articolo 55a LAMal o ancora la mancanza di uno studio per valutare se le disposizioni proposte consentano di raggiungere l’obiettivo del progetto e infine l'assenza di chiarezza di questo obiettivo.
Nel prosieguo, i pareri sono riassunti per gruppi (Cantoni, medici, ospedali, assicuratori, associazioni mantello dell’economia, partiti politici, altre istituzioni del settore sanitario, altre organizzazioni).
2.1.1 Cantoni
La CDS e la stragrande maggioranza dei Cantoni sostengono la revisione, sebbene alcuni Cantoni vincolino il loro sostegno a determinate modifiche. Solamente AG e ZH respingono la proposta di revisione. Il progetto sarebbe in contrasto con numerosi principi importanti, tra cui la libertà economica e la concorrenza. Poco meno della metà dei Cantoni (CDS, BS, AG, GL, AR, BL, NE, ZH, SH, JU, FR) concordano sul fatto che, parallelamente alla soluzione proposta, si debbano sviluppare altre misure (p. es. libertà di contrarre, competenza sussidiaria del Consiglio federale nell’adeguamento delle strutture tariffali, differenziazione delle tariffe, promozione delle cure integrate).
Un numero elevato di Cantoni sostiene che in ogni caso in futuro le possibilità d’intervento dei Cantoni debbano essere sancite nella legge come «formulazione potestativa» e che i Cantoni debbano essere sempre liberi di adottare, o di non adottare, misure corrispondenti.
La proposta di modificare l’articolo 39 capoverso 1bis LAMal, secondo cui i mandati di prestazioni dei Cantoni agli ospedali devono disciplinare obbligatoriamente anche l’attività degli ospedali nel settore ambulatoriale, è respinta dalla CDS e da quasi tutti i Cantoni. Sarebbe praticamente impossibile distinguere le prestazioni fornite da un medico nel settore ospedaliero da quelle nel settore ambulatoriale. Per questo motivo la CDS e i Cantoni prediligono, in questo caso, una formulazione potestativa.
Nell'avamprogetto le misure proposte nell’ambito dell’autorizzazione di fornitori di prestazioni sono
sostenute dalla CDS e numerosi Cantoni, purché i Cantoni siano anche liberi di decidere se adottare o meno le misure nella pratica.
Di fatto la CDS e numerosi Cantoni non respingono un disciplinamento legale a livello federale delle misure cantonali in caso di offerta insufficiente, ma ritengono che non sia necessaria. Già attualmente i Cantoni avrebbero la competenza (di cui si avvarrebbero) di agire attivamente in questo contesto e di emanare disciplinamenti cantonali.
Alcuni Cantoni chiedono di eliminare dall'avamprogetto di legge il volume di attività poiché sarebbe difficile, se non impossibile, rilevarlo sistematicamente.
La CDS e numerosi Cantoni sostengono la determinazione uniforme su tutto il territorio nazionale di criteri per valutare l’adeguatezza dell’offerta di prestazioni di cura ambulatoriali. In aggiunta, i Cantoni