Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/14: 11.418 Iv.pa. LAMal. Maggiore autonomia per il personale sanitario · 142 pagine

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Per il PPD, l’andamento demografico indica per il futuro la tendenza a un forte invecchiamento della popolazione, che potrebbe creare una situazione di emergenza nelle cure. Lo sviluppo è ulteriormente aggravato dal fatto che gli infermieri oggi sono attivi professionalmente solo per breve tempo (da 10 a 15 anni). Per tale motivo la revisione di legge è necessaria per aumentare l’attrattiva della professione, facilitando così l’assunzione di giovani e di donne che riprendono il lavoro dopo un periodo di pausa. Tuttavia, il partito osserva anche che la protezione dei pazienti dovrebbe essere al centro dell’avamprogetto.

Il PLR, in merito all’articolo 25a capoversi 1 e 2 primo periodo LAMal, chiede di introdurre nel settore sanitario competenze chiare e strutture di governance, e appoggia le proposte di minoranza Cassis per l’articolo 25a LAMal e per l’articolo 33 LAMal. Occorre definire con chiarezza a chi spettano le competenze decisionali in ogni singolo caso; non devono esserci livelli intermedi, come proposto invece dalla maggioranza. Il PS sostiene la posizione della maggioranza. È importante che le cure che possono essere dispensate dal personale infermieristico in maniera autonoma lo siano anche in fase acuta e transitoria; in altre parole, occorre riconoscere l’autonomia degli infermieri anche nel quadro delle degenze in ospedale.

Il PS è contrario alla proposta di minoranza sull’articolo 40a LAMal, e sottolinea il carattere molto controverso di tale misura sul piano politico perché implica de facto una restrizione della libertà di scelta del fornitore di prestazioni. Ricorda tra l’altro che proprio la restrizione di tale libertà nel 2012 è stata tra i motivi principali che hanno spinto il popolo a rifiutare nettamente il progetto «managed care». Inoltre ritiene che, applicando al personale infermieristico il principio della libertà di contrarre, sarebbero pregiudicati gli obiettivi della revisione, o addirittura verrebbe compromesso il suo esito. L’attività degli infermieri dipenderebbe infatti dal buon volere delle casse malati, il ché non permetterebbe di rafforzare la loro autonomia. Infine, sempre secondo il PS, una simile disposizione potrebbe causare costi amministrativi supplementari con il rischio, alla fine, di creare una situazione in cui occorrerebbe verificare sistematicamente se le prestazioni sono state dispensate con o senza l’accordo di un medico, per determinare il diritto al rimborso del fornitore di prestazioni. Non è ammissibile che l’articolo 55a LAMal contraddica uno degli obiettivi principali dell’iniziativa parlamentare, ovvero la riduzione della penuria di personale infermieristico e la garanzia di un approvvigionamento sanitario di qualità.

In merito alle disposizioni transitorie, il PS chiede che la valutazione non si limiti a un’analisi delle conseguenze economiche della revisione di legge: deve parimenti tenere conto degli effetti sull’approvvigionamento sanitario e sul fabbisogno di cure, sulla qualità di queste ultime, sulle interazioni con i medici e sulla penuria di personale infermieristico.

Conseguenze in termini quantitativi e dei costi: il PLR chiede che il nuovo disciplinamento sia prima testato nell’ambito di un progetto pilota di durata e portata geografica limitate. Chiede inoltre che la nuova normativa sia limitata alle reti di cure integrate. Esse infatti, avendo una responsabilità budgetaria, sono più libere dal punto di vista imprenditoriale e, di conseguenza, più flessibili riguardo all’attribuzione delle competenze. In alternativa è ipotizzabile anche l’orientamento contenuto nella proposta di minoranza Bortoluzzi (nuovo disciplinamento solo nel quadro di una libertà contrattuale tra fornitori di prestazioni e assicuratori-malattie).

2.1.8 Associazioni dei consumatori

(acsi, frc, Kf, sks)

L’avamprogetto è sostenuto da tutte le associazioni dei consumatori; soltanto Kf non ha presentato un parere dettagliato.

’ACSI, frc e sks sostengono l’avamprogetto per diversi motivi. Ritengono che oggi le competenze degli infermieri non vengono riconosciute a sufficienza e di conseguenza troppo poco sfruttate. La popolazione svizzera invecchia e la domanda di cure aumenterà sempre più, mentre prima o poi vi è da attendersi una penuria di medici. Secondo ACSI, frc e sks è opportuno rafforzare il ruolo degli infermieri, che svolgono un compito cruciale, e accordare un’autonomia maggiore nel loro settore che consenta di effettuare «una diagnosi infermieristica», ovvero di individuare le cure più adatte per trattare il paziente. La diagnosi infermieristica non va comunque confusa con la «diagnosi medica», che continuerà a essere di competenza del medico curante. La modifica della LAMal offrirebbe un quadro legale migliore per una prassi corrente senza però declassare il medico di famiglia, che continuerà ad avere un ruolo es-