Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/14: 11.418 Iv.pa. LAMal. Maggiore autonomia per il personale sanitario · 142 pagine

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curafutura e santésuisse approvano le disposizioni transitorie. curafutura fa notare che il rapporto dovrebbe contenere non soltanto gli aspetti economici, ma anche un’analisi degli obiettivi dell’iniziativa parlamentare (tra cui un aumento dell’attrattività della professione di infermiere). santésuisse chiede di eseguire anche un monitoraggio coerente dei costi e di prevedere possibilità concrete d’intervento, da stabilire in anticipo, a garanzia della neutralità dei costi. È ipotizzabile un modello che comprenda tutti i fornitori di prestazioni per Cantone e in base a cui i contributi degli assicuratori-malattie (secondo l’articolo 7a OPre) si ridurrebbero automaticamente in caso di superamento di un determinato aumento dei costi.

Conseguenze sotto il profilo quantitativo e dei costi: santésuisse sottolinea il rischio che il fabbisogno di prestazioni di cura senza prescrizione medica nei settori toccati dal nuovo disciplinamento venga tendenzialmente stimato, almeno in parte, più elevato dagli infermieri che agiscono sotto la propria responsabilità. Il motivo va ricercato innanzitutto nella vicinanza – e nell’«accesso diretto» – del personale infermieristico sia con i pazienti sia con i «soggetti coinvolti nella cura del malato a titolo non professionale» (ad es. i familiari). Inoltre, l’aumento dell’attrattività auspicato per le professioni infermieristiche porterà presumibilmente a un’offerta più ampia di personale nei settori di cura coinvolti, e alla specializzazione delle organizzazioni di cura. Nel settore ambulatoriale, santésuisse calcola per la fatturazione delle prestazioni di cura senza prescrizione un aumento dei costi del 5-20 per cento a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, con ripercussioni in termini di costi tra i 20 e i 100 milioni di franchi. Nel settore case di cura ritiene che vi saranno costi supplementari: la nuova normativa comporterà un aumento dei costi a seguito di un crescente fabbisogno di cure. A fronte di costi nelle case di cura per 1,838 miliardi di franchi e di un innalzamento del livello dei contributi in solo il 10 per cento dei pazienti, ciò equivarrebbe a 30 milioni di franchi di costi supplementari (i pazienti delle case di cura in media sono classificati nel livello di contributi 6): ma questi calcoli non tengono conto dell’aumento dei costi previsto indipendentemente dall’adozione dell’avamprogetto, e causato dalle tendenze e dagli sviluppi dei prossimi anni sul piano medico, demografico, sociale e di politica della sanità.

2.1.6 Associazioni mantello dell’economia

(USAM, SSV, economiesuisse, SGV/USAM, SGB/USS, FER)

Tranne SGB/USS, le associazioni mantello dell’economia sono contrarie all’avamprogetto (USAM e SSV non hanno inoltrato un parere).

economiesuisse, pur tributando il giusto riconoscimento alle prestazioni del personale infermieristico, è contraria all’avamprogetto nella sua forma attuale, perché causerebbe un aumento della frammentazione nel settore sanitario e conseguenze indesiderate sui costi. Suggerisce invece di rafforzare la posizione del personale infermieristico nel quadro dei modelli di assistenza sanitaria integrata; ritiene parimenti che, adottando l’avamprogetto, si creerebbe un precedente per altri gruppi di fornitori di prestazioni, che avanzerebbero le medesime richieste. Inoltre, il nuovo disciplinamento contribuirebbe alla frammentazione nell’ambito della sanità, un settore in cui sarebbe necessaria un maggiore anziché un minore coordinamento. Infatti in futuro, con l’aumento del numero di pazienti cronici con multimorbilità sarà necessario armonizzare ancora meglio le cure. I fornitori di prestazioni dovrebbero concertarsi maggiormente. Questo coordinamento potrebbe essere garantito dal medico di famiglia (modelli del medico di famiglia) o nel quadro dei modelli di assistenza sanitaria integrata (HMO ecc.). In tali modelli andrebbe conferito un ruolo preponderante al personale infermieristico. È opportuna una collaborazione più stretta soprattutto tra medici e infermieri. Il potenziale degli infermieri potrebbe del resto contribuire ad attutire gli effetti di un’eventuale carenza di medici. Anche se è necessario sviluppare ulteriormente la tradizionale suddivisione del lavoro, tuttavia il testo dell’avamprogetto renderebbe più costosa l’assistenza sanitaria ai pazienti, con il rischio addirittura di peggiorarla: farebbe lievitare i costi, senza offrire grandi benefici ai pazienti.

SGV/USAM appoggia fondamentalmente l’obiettivo dell’iniziativa parlamentare, ma è contraria all’approccio di soluzione. In concreto teme che una delega sostanziale di competenze da medico a infermiere possa, nei casi limite, andare a scapito della qualità delle cure. Inoltre ritiene che la suddivisione dei ruoli tra medici e altri fornitori di prestazioni praticata finora sia una soluzione ben rodata e che quindi in linea di massima debba essere mantenuta. Teme anche che con una nuova suddivisione dei ruoli non sarà più possibile attribuire con chiarezza le singole responsabilità e che ciò potrebbe comportare particolari rischi. Infine ritiene lecito attendersi che vi saranno costi più elevati a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.