Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 7 pagine

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La tabella mostra che una netta maggioranza dei partecipanti dà un giudizio sostanzialmente positivo sul progetto di rapporto, condividendone la maggiore o la massima parte dei contenuti, e che le critiche e le proposte di modifiche si limitano a singoli aspetti. Il gruppo favorevole al rapporto comprende in particolare praticamente tutti i Cantoni e tutte le conferenze cantonali, a eccezione del Cantone di Ginevra, unico Cantone a essersi pronunciato contro il rapporto. Il Cantone di Ginevra ha auspicato una rielaborazione del rapporto, giudicato troppo poco strategico, insufficientemente orientato al futuro e insoddisfacente sul piano scientifico.

L’ampio consenso dei Cantoni, conferenze specialistiche cantonali comprese, è ritenuto dal Consiglio federale un elemento di particolare rilevanza, dato che in Svizzera la politica di sicurezza costituisce un compito congiunto in cui i Cantoni svolgono un ruolo determinante. Per questa ragione il Consiglio federale ha ritenuto importante coinvolgere sin dall’inizio i Cantoni nell’elaborazione del presente rapporto. Il risultato della consultazione rispecchia l’opportunità di tale scelta. Pur trattandosi di un rapporto del Consiglio federale, l’appoggio della grande maggioranza dei Cantoni è un fattore di rilievo sia per il Consiglio federale sia per la politica di sicurezza del Paese.

Tra gli aspetti valutati positivamente dalla grande maggioranza dei Cantoni figura la rappresentazione della situazione, comprendente la descrizione delle tendenze globali nonché le minacce e i pericoli rilevanti per la Svizzera. La maggioranza considera questa sezione del rapporto un’analisi di buona qualità e completa. Lo stesso vale per la sezione in cui sono trattati gli strumenti in materia di politica di sicurezza. Il nuovo approccio adottato per il presente rapporto è giudicato da molti Cantoni un miglioramento rispetto ai rapporti precedenti: anziché descrivere ogni strumento singolarmente, si è scelto di illustrare per ogni ambito tematico i contributi concreti di volta in volta forniti dai singoli strumenti alla prevenzione, alla risposta e alla gestione delle minacce e dei pericoli.

Pareri più discordanti sono stati emessi sulla sezione in cui è trattata la strategia, fondata sui tre concetti fondamentali dell’autonomia, della cooperazione e dell’impegno. La strategia illustrata è considerata da alcuni Cantoni ragionevole e corretta; altri invece, pur concordando con tale parere in via generale, giudicano la strategia ancora troppo astratta. Tra i Cantoni si registrano soltanto due pareri contrari: Ginevra e Vaud respingono la strategia descritta perché insufficientemente chiara e concreta. Anche nel caso della descrizione degli strumenti di condotta in materia di politica di sicurezza non vi è unanimità: alcuni Cantoni valutano positivamente le ragioni addotte dal Consiglio federale per rinunciare a uno stato maggiore di crisi permanente a livello di Confederazione; diversi altri Cantoni, per contro, ritengono che l’argomentazione del Consiglio federale non sia plausibile e auspicano pertanto che l’istituzione di un simile stato maggiore di crisi e di condotta abbia luogo o sia perlomeno oggetto di verifiche.

Per quanto concerne i partiti politici, la situazione è molto differenziata: il PPD e il PBD appoggiano il rapporto in via generale e i rispettivi pareri sono limitati ad aspetti puntuali. Il PSS ha auspicato il maggior numero di modifiche. Il PLR, l’UDC e i Giovani UDC respingono il rapporto e ne auspicano una profonda rielaborazione. Gli argomenti addotti contro il rapporto da quest’ultimi partiti sono fondati su considerazioni in parte opposte: da un lato è auspicata una maggiore focalizzazione sull’autonomia e sulla neutralità (UDC, Giovani UDC), dall’altro sono invece formulate riserve proprio riguardo all’autonomia (PLR) o è auspicato un notevole ampliamento della cooperazione internazionale (PSS). I partiti sono per contro praticamente unanimi nell’auspicare o perlomeno proporre che simili rapporti siano presentati a intervalli più brevi e siano meno voluminosi. La stessa richiesta è stata avanzata anche da altri partecipanti alla consultazione.

Oltre ad alcune organizzazioni interessate ad argomenti specifici, tematizzati talvolta solo marginalmente nel rapporto (per es. USC, Swissmem, Travail.Suisse), si sono espresse soprattutto organizzazioni e associazioni militari. La maggioranza dei pareri delle