Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 7 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 6Fedlex · Rapporto sui risultati
contenuti, gran parte del capitolo non è controverso. La critica di fondo sollevata da alcuni partecipanti alla consultazione sul capitolo 4 è meno rivolta a contenuti concreti quanto al modo in cui è stata presentata la materia, ritenuto troppo descrittivo, e alla mancanza di una descrizione delle necessità di azione e di adeguamento a più lungo termine.
Per quanto concerne i singoli strumenti, numerosi partecipanti alla consultazione sono del parere che il servizio civile non sia uno strumento in materia di politica di sicurezza. La maggioranza dei Cantoni è favorevole acché il servizio civile figuri tra le istituzioni che, pur non essendo veri e propri strumenti in materia di politica di sicurezza, sono suscettibili di fornire contributi alla sicurezza della Svizzera. Altri partecipanti alla consultazione auspicano per contro che il servizio civile non sia nemmeno menzionato in relazione alla tematica della sicurezza. Tra questi figurano anche partiti politici (PPD, PLR). Tale parere è in particolare motivato con il fatto che il servizio civile non dispone di un’organizzazione, di una struttura e di un equipaggiamento idonei a impieghi nel settore della politica di sicurezza nonché con il fatto che dal punto di vista dei rimanenti strumenti non sussiste alcuna necessità reale di simili impieghi del servizio civile. Un certo numero di partecipanti alla consultazione auspica invece che anche gli ambiti dell’informazione e della comunicazione siano annoverati tra gli strumenti in materia di politica di sicurezza, facendo leva sul fatto che tali ambiti assumono una particolare importanza in tempi di crisi e di crescente disinformazione aggressiva e diffusa.
Relativamente alla descrizione dei contributi concreti forniti dai singoli strumenti, numerosi Cantoni auspicano dichiarazioni un po’ più concrete sulla lotta al terrorismo e all’estremismo violento, sul relativo orientamento degli strumenti e sulle misure necessarie. Nel caso dell’attacco armato, raccoglie un consenso maggioritario la definizione più ampia del concetto di difesa, in base alla quale l’esercito può essere impiegato nel quadro del suo compito ordinario non soltanto in occasione di un attacco convenzionale dall’esterno, ma anche di fronte a una minaccia interna sufficientemente intensa ed estesa. Molti partecipanti alla consultazione approvano esplicitamente tale aggiornamento del concetto di difesa. Al riguardo alcuni Cantoni sottolineano che, anche alle nuove condizioni, l’esercito dovrà poter essere impiegato nel quadro del suo compito ordinario sempre soltanto in qualità di ultima ratio. Riguardo alla lotta alla criminalità, molti Cantoni rendono attenti che, a parer loro, il crescente numero di problemi è dovuto segnatamente alle nuove tecnologie e che tale aspetto dovrebbe essere considerato in misura ancora maggiore (cybercriminalità). Per quanto concerne le catastrofi e le situazioni d’emergenza, i Cantoni auspicano che sia fatta una distinzione coerente tra la protezione della popolazione in quanto strumento, nel cui ambito i mezzi si trovano in maggioranza presso i Cantoni, e l’espressione «protezione della popolazione» riferita all’organo di livello federale (Ufficio federale della protezione della popolazione, UFPP).
Riguardo alla necessità di adeguamento degli strumenti, diversi partecipanti alla consultazione, in particolare anche molti Cantoni, auspicano perlomeno un aggiornamento oppure un ampliamento a livello di contenuti. In particolare, anche numerosi Cantoni auspicano l’avvio di una revisione del Codice di procedura penale per ottimizzare la lotta alla criminalità.
Capitolo 5: condotta in materia di politica di sicurezza e Rete integrata Svizzera per la sicurezza
Il capitolo 5, approvato in via generale, ha sollevato critiche puntuali per quanto concerne la descrizione dei vari stati maggiori. Molti partecipanti alla consultazione, tra cui anche Cantoni, hanno fatto osservare che le descrizioni e le definizioni dei diversi stati maggiori a livello di Confederazione sono troppo poco chiare, soprattutto per quanto concerne lo Stato maggiore federale NBCN. Ulteriori critiche, anche da parte di numerosi Cantoni, sono state espresse nei confronti della descrizione del nuovo Stato maggiore di condotta della polizia,