Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/88: Diritto esecutivo relativo alla legge federale sulla cartella informatizzata del paziente (LCIP)(solo francese) · 150 pagine
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1.1.3, 2.1.1, 2.1.2 e 2.1.3, HIN chiede 5 anni di esperienza professionale (al posto di 2) in assenza di una formazione specifica; 2 anni sono invece sufficienti in caso di formazione supplementare. HIN considera basso il numero concreto di anni di esperienza professionale richiesto nelle diverse discipline (informatica medica, protezione dei dati), ossia 2 anni di esperienza professionale o 1 anno di formazione. Per delle attività importanti come la certificazione in settori sensibili come i dati del paziente, si dovrebbero avere delle persone con maggiore esperienza. HIN si rallegra invece dell’obbligo di certificazione per gli ID-provider e le comunità. Secondo SSIM, FMH e LUKS i requisiti per i servizi di certificazione sono troppo elevati, così da pregiudicare la concorrenza e far lievitare i costi. Questi requisiti severi non consentirebbero di migliorare la sicurezza dei dati che, per esperienza, dipende più dal comportamento dell’utente che dalle misure di protezione tecnica. Lovis osserva che si debba garantire l’affidabilità e la responsabilità. Riguardo al numero 1.1.2, OFAC segnala un’incoerenza giuridica: le comunità amministrate dai Cantoni, saranno sottoposte, in qualità di organismi cantonali, al diritto sulla protezione dei dati del loro Cantone. Le disparità sono notevoli: nessun Cantone prevede nel suo diritto in materia di protezione dei dati l’applicazione di un sistema di gestione della protezione dei dati e ciò è in contraddizione con la LPD, l’OLPD e la dottrina dell’IFPDT sull’autoregolazione. Nessun Cantone prevede nel suo diritto in materia di protezione dei dati una procedura di certificazione. OFAC aggiunge di non essere direttamente interessata da questo allegato, ma desidera che i requisiti applicabili ai servizi di certificazione non divergano da quelli già in vigore e gestiti dal servizio di accreditamento svizzero (SAS).
3.2.8 Art. 8 Schutz der Identifikationsmittel (allegato 8)
Art. 8 Schutz der Identifikationsmittel
Die Vorgaben für den Schutz der Identifikationsmittel nach Artikel 30 Absatz 2 OCIP sind in Anhang 8 festgelegt.
Articolo 8: IG eHealth scrive che è necessario dare la massima priorità alla semplicità e chiarezza per il paziente, perché un impiego difficoltoso rappresenta un ostacolo all’utilizzo della cartella informatizzata del paziente. Oltre ai necessari requisiti di sicurezza è quindi importante garantire la praticità con regole di base e preimpostazioni semplici. L’allegato 8 dovrebbe essere rielaborato. Per garantire il successo della cartella informatizzata del paziente è importante offrire SID sicuri e conviviali. L’esperienza dimostra che le smart card non sono ben accettate e che presentano grosse sfide in termini di compatibilità con l’infrastruttura informatica disponibile e in termini di processi di emissione. I sistemi come mTAN o le procedure che si avvalgono di meccanismi biometrici o comportamentali sono di fatto esclusi. È opportuno assicurare che i SID possano essere utilizzati negli ospedali, con un grado di protezione sufficiente e accettato a livello cantonale, anche per l’accesso alla cartella informatizzata del paziente. Sarebbe inammissibile dovere effettuare ulteriori investimenti in questo campo. Dove legalmente autorizzato, si dovrebbe inoltre evitare la duplice identificazione (SID) per gli accessi interni all’ospedale e un SID separato per l’accesso alla cartella informatizzata del paziente).
Allegato 8
1.2 TOE Overview
OFAC segnala che il termine «LDEP» è tradotto con «FLEHR», mentre «EPDV» non è stato tradotto in inglese e non vuole dire nulla in francese. O si rispetta una regola precisa e si traduce tutta la terminologia specifica della LCIP in inglese, o si traducono tutti i testi nelle lingue nazionali. Gli acronimi e le traduzioni della Confederazione, del DFI e dell’UFSP non sono inoltre omogenei in tutto il documento. Sia acronimi che traduzioni devono essere omogenei e se possibile tradotti nella lingua del documento. Posta osserva riguardo al numero 1.2.1, che la definizione del Target of Evaluation (TOE) non consente procedure biometriche né comportamentali per l’autenticazione. Senza questa modifica non si può utilizzare mTAN. Chiede di riprendere le definizioni dell’ISO 29115, capitolo 3.3, invece d’introdurre una definizione «Device». Riguardo al numero 1.2.2, rileva che il termine «identification means» è impiegato in modo sbagliato e che deve essere corretto. Gli «authentication means» sono degli strumenti per sbrigare il processo di autenticazione, mentre gli «idenfication means» servono a svolgere il processo