Rapporto esplicativo

Consultazione 2016/12: Revisione dell'ordinanza sull'energia (OEn) e dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico (OAEl) · 21 pagine

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Verifica dei prezzi di costo e dei tassi di rimunerazione per gli impianti RIC

2 Basi di calcolo

I tassi di rimunerazione vengono calcolati sulla base del prezzo di costo di impianti di riferimento,

evitando così consapevolmente di calcolare tassi di rimunerazione specifici per singoli impianti. Da una parte, questo sistema permette di rinunciare a dispendiose verifiche del prezzo di costo dei singoli impianti e di ridurre di conseguenza i costi di esecuzione per ciascuno di essi; dall'altra, il prezzo di costo di singoli impianti potrà essere inferiore o superiore a quello degli impianti di riferimento.

Il prezzo di costo dell'energia elettrica prodotta da un impianto si compone dei costi del capitale

(inclusi i costi di finanziamento del capitale di terzi), dei costi di esercizio fissi e variabili, dell'eventuale costo dei combustibili, della rimunerazione del capitale auspicata sull'arco del periodo di esercizio dell'impianto e dei ricavi secondari.

Attraverso un complesso calcolo dei tassi di rimunerazione basato su determinati valori di riferimento (ad es. potenza o tipo di impianto) o sulla potenza equivalente si cerca di ridurre il più possibile la differenza tra i prezzi di costo effettivi e quelli degli impianti di riferimento. I tassi di rimunerazione vengono stabiliti in modo tale da garantire all'impianto di riferimento una copertura dei costi (a un determinato costo medio ponderato del capitale, il WACC) per tutto il periodo della rimunerazione,

tenuto conto anche del suo valore residuo.

2.1 Costo medio ponderato del capitale (WACC, al netto delle imposte)

Nel 2015 l'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha dato l'incarico di aggiornare il costo medio ponderato del capitale (WACC, al netto delle imposte1) per il calcolo della RIC. Sono stati verificati i profili di rischio delle singole tecnologie e tutti i parametri determinanti del WACC. La precedente suddivisione nelle due classi di rischio «impianti eolici, fotovoltaici e piccole centrali idroelettriche»2 e «impianti a biomassa» è stata mantenuta. Gli impianti a biomassa sono esposti, di norma, a un rischio più elevato a causa delle oscillazioni del prezzo della biomassa (combustibili o substrati).

La variazione del coefficiente beta3 e dei valori limite per il calcolo del costo dell'indebitamento privo di rischi hanno determinato un calo dei WACC. È stata inoltre corretta l'aliquota d'imposta, che è passata dal 21,17 % al 18 % (KPMG, 20144).

Tabella 1: Costo medio ponderato del capitale (WACC)

WACC Finora A partire dall'1.1.2017

Impianti eolici, fotovoltaici e piccole cen- 4,75 % 3,97 % trali idroelettriche Impianti a biomassa 5,18 % 4,33 %

1 Dall'inglese «after-tax WACC». Nel presente rapporto il WACC è da intendersi al netto delle imposte.

2 I rischi per gli impianti eolici, fotovoltaici e per le piccole centrali idroelettriche sono in linea di massima comparabili tra loro (rischi commerciali minimi, nessun rischio legato ai combustibili né alla vendita di prodotti derivati). Le tre tecnologie risentono tuttavia dei mutamenti meteorologici a breve termine.

3 Termine che indica l'entità del rischio di un investimento.

4 Il cambio del metodo Corporate and Indirect Tax Rate Survey di KPMG ha determinato un abbassamento delle aliquote d'imposta.