Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 57Fedlex · Rapporto sui risultati

Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702

gli studenti universitari s’investono in seguito in istituzioni e hanno funzioni che possono avere un impatto sulla politica climatica. SKF, Bildungskoalition NGO e DOJ criticano il fatto che nel progetto non si tratti la questione del finanziamento di questo programma. Nella stessa tematica, myclimate, Bildungskoalition NGO e DOJ sono dell’avviso che i mezzi di finanziamento dovrebbero essere aumentati a 10 milioni di franchi. Bildungskoalition NGO e DOJ affermano che il bilancio dell’UFAM nell’attuazione dell’articolo 41 della legge sul CO2 è inaccettabile, e che un progetto più ambizioso debba compensare questa mancanza. Più critica ancora, TVS reputa importanti le attività di formazione e d’informazione ma ritiene che lo Stato debba soprattutto avere un ruolo di coordinamento e di incoraggiamento e lasciare che gli attori delle associazioni mantello nazionali dell’economia rivestano il ruolo principale. Nello stesso ordine di idee, scienceindustries si dice favorevole alla prosecuzione di questo programma, ma auspica che le questioni di formazione rimangano nelle mani degli attori privati, e non in quelle dell’Amministrazione federale. La SSIGA è piuttosto contraria alla continuazione di queste attività, essendo dell’avviso che siano troppo poco orientate alla pratica. Aqua Nostra Svizzera, Eco Swiss e IKLIS sono gli unici partecipanti di questa categoria a respingere il mantenimento del programma. Aqua Nostra Svizzera è contraria alla continuazione di queste attività poiché questa funzione non rientra tra i compiti dello Stato.

Anche nel gruppo delle imprese e dei privati, i partecipanti favorevoli al mantenimento delle attività di formazione e d’informazione (p. es. Energie Zürichsee Linth AG, fenaco Genossenschaft, Flughafen Zürich AG, Glasi) sono maggioritari. Diversi partecipanti (p. es. ETHZ, Erdgas Innerschwyz AG, business campaigning GmbH, Emmi Schweiz AG) ritengono ad esempio che i settori della formazione e dell’informazione siano strumenti importanti per la protezione del clima. Peraltro, taluni partecipanti (p. es. Espace Real Estate AG, Metall Service Menziken AG, Flumroc AG) reputano giudizioso ed efficiente questo programma. Alcune imprese (p. es. Energie Seeland AG, SWL Energie AG, VAS) sottolineano anche che la sensibilizzazione del pubblico e dei professionisti interessati è una tappa importante per pervenire agli obiettivi fissati dalla politica climatica. Coop, Migros e Bell AG indicano che le attività di formazione e d’informazione in ambito professionale sono un dovere centrale della Confederazione e indispensabili per accogliere le sfide a venire della politica climatica. Un certo numero di partecipanti favorevoli fanno tuttavia alcune proposte di miglioramenti. Così, varie imprese (p. es. Energie Zürichsee Linth AG, IBAarau AG, Emmi Schweiz AG) sono dell’avviso che questi provvedimenti debbano essere orientati alla pratica. Energie Seeland AG o anche VAS invitano a rafforzare il coordinamento di questi provvedimenti tra i gruppi dei settori, i Cantoni, i Comuni e la Confederazione. Una ventina di partecipanti esprime pareri più attenuati quanto al mantenimento delle attività di formazione e d’informazione. Diverse imprese (p. es. Dottikon Exclusive Synthesis AG, General Electric (Switzerland) GmbH) si dicono così favorevoli alla prosecuzione delle attività, ma vorrebbero che le questioni di formazione siano gestite da attori privati e non dall’UFAM. Le imprese dell’industria del mattone, quali AG Ziegelwerke Muri o Metoxit AG, non vorrebbero che questi provvedimenti discriminino talune pratiche industriali (incoraggiando ad esempio l’utilizzo di certi materiali di costruzione come il legno). Nel gruppo delle imprese e dei privati, soltanto due partecipanti si oppongono totalmente al mantenimento delle attività di formazione e d’informazione.

6.7 Altri provvedimenti di riduzione

Nel questionario legato alla consultazione del progetto di politica climatica dopo il 2020, i partecipanti erano stati invitati a proporre idee di provvedimenti supplementari in materia di riduzioni delle emissioni. Invocato da 62 partecipanti, l’auspicio di adottare più provvedimenti nel settore dei trasporti è l’osservazione più ricorrente. Una trentina di partecipanti chiede nello specifico che sia presa in considerazione l’istituzione di un sistema di mobility pricing, mentre 29 partecipanti auspicano che i carburanti siano assoggettati alla tassa sul CO2. Peraltro, 48 partecipanti vorrebbero vedere maggiormente stimolato il mercato dei veicoli e carburanti che emettono poco o niente CO2. Un numero altrettanto importante di partecipanti raccomanda l’adozione di provvedimenti miranti alla riduzione delle emissioni del traffico aereo, taluni proponendo l’istituzione di una tassa d’incentivazione sul clima sul prezzo dei biglietti aerei. Il richiamo all’adozione di provvedimenti che dirigano gli investimenti verso una compatibilità con la protezione del clima viene fuori anche dalle risposte alla consultazione.

57/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702