Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/74: Approvazione e trasposizione nel diritto svizzero dello scambio di note tra la Svizzera e l'UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi; (Sviluppo dell'acquis di Schengen) · 84 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla direttiva sulle armi

Compendio

L’intento del Consiglio federale di dare attuazione pragmatica alla direttiva modificata sulle armi e tenere così debitamente conto della tradizione svizzera del tiro è sostanzialmente visto con favore dai partecipanti alla consultazione. Esprimono il loro consenso soprattutto i Cantoni e la maggior parte dei partiti coinvolti. Solo pochi partecipanti alla consultazione, in particolare il PS e l’Unione delle città svizzere, chiedono misure più specifiche.

Buona parte dei Cantoni dubita però che il Consiglio federale si sia avvalso di tutto il margine d’azione disponibile nella trasposizione della direttiva UE sulle armi. La critica riguarda la mancanza di qualsiasi proporzione tra guadagno auspicato in termini di sicurezza e maggiori oneri amministrativi causati. A tale proposito si fa riferimento in particolare alle comunicazioni dei commercianti d’armi agli uffici cantonali delle armi, alle nuove prove che i tiratori sportivi devono produrre 5 e 10 anni dopo il rilascio dell’autorizzazione eccezionale e alla conferma del legittimo possesso di armi da fuoco acquisite ai sensi delle norme attuali ma che con le nuove norme rientreranno nella categoria delle armi vietate.

Le federazioni dei tiratori, le numerose società di tiratori e i privati che hanno preso parte alla procedura di consultazione rifiutando il progetto, in particolare a causa della nuova assegnazione di diverse armi da fuoco semiautomatiche, tra cui i fucili d’assalto 57 e 90, alla categoria delle armi vietate. Le norme applicabili alle persone che utilizzano o collezionano queste armi sono davvero troppo restrittive secondo le federazioni, le società e i privati citati.

Anche i commercianti d’armi valutano molto criticamente il progetto e rifiutano tra l’altro quanto stabilito a proposito delle citate comunicazioni agli uffici cantonali delle armi.

Inoltre suscita commenti critici il fatto che la distinzione tra le categorie di armi da fuoco sia effettuata, per quanto concerne la categoria A7, in base alla capienza del caricatore, o anche che i collezionisti debbano rendere conto dello scopo perseguito con la loro collezione. Si sollecita anche la maggiore precisazione di diverse disposizioni dell’avamprogetto. In particolare andrebbero introdotte le definizioni di «arma da fuoco portatile», «arma da fuoco corta» e «pratica regolare del tiro sportivo».