Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/80: Approvazione della Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo · 9 pagine

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tezione e conservazione e per la formazione di specialisti. Sostengono che in passato la Confederazione ha ripetutamente stipulato accordi internazionali la cui attuazione è stata demandata ai Cantoni senza prevedere una compensazione. Un fatto che in questo caso non sarebbe accettabile. La ratifica andrebbe quindi sostenuta soltanto se alimentata da mezzi federali corrispondenti.

Inoltre il Cantone FR fa presente che andrebbero previste ulteriori modifiche alla legge federale sulla navigazione marittima, quali ad esempio limitazioni e divieti preventivi all’ancoraggio o alla natazione nelle zone protette.

SZ pur riconoscendo gli obiettivi perseguiti dalla Convenzione ne respinge la ratifica per due ragioni: già oggi la Svizzera garantisce ampiamente questi obiettivi e dall’altro canto lo sviluppo del diritto sovranazionale è imprevedibile.

4.2.2 Partiti politici

I Verdi e il PSS sostengono con enfasi la ratifica della Convenzione. Il PSS sostiene che questo documento permetterà una protezione efficace del patrimonio culturale subacqueo da pregiudizi, distruzioni e saccheggi. Considera ugualmente importante il ricorso a misure di protezione promosse dal Consiglio federale sia negli oceani sia nelle acque interne della Svizzera. Consiglia inoltre di approfittare della ratifica come un’opportunità per sensibilizzare il grande pubblico.

Anche il PPD e il PLR sono favorevoli agli sforzi internazionali perseguiti dalla Convenzione di protezione del patrimonio culturale subacqueo e alle modifiche alla legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera e alla LTBC. Il PPD aggiunge che l’attuazione in Svizzera deve assolutamente avvenire ricorrendo alla prassi giuridica e alle risorse esistenti.

L’UDC respinge la ratifica della Convenzione considerando che ciò significherebbe soltanto recepire disposizioni e regolamentazioni internazionali senza un’utilità visibile ma con palesi costi supplementari per la Svizzera. Per un piccolo paese privo di sbocchi sul mare sarebbe assurdo considerare utile una Convezione sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo. Proteggere siti e oggetti sul fondo degli oceani non sarebbe un compito prioritario della Confederazione.

4.2.3 Associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna

L’Unione delle città svizzere sostiene di principio la Convenzione e rinvia al parere del Cantone BS.

4.2.4 Associazioni mantello dell’economia

Centre patronal e Unione svizzera delle arti e mestieri si oppongono alla ratifica e alle conseguenti modifiche alla legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera e alla LTBC. Essendo un paese senza sbocco sul mare, alla Svizzera non spetterebbero diritti sovrani su zone marittime e quindi in questo ambito la Convenzione sarebbe priva di rilevanza. Per quanto riguarda le acque interne, il diritto federale e cantonale del Paese offre già oggi una protezione sufficiente.

4.2.5 Organizzazioni, associazioni e istituzioni di ricerca nell’ambito dell’archeologia e del patrimonio culturale

Le organizzazioni, le associazioni e le istituzioni di ricerca sottolineano all’unisono l’elevata importanza della Convenzione in particolare anche per la Svizzera, priva di sbocchi sul mare, e sono favorevoli alla ratifica. Spiegano che anche nel nostro Paese il patrimonio culturale subacqueo sarebbe sempre più minacciato a causa dello sfruttamento delle acque, in particolare per attività nel tempo libero.

Dall’adesione della Svizzera auspicano una valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo, un atto di assunzione di responsabilità a livello internazionale da parte del Paese e un rafforzamento della ricerca nell’archeologia subacquea. Considerano pertinenti le modifiche previste alla LTBC e alla legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera.