Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/43: Nuova legge federale sui media elettronici · 84 pagine
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Per la SSR si applica per legge un divieto di pubblicità nei programmi radiofonici. Inoltre secondo l’ordinanza del Consiglio federale, la SSR sottostà a un divieto di pubblicità per l’offerta online e a regole più severe in materia di interruzioni pubblicitarie e durata pubblicitaria.
Oltre al sostegno legato ai mandati di prestazioni, la LRTV prevede ulteriori misure di promozione, in particolare a favore della formazione e della formazione continua degli operatori dei media, della diffusione radiofonica (promozione delle tecnologie, diffusione nelle regioni di montagna), della sottotitolazione dei notiziari delle emittenti regionali, della ricerca sull’utenza e dei progetti di archiviazione.
Le prestazioni del servizio pubblico e la maggior parte delle altre misure di promozione sono finanziate tramite il canone radiotelevisivo riscosso presso economie domestiche e imprese con un apparecchio pronto all’uso (SSR, mandati di prestazioni di altre emittenti, sottotitolazione di notiziari delle emittenti televisive regionali, progetti di archiviazione, Fondazione per la ricerca sull’utenza, nuove tecnologie di diffusione). A partire dal 1° gennaio 2019 il canone di ricezione sarà sostituito dal canone radiotelevisivo indipendente dalla presenza di un apparecchio.
Presso le emittenti titolari di una concessione sarà riscossa una tassa di concessione che sarà utilizzata per la ricerca nel settore dei media e per il sostegno di nuove tecnologie di diffusione (diffusione DAB+). Inoltre sono a disposizione risorse generali della Confederazione con cui saranno cofinanziate la diffusione di programmi radiofonici nelle zone di montagna e la formazione e la formazione continua (sovvenzioni a istituti).
La LRTV prevede strumenti per garantire la pluralità. Il diritto alla sintesi di avvenimenti pubblici con contratti d’esclusiva e il libero accesso agli eventi di notevole importanza sociale assicurano la libera ricezione in questo settore. Se la Commissione della concorrenza (COMCO) constata una posizione dominante in uno dei mercati rilevanti per il settore mediatico e se un’emittente o un’altra impresa attiva nel mercato radiotelevisivo abusano di questa posizione, il DATEC può esigere dalle emittenti radiotelevisive delle misure volte a garantire la pluralità (ad es. collaborazione con altri attori del mercato, statuto della redazione).
Con un contributo allo sviluppo e alla creazione di metodi e sistemi di rilevamento viene sostenuto il rilevamento di dati scientifici sull’utenza radiotelevisiva. Così facendo si garantisce che le emittenti radiotelevisive svizzere e la ricerca dispongano di sufficienti dati sulla fruizione.
Il Consiglio federale rilascia alla SSR la concessione mentre le concessioni locali regionali sono rilasciate dal DATEC. L’UFCOM è l’autorità generale di vigilanza, in questo settore al DATEC sono affidati dei compiti di vigilanza in casi specifici (sorveglianza finanziaria della SSR, vigilanza sulle attività della SSR che non sono oggetto della concessione). Per ricorsi in termini di programma è responsabile l’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR); questa dispone a monte di organi di mediazione senza potere decisionale.
Le concessioni di radiocomunicazione per la diffusione di programmi radiotelevisivi sono disciplinate dal diritto sulle telecomunicazioni (legge federale del 20 aprile sulle telecomunicazioni, LTC;
RS 784.10).
1.2 Sviluppo del paesaggio mediatico svizzero dal 2007
1.2.1 Evoluzione della radio, della televisione, della stampa e del settore online
I recenti sviluppi nel paesaggio mediatico sono fortemente condizionati dalla digitalizzazione. Questa ha influenzato tutti i generi mediatici (radio, televisione, stampa, settore online) e ha avuto e ha tuttora ripercussioni sulle relazioni di concorrenza. Da una parte ha portato a un aumento delle offerte settoriali e mirate a gruppi specifici, offerte concepite per interessi particolari, che hanno potuto e possono affermarsi in settori di nicchia. Dall’altra parte ha messo sotto pressione le offerte informative universali elaborate dai giornalisti (offerte d’interesse generale). Per questa ragione i diversi settori mediatici