Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/68: Modifica della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl) · 17 pagine

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Sintesi

La maggior parte dei 124 partecipanti approva l’avamprogetto del Consiglio federale. Ad eccezione di ZH, tutti i Cantoni si dichiarano favorevoli. Per quanto riguarda i partiti politici, Alleanza del Centro, PSS e UDC sostengono l’avamprogetto, mentre PVL e PLR lo respingono. Tra le associazioni prevalgono nettamente i pareri favorevoli. Infine, numerose aziende alberghiere appoggiano l’avamprogetto, che viene invece respinto da booking.com ed expedia.

I fautori sottolineano che l’avamprogetto garantisce alle aziende alberghiere la libertà economica, in particolare la libertà di fissare i prezzi, e rafforza la loro competitività. I contrari sostengono invece che non vi è bisogno di intervenire a livello legislativo e che sarebbe possibile contrastare eventuali abusi con gli strumenti offerti dal diritto sui cartelli.

Diversi partecipanti chiedono una regolamentazione più ampia, che vieti anche le clausole di parità di disponibilità e di parità di condizioni nonché l’imposizione indiretta delle clausole di parità tariffaria.

1 Introduzione

Con la lettera dell’11 novembre 2020 il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha invitato i Cantoni, i partiti politici, le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, le associazioni mantello nazionali dell’economia e le cerchie interessate a esprimere un parere nell’ambito della procedura di consultazione sulla modifica della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl).

L’avamprogetto posto in consultazione prevede che il divieto delle clausole di imposizione dei prezzi venga sancito in un nuovo articolo 8a AP-LCSI. Secondo tale articolo, agisce in modo sleale chiunque, in quanto gestore di una piattaforma on line per la prenotazione di servizi di alloggio, utilizza condizioni commerciali generali che limitano la fissazione dei prezzi da parte delle aziende alberghiere tramite clausole di imposizione dei prezzi e in particolare tramite clausole di parità tariffaria. Queste clausole sono da considerarsi nulle.

Con la modifica legislativa prevista viene adempiuta la mozione Bischof «Vietare le clausole di parità tariffaria stabilite dalle piattaforme di prenotazione on line a scapito degli albergatori», che chiede al Consiglio federale di vietare le clausole di parità tariffaria nei contratti tra le piattaforme di prenotazione on line e gli alberghi.

Il presente rapporto tiene conto di tutti i pareri pervenuti.