Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 6 pagine
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D’accordo con la maggior Cantoni: AG, BE, VD12
parte del rapporto, proposte Partiti: PVL, PS, Partito Pirata
di modifica parzialmente più
ampie Organizzazioni: ASNI, Chance Schweiz, digiVolution, Round
Table Antibiotika, USAM, SSU
Solo parzialmente d’accordo, Partiti: I Verdi, UDC, Sicherheitspolitische Kommission der9
critiche e proposte di FDP Zürich
modifica più ampie Organizzazioni: Gruppo per una Svizzera senza esercito, Lega
internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà, Consiglio
svizzero per la pace
Singole persone: Dr. M. Mohler / Prof. R. Schweizer, L. Suter,
A. Schneider
Totale63
La tabella mostra che una netta maggioranza dei partecipanti esprime un giudizio sostanzialmente positivo sul progetto di rapporto, condividendone gran parte dei contenuti. Il gruppo comprende praticamente tutti i Cantoni e tutte le conferenze cantonali. In linea di principio tutti condividono l’analisi della situazione nonché gli interessi e gli obiettivi in materia di politica di sicurezza; le modifiche per loro necessarie si limitano a singoli aspetti. Le critiche più frequenti riguardano la gestione delle crisi da parte della Confederazione: per quasi tutti i Cantoni sono necessarie precisazioni più incisive e adeguamenti alle strutture nonché la creazione di uno stato maggiore di crisi interdipartimentale e modulare, simile agli organi cantonali di gestione delle crisi. La maggior parte dei Cantoni auspica inoltre una descrizione più precisa delle misure relative all’attuazione degli obiettivi di politica di sicurezza (compresa l’indicazione di singoli progetti e relative tempistiche) e un’accelerazione dei processi di acquisto, in particolare dei beni nel settore ciber. Molti Cantoni chiedono inoltre che la descrizione della protezione della popolazione sia più precisa, chiarendo che si tratta di un sistema integrato costituito da varie organizzazioni partner.
A livello di Comuni si è espressa l’Unione delle città: il suo giudizio sul rapporto è positivo, ma auspica che, in generale, si tenga maggiormente conto dei Comuni, delle grandi città e della loro importanza per la politica di sicurezza (oltre ai Cantoni).
Per quanto riguarda i partiti politici, il PLR e l’Alleanza del Centro appoggiano il rapporto e i rispettivi pareri si limitano a singoli aspetti. Entrambi i partiti sono favorevoli a intervalli più brevi per la pubblicazione dei rapporti. L’Alleanza del Centro propone di verificare l’utilità di un’informazione annuale sulla necessità di aggiornamenti e auspica, proprio come i Cantoni, una descrizione più precisa delle misure e un’accelerazione dei processi di acquisto. Il PLR chiede che venga valutata la creazione a livello di Confederazione di uno stato maggiore di crisi operativo.
Anche i Verdi liberali accolgono con favore l’orientamento del rapporto, così come gli interessi, gli obiettivi e l’ampia concezione della sicurezza, mentre ritengono che il cambiamento climatico e la cibersicurezza siano trattati in modo insufficiente. Il PS concorda in gran parte con l’analisi della situazione, ma critica l’attuazione e la definizione delle priorità a suo avviso non coerenti, con la conseguente necessità di riorganizzare radicalmente l’esercito. In generale i Verdi auspicano una maggiore attenzione sul cambiamento climatico, sui rischi a esso collegati e sulla conseguente ridistribuzione delle risorse destinate all’esercito a favore di provvedimenti sociali e di politica ambientale. Anche l’UDC esprime delle critiche, ma per altri motivi: secondo il partito, il rapporto è troppo vago e non definisce delle priorità chiare; inoltre è orientato troppo verso una cooperazione internazionale e non è abbastanza vincolante per l’esercito, ad esempio per quanto riguarda la garanzia del finanziamento e dell’equipaggiamento.
Per quanto riguarda le organizzazioni, molti partecipanti alla consultazione hanno espresso la propria opinione riguardo al rapporto. La maggior parte è composta da organizzazioni di milizia dell’esercito, che hanno accolto positivamente il rapporto (soprattutto la pubblicazione a