Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 6 pagine

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intervalli più brevi e il formato ridotto del rapporto, la situazione, gli interessi e gli obiettivi). Le critiche riguardano soprattutto le argomentazioni, a detta delle organizzazioni insufficienti e troppo poco vincolanti sull’esercito (p. es. su compiti, equipaggiamento, finanziamento) e sulla gestione delle crisi da parte della Confederazione (richiesta di creazione di uno stato maggiore federale di gestione delle crisi). Del parere opposto sono il GSSE e alcuni movimenti pacifisti, che chiedono un cambiamento radicale delle priorità (per incentrarle soprattutto sul cambiamento climatico, sulla giustizia sociale e sul promovimento civile della pace) e la rispettiva ridistribuzione delle risorse. Anche organizzazioni dei settori politica estera, protezione della popolazione ed economia e altre che si occupano di tematiche specifiche (p. es. ciber) hanno espresso il loro parere.

Due giuristi, dr. iur Markus H. F. Mohler e prof. dr. iur. Rainer J. Schweizer, in qualità di singole persone hanno presentato un parere dettagliato, in cui rivolgono critiche di fondo e anche specifiche al rapporto, auspicando notevoli adeguamenti.

3. I risultati in dettaglio

Qui di seguito non vengono citati in dettaglio tutti i singoli pareri o proposte; si tratta di una sintesi. Sono menzionati in particolare gli aspetti evidenziati da un certo numero di partecipanti alla consultazione e che non riguardano questioni di dettaglio.

Osservazioni di carattere generale

Quasi tutti i partecipanti alla consultazione accolgono positivamente l’intenzione di pubblicare il rapporto a intervalli più brevi e in forma ridotta. Molti sottolineano la leggibilità e la comprensibilità dei testi. La maggioranza valuta positivamente anche la nuova struttura con la definizione di interessi e obiettivi. La rappresentazione della situazione con l’analisi delle tendenze globali in materia di politica di sicurezza nonché le minacce e i pericoli per la Svizzera raccoglie un largo consenso. Lo stesso vale per i principi, gli interessi e gli obiettivi della politica di sicurezza della Svizzera definiti nel rapporto, approvati da quasi tutti i partecipanti.

Una minoranza ritiene che il rapporto continui ad avere un approccio convenzionale troppo forte invece di concentrarsi maggiormente sui pericoli naturali (cambiamento climatico) e sui rischi sociali. Da qui la critica che il rapporto fissi le priorità sbagliate, in particolar per quanto riguarda l’attuazione e l’assegnazione delle risorse.

Una critica generale che è rivolta al rapporto riguarda soprattutto la seconda parte: molti partecipanti alla consultazione ritengono che l’analisi della situazione sia abbastanza buona, ma che i relativi obiettivi e provvedimenti siano troppo poco concreti o sbagliati. Alcuni chiedono che vengano menzionate le basi legali, compresa la Costituzione federale, e le relative competenze di Confederazione e Cantoni.

Capitolo 1: introduzione

Nessuna osservazione particolare.

Capitolo 2: situazione

Oltre a un ampio consenso, per quanto riguarda questo capitolo ci sono delle richieste di adeguamento perlopiù circoscritte. Nella descrizione delle tendenze globali in materia di politica di sicurezza, alcuni auspicano che gli sviluppi tecnologici e l’intelligenza artificiale siano tematizzati in maniera più esaustiva. In molti pareri, il rischio di una maggiore polarizzazione delle società, come descritto nel rapporto, trova un ampio consenso, viste anche le conseguenze della pandemia attuale, sebbene alcuni auspichino l’indicazione esplicita di gruppi radicalizzati, ad esempio ambientalisti o che diffondono teorie complottiste. Alcuni si