Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/46: Proroga e modifica dell’ordinanza sul contratto normale di lavoro per il personale domestico · 7 pagine
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GL rileva che, considerato l’attuale tasso di rincaro, l’adeguamento dell’1,5 per cento dei salari minimi è troppo debole e chiede quindi di aumentare il salario minimo del 3 per cento.
BS, NE e JU ritengono che i salari minimi del CNL personale domestico debbano essere allineati al salario minimo in vigore nel Cantone, ossia 21,45 franchi all’ora a BS (nel 2023), 20,77 franchi all’ora a NE (nel 2023) e 20,60 franchi all’ora nel JU.
Le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori (Unia, Travail.Suisse, SSP/VPOD, USS e SIT) e i rappresentanti di altre associazioni (Spitex, SKF, FPS, UCS, l’USDCR e ADF) accolgono con favore l’adeguamento salariale proposto. Unia, Travail.Suisse, SSP/VPOD, USS, SKF, FPS, ADF e SIT lo considerano però insufficiente, in particolare a causa del rincaro e dell’aumento dei costi per i premi dell’assicurazione malattie. GastroSuisse, USAM, USC e USI respingono l’adeguamento dei salari minimi non essendo, a loro parere, giustificato.
FPS, Unia e USS chiedono un aumento di almeno il 4 per cento e ADF di almeno il 3 per cento. USS aggiunge che esiste un grosso problema nell’economia domestica, a causa degli orari di lavoro e del fatto che il ramo non sia assoggettato alla legge federale del 13 marzo 1964 (LTr)3 sul lavoro nell’industria, nell’artigianato e nel commercio (Legge sul lavoro, LL). A loro parere bisognerebbe apportare quanto prima dei miglioramenti giuridici. Travail.Suisse chiede un aumento del 3,4 per cento, a condizione che entro il 1°gennaio 2023 vengano decise misure di contenimento dei costi per i premi dell’assicurazione malattie. In caso contrario, auspicano un aumento del 4 per cento. SSP/VPOD vorrebbe un aumento di almeno il 5 per cento e chiede che il personale domestico sia assoggettato alla LL e alla Convenzione n. 189 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici4. SKF auspica un aumento del 4 per cento, mentre SIT del 5 per cento circa. Il sindacato sottolinea inoltre che il personale impiegato in un’economia domestica dovrebbe essere assoggettato alla LL e che il CNL personale domestico dovrebbe applicarsi ai lavoratori occupati sin dalla prima ora settimanale di lavoro presso lo stesso datore di lavoro. A suo parere il CNL personale domestico dovrebbe contenere altre disposizioni vincolanti, come l’introduzione di una durata massima del lavoro di 41 ore, o rendere obbligatoria l’assicurazione perdita di guadagno in caso di malattia. UCS precisa che varie città auspicano un aumento dei salari minimi superiore a quello previsto nel progetto, segnatamente per proteggere i dipendenti dalle perdite finanziarie dovute al rincaro, attualmente più elevato.
GastroSuisse, UDSAM, USC e USI ritengono che un adeguamento sulla base dell’evoluzione dei salari nominali non sia giustificato e che l’aumento proposto leda gli interessi legittimi di vari rami, in particolare dell’industria alberghiera e della ristorazione. A loro parere i salari minimi previsti nel CNL per il personale domestico sono molto più elevati dei salari minimi delle piccole imprese dell’industria alberghiera e della ristorazione che impiegano fino a quattro collaboratori. Per il confronto, si basano sulla settimana di 45 ore e sul salario minimo senza indennità per vacanze, giorni festivi e 13°mensilità del CCNL dell’industria alberghiera e della ristorazione. Dai relativi calcoli risulta che, in tutte le categorie salariali, il salario minimo del CCNL è inferiore a quello del CNL personale domestico. Aggiungono che un adeguamento salariale sulla base dell’evoluzione dei salari nominali appare inopportuno considerato che dall’entrata in vigore del CNL personale domestico (2011) al mese di dicembre