Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/17: Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2025–2028 (messaggio sulla cultura) · 107 pagine

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La promozione federale della cultura persegue i seguenti obiettivi: rafforzare la coesione e la pluralità culturale in Svizzera; promuovere un’offerta culturale varia e di alta qualità, creare condizioni quadro favorevoli per gli operatori culturali e per le istituzioni e organizzazioni culturali; permettere e facilitare alla popolazione l’accesso alla cultura; far conoscere la creazione culturale svizzera nel mondo (cfr. art. 3 LPCu).

Nel definire le sue priorità in materia di politica culturale, la Confederazione è tenuta a collaborare con i Cantoni, le Città e i Comuni (art. 5 LPCu). Sostiene in linea di principio solo i progetti, le istituzioni e le organizzazioni di interesse nazionale (art. 6 LPCu) e dà la priorità ai progetti che contribuiscono in modo particolare alla pluralità culturale e linguistica o permettono un ampio accesso della popolazione alla cultura (art 8 LPCu).

Le sfide per la cultura in Svizzera hanno sempre più spesso una dimensione sovraregionale che interessa tutti livelli dello Stato nelle rispettive sfere di competenza (cfr. n. 2). Ciò richiede una maggiore cooperazione e un più stretto coordinamento (cfr. n. 3.1.1). Pertanto la Confederazione ha verificato e laddove necessario adeguato le misure di promozione esistenti sulla base delle sfide e degli obiettivi identificati per il periodo di finanziamento 2025–2028.

I seguenti capitoli descrivono la situazione iniziale e gli adeguamenti previsti per ciascuna disciplina, vale a dire per ciascun ambito di promozione. Alcuni adeguamenti riguardano l’introduzione di nuove misure, altri l’ulteriore sviluppo di misure esistenti. Sono interamente attuati nel quadro dei mezzi finanziari richiesti dal messaggio sulla cultura 2025–2028.

5.1 Creazione culturale professionale in generale

5.1.1 Sicurezza sociale degli operatori culturali

Situazione iniziale

Le sfide relative alla sicurezza sociale degli operatori culturali sono menzionate sopra nella parte dedicata al campo d’azione «Cultura come settore occupazionale» (cfr. n. 2.1). La problematica è illustrata in modo esaustivo nel rapporto sulla sicurezza sociale degli operatori culturali in Svizzera del 9 giugno 2023 in adempimento del postulato 21.3281 Maret «Qual è la situazione della sicurezza sociale degli operatori culturali in Svizzera?»46. Dal rapporto si evince che tra il 2010 e il 2020 il numero di occupati nel settore della cultura è cresciuto e che, al contempo, è aumentata in misura superiore alla media l’incidenza del lavoro a tempo parziale. Inoltre, il lavoro temporaneo, per più datori di lavoro e l’attività indipendente sono più diffusi nel settore della cultura e il reddito degli operatori culturali è inferiore al reddito medio nell’economia generale.

Gli operatori culturali hanno spesso delle lacune sostanziali nella previdenza per la vecchiaia e specificamente nel secondo pilastro. Ciò è dovuto in parte a fattori sistemici legati alle attuali disposizioni sulla soglia d’entrata e sulla deduzione di coordinamento nella previdenza professionale. Tuttavia queste lacune previdenziali, soprattutto nel caso degli indipendenti, sono determinate anche dalla loro situazione reddituale che, stando ai sondaggi, spesso non consente loro di finanziare una previdenza professionale sufficiente. Inoltre molti lavoratori indipendenti del settore della cultura non sono sufficientemente coperti contro il rischio di perdita di guadagno in caso di infortunio o malattia.

46 Documento consultabile in tedesco e francese su: www.cultura-svizzera.admin.ch > Temi > Miglioramento della sicurezza sociale degli operatori culturali.