Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/9: Promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione negli anni 2025–2028 (Messagio ERI 25–28) · 75 pagine
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L’UDC chiede di rinunciare a una crescita reale dell’1 per cento dei fondi destinati ai settori di promozione, tranne che per il settore dei PF e per la formazione professionale.
L’usc è contraria a un aumento della spesa ERI per i potenziali tagli nominali alle uscite per l’agricoltura che potrebbe comportare.
3.1.2.2 Rincaro
La CDPE, la CDS, AI, AG, AR, BE, BL, GL, NE, NW, OW, SG, SO, SZ, TG, ZH e H+ sono del parere
che la Confederazione debba adempiere i propri obblighi giuridici tenendo conto dei costi in aumento, dovuti soprattutto al rincaro. Rinunciare a indicizzare le spese trasferisce l’onere finanziario ai Cantoni e alle scuole universitarie e pregiudica al contempo gli obblighi legali della Confederazione in materia di finanziamento.
L’LDP, l’USS, lo SFI e l’unibasel chiedono un’indicizzazione al rincaro.
L’USAM, AMS e Innosuisse considerano il rincaro previsto come una delle ragioni per cui non si può veramente parlare di una crescita reale e per cui la crescita nominale equivale in realtà a una decurtazione del bilancio. Per HotellerieSuisse è lecito chiedersi, anche a causa del rincaro, se vi sarà effettivamente una crescita.
BL e BS fanno notare che una crescita media annua nominale del 2 per cento delle uscite ERI complessive della Confederazione negli anni 2025–2028 potrebbe non riuscire a compensare il rincaro previsto e i prevedibili sviluppi congiunturali.
Secondo GR, le misure di risparmio non dovrebbero prevedere la rinuncia a una compensazione totale del rincaro a discapito delle istituzioni ma basarsi su concreti potenziali di risparmio e su valutazioni finanziarie delle singole istituzioni.
BE si aspetta che, nel caso in cui il rincaro dovesse risultare più alto del previsto, si provvederà ad adeguare su base annua i crediti d’impegno per il settore ERI, soprattutto nei settori cofinanziati dai Cantoni (come auspicato dalla mozione 16.3705 Dittli).
VS sostiene che il limite di spesa fissato dovrebbe tenere pienamente conto del rincaro degli ultimi anni e sottolinea che non si dovrebbe trasferire l’onere ai Cantoni con ridotte capacità finanziarie come il Vallese.
JU osserva che rinunciare a una compensazione del rincaro e demandare la responsabilità ai Cantoni equivale a un atto di disimpegno contrario agli interessi della Svizzera. È difficile conciliare tale atteggiamento con l’importanza sociale ed economica attribuita dal messaggio al settore ERI.
La SIC è contraria alla rinuncia a una compensazione totale del rincaro a livello federale. Non approva la crescita nominale del 2 per cento e il trasferimento di maggiori responsabilità ai Cantoni. È inverosimile pensare che nel periodo corrente i Cantoni possano investire più risorse nel settore ERI che in precedenza, in quanto anch’essi devono fare i conti con l’inflazione e con le ripercussioni della pandemia.
Tenuto conto della crescita del numero di studenti e dell’inflazione, secondo AGFA-SF l’aumento dei fondi previsto nel messaggio permetterà solo di compensare il rincaro.
Biotechnet propone un tasso di crescita assoluta al netto dell’inflazione.
Considerato il costo della vita in aumento, FemWiss si oppone ai tagli annunciati nel settore ERI.
Affinché la Svizzera resti competitiva a livello internazionale, reatch è dell’opinione che la forte inflazione registrata, l’aumento del numero di studenti, la grave penuria di personale qualificato e l’esclusione dal programma quadro di ricerca e innovazione dell’UE («Orizzonte Europa») richiedano maggiori sforzi proprio nel settore ERI.
Per il VPOD è imperativo compensare il rincaro.
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