Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/9: Promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione negli anni 2025–2028 (Messagio ERI 25–28) · 75 pagine
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3.2.18 Ripercussioni
In sintesi: le ripercussioni sono oggetto di pochi pareri. I partecipanti che si sono espressi in merito ritengono che nel messaggio le ripercussioni siano illustrate in modo troppo impreciso o con troppo ottimismo rispetto a quanto da loro percepito.
TG, TI e VD considerano che le conseguenze finanziarie per i Cantoni non siano sufficientemente approfondite o, rispettivamente, che non siano quantificate con abbastanza precisione. TI fa notare che il tasso di crescita definito nel messaggio avrà ripercussioni sulle finanze dei Cantoni che sono chiamati a interventi importanti a favore delle scuole universitarie.
Il SUB e l’USU commentano le ripercussioni sui Cantoni affermando che, concretamente, il calo degli investimenti comporterebbe in particolare il taglio di strumenti come Doc.CH e Doc.MINT e implicherebbe conseguenze negative per i Cantoni. Con l’eliminazione di tali programmi i singoli Cantoni dovrebbero far fronte al finanziamento della ricerca indipendente in modo decentralizzato; tuttavia, non esistono progetti o approcci di comprovata efficacia in materia. Molti Cantoni non riuscirebbero a garantire la compensazione delle lacune. Senza Doc.MINT anche l’auspicata uguaglianza delle opportunità risulterebbe più difficile da conseguire.
AG non è d’accordo con le ripercussioni sui Cantoni, per l’economia e sulla società descritte nel messaggio, in quanto la crescita finanziaria prevista non consente di raggiungere l’obiettivo secondo cui «la Svizzera mantiene una posizione di spicco nei settori della formazione, della ricerca e dell’innovazione e sfrutta le opportunità offerte dalla digitalizzazione». Teme quindi ripercussioni negative sui Cantoni e sulle scuole universitarie cantonali oppure eventualmente per l’economia e la società.
AR presuppone che i Cantoni con risorse relativamente ridotte saranno sempre più costretti a stabilire delle priorità tra i compiti e che nel contempo i costi aumenteranno. Ciò rischia di provocare una divergenza tra le offerte nella formazione professionale dei Cantoni in termini di quantità e qualità.
TG prende atto con soddisfazione del fatto che per i Cantoni non vi saranno oneri amministrativi, organizzativi e legali aggiuntivi. Secondo GR invece, in questo punto del messaggio si sottovaluta il fatto che, se le istituzioni presenti in territorio cantonale andassero conservate e mantenute competitive anche in futuro, per un certo periodo i Cantoni sarebbero tenuti a compensare loro stessi la riduzione dei contributi federali.
Il PLR ritiene che, alla luce delle sfide future e della difficile situazione finanziaria della Confederazione, gli sviluppi dei crediti ERI 2025–2028 offrano un buon compromesso. Per una questione di costi, la creazione di tre posti aggiuntivi presso la SEFRI andrebbe valutata approfonditamente. Per quanto riguarda le ripercussioni per l’economia, secondo il PLR non si dedica sufficiente attenzione alla promozione dell’imprenditorialità. I programmi ERI devono tenere presenti le esigenze del tessuto economico svizzero. Quanto alle ripercussioni sociali, il partito fa notare che il sistema ERI dovrebbe garantire a tutti le stesse possibilità di accesso a una formazione di qualità incentrata sulle esigenze dell’economia e in grado di rispondere agli sviluppi tecnologici e sociali. Infine, nelle fasi di pianificazione e implementazione dei programmi ERI sostenuti dalla Confederazione si dovrebbe tenere debitamente conto delle questioni ambientali, sociali e di gestione aziendale responsabile (criteri ESG).
Dal punto di vista dei VERDI, le ripercussioni per l’economia, sull’ambiente, sulla società, per i Cantoni e i Comuni nonché per le città, gli agglomerati e le regioni di montagna sono senz’altro positive. Tuttavia, a causa dei finanziamenti previsti, rispetto al periodo precedente sono comunque inferiori, invariate o in calo.
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