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Consultazione 2023/97: Rapporto sull’efficacia 2020–2025 della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni · 124 pagine
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Rapporto sull’efficacia 2020–2025 della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni Allegato 1
Perequazione dell’aggravio sociodemografico
Gli agglomerati urbani presentano sovente una quota superiore alla media di persone anziane e bisognose, come pure di stranieri. Questi gruppi di persone possono comportare oneri supe- riori alla media, ad esempio nei settori della sanità, della sicurezza sociale e dell’integrazione. A questi costi si aggiungono i costi superiori alla media che le città polo sostengono in funzione del loro ruolo di centri di attività economiche, culturali e sociali. Si tratta in questo caso, ad esempio, di maggiori costi per la sicurezza pubblica o di costi dovuti alla maggiore densità di posti di lavoro e di insediamenti (costi dovuti alla limitatezza). La perequazione dell’aggravio sociodemografico deve tenere conto di tutti questi oneri speciali. Per calcolare questi oneri si effettua la ponderazione e il raggruppamento degli indicatori «povertà» (PAS A), «struttura di età» (PAS B) e «integrazione degli stranieri» (PAS C). Se il valore ottenuto supera una determi- nata soglia, il Cantone ha diritto a una compensazione.
Lo stesso metodo di calcolo viene applicato anche per il calcolo dei versamenti destinati alla compensazione degli oneri delle città polo (PAS F). In questo caso, però, vengono calcolati i valori di ciascun Comune e infine raggruppati per Cantone. Gli indicatori della PAS F sono la grandezza del Comune, la densità dell’insediamento e il tasso di occupazione.
Strumenti temporanei
Attualmente per attenuare le ripercussioni della riforma sono impiegati tre strumenti tempo- ranei: la compensazione dei casi di rigore (dal 2008), le misure di attenuazione (dal 2021) e i contributi complementari (dal 2024).
Compensazione dei casi di rigore
La compensazione dei casi di rigore garantisce che con l’introduzione della NPC nessun Canto- ne finanziariamente debole sia penalizzato rispetto al vecchio sistema. Nell’anno di riferimento 2024 sei Cantoni hanno ricevuto complessivamente 192 milioni di franchi dalla compensazione dei casi di rigore, che è finanziata per due terzi dalla Confederazione e per l’altro terzo dai Cantoni in rapporto al numero di abitanti. Dal 2016 la dotazione è ridotta annualmente del 5 per cento, in modo che gli ultimi versamenti vengano effettuati al più tardi nel 2035. Un Can- tone perde il diritto alla compensazione dei casi di rigore se il suo potenziale di risorse supera la media svizzera, come è stato il caso nel 2013 per il Cantone di Sciaffusa. La dotazione della compensazione è stata ridotta in misura corrispondente.
Misure di attenuazione
Negli anni 2021–2025 la Confederazione verserà contributi volti a mitigare le ripercussioni finanziarie della riforma della perequazione finanziaria 2020. I relativi importi sono sanciti nella legge e vengono distribuiti ai Cantoni finanziariamente più deboli in misura proporzionale al lo- ro numero di abitanti. Dal 2022 gli importi diminuiscono ogni anno e nel 2024 ammonteranno a 120 milioni. Un Cantone perde in via permanente il diritto alla ripartizione se il suo potenziale di risorse sale sopra la media svizzera. Sono interessati Vaud e Appenzello Interno, diventati finanziariamente forti rispettivamente nel 2021 e nel 2023.
Contributi complementari
Nel periodo 2024–2030 la Confederazione mette a adisposizione 180 milioni all’anno per ridurre gli effetti dell’adeguamento della perequazione delle risorse nel quadro della RFFA. L’importo è versato ai Cantoni finanziariamente più deboli e si basa sulle risorse proprie de- terminanti di ogni Cantone nel 2023. Nel 2024 sono previsti contributi per Vallese, Friburgo, Soletta, Uri, Giura e Glarona. Circa il 97 per cento dei contributi totali è destinato ai primi tre Cantoni citati.