Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/97: Rapporto sull’efficacia 2020–2025 della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni · 14 pagine

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Dall’analisi dell’efficacia emerge che, in linea di massima, il sistema della perequazione finanziaria funziona bene e che gli obiettivi menzionati nella Costituzione e nella legge sono stati ampiamente raggiunti. La riforma entrata in vigore nel 2020, come anche gli adeguamenti a seguito della RFFA si sono dimostrati validi. Poiché finora non si sono verificati problemi seri, nell’ottica attuale non si ravvede alcuna necessità di intervento. Il periodo di tempo trascorso è tuttavia troppo breve per effettuare una valutazione approfondita. Questa sarà quindi effettuata nel quadro del prossimo rapporto sull’efficacia, che includerà in particolare la valutazione dell’adeguatezza della dotazione minima garantita. La quota dell’86,5 per cento definita nella legge è il risultato di un difficile compromesso raggiunto tra i Cantoni. La dotazione minima di risorse finanziarie deve permettere a un Cantone di mettere a disposizione dei suoi abitanti delle prestazioni pubbliche che rispondano al fabbisogno di base con un onere fiscale sostenibile. Non è possibile stabilire in via definitiva senza giudizio di valore quali prestazioni rientrino nel fabbisogno di base. Non sembra pertanto possibile determinare con esattezza la quota della dotazione minima necessaria esclusivamente sulla base di criteri oggettivi. Pertanto deve essere determinata a livello politico. Poiché il sistema è stato adeguato solo pochi anni fa, sarebbe prematuro lanciare in questa sede una discussione politica sulla quota della dotazione minima garantita.

Per la prima volta, la redazione del presente rapporto è stata supportata, sul piano politico, dall’organo incaricato del coordinamento politico della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni1. Nell’ambito di questa valutazione e considerati i recenti adeguamenti, tale organo si esprime a favore della continuità e della stabilità del sistema di perequazione finanziaria. Soltanto nel quadro del prossimo rapporto sull’efficacia saranno svolte verifiche approfondite. Per quanto concerne la perequazione delle risorse, occorre prestare particolare attenzione all’evoluzione delle disparità tra i Cantoni e studiare a fondo la questione dell’ammontare della dotazione minima. Per quanto concerne la compensazione degli oneri, occorre esaminare se gli indicatori, applicati ormai da 20 anni, sono ancora appropriati.

Nel rapporto sull’efficacia 2020–2025 non vengono proposte modifiche della LPFC. Il rapporto formula tuttavia proposte di adeguamenti tecnici a livello di ordinanza. Di conseguenza, come per la PAG nell’OPFC devono essere fissate le ponderazioni degli indicatori relativi alla PAS che devono essere verificati periodicamente nel quadro del rapporto sull’efficacia. In tal modo si evitano ponderazioni negative nel quadriennio successivo. Inoltre, nell’OPFC va disciplinata in modo più dettagliato la considerazione dei riparti fiscali. Questi ultimi sono rilevanti in modo particolare ai fini della ripartizione dell’utile imponibile delle società attive in più Cantoni. Il metodo applicato finora si è rivelato troppo generico e in taluni casi ha causato una ripartizione insoddisfacente del substrato fiscale relativo all’imposta sull’utile tra i Cantoni interessati.

4 Risultati della consultazione

La CdC, la maggioranza dei Cantoni e gli altri partecipanti alla consultazione sono perlopiù favorevoli alle proposte del Consiglio federale. In un numero preponderante di pareri viene sottolineata l’importanza della stabilità del sistema di perequazione finanziaria e si propone di non modificare la LPFC. Le richieste in tal senso sono rare (ad es. l’aumento della dotazione minima garantita o il proseguimento delle misure di attenuazione). La scadenza delle misure di ammortizzazione è accolta positivamente da un’ampia maggioranza di partecipanti. Secondo i Cantoni però, i mezzi finanziari che verranno a mancare (fr. 140 mio. all’anno) dovrebbero essere impiegati a loro favore. Un numero prevalente di Cantoni auspica che questi mezzi siano impiegati nell’ambito del progetto «Dissociazione 27 – ripartizione dei Compiti tra Confederazione e Cantoni». Un numero esiguo di Cantoni chiede invece che tali mezzi siano

1 Si tratta di un organo paritetico, costituito da rappresentanti dei Governi cantonali (attualmente dei Cantoni AG, ZH e JU) e della Confederazione. L’organo è diretto dal capo del DFF, che coordina la perequazione finanziaria a livello politico.