Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/64: Quote di partecipazione al canone per emittenti radiofoniche locali ed emittenti televisive regionali nonché misure di sostegno a favore dei media elettronici · 11 pagine
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N. registrazione: BAKOM-042.11-10/1/3/3/7
misure di sostegno generali – ad eccezione del sostegno alle agenzie di stampa. L’associazione «media FORTI» appoggia le misure indirette di sostegno ai media elettronici, respingendo tuttavia l’aumento della quota di partecipazione al canone per le emittenti titolari di una concessione.
L’Associazione svizzera regia e sceneggiatura film (ARF/FDS) approva i contenuti dell’avamprogetto, respinge però il finanziamento tramite il canone radiotelevisivo poiché, vista la riduzione del 10 per cento del canone radiotelevisivo decisa dal Consiglio federale nel mese di giugno 2024, non vi sa-
rebbe più margine di manovra per misure di sostegno ulteriori. Il Cantone SG e l’Associazione
Media con futuro (VZM) affermano che in linea di principio è sbagliato finanziare i cambiamenti previsti tramite un maggiore fabbisogno che peserà sulla SSR. Secondo i Cantoni BS e VD, le modifiche non devono avere come conseguenza la necessità di ulteriori misure di risparmio da parte della SSR e un indebolimento della sua presenza nelle regioni. SSR, SSM e la Città di Zurigo sono in linea di principio favorevoli alle misure che contribuiscono al rafforzamento della pluralità dei media e della piazza mediatica elvetica ma indicano che il finanziamento di tali misure penalizza direttamente la quota destinata alla SSR. Per ammortizzare le ripercussioni finanziarie negative che subirebbe la SSR, si propone un’attuazione a tappe (SSR, SSM) o misure di accompagnamento (Città di Zurigo).
Il Cantone BL e i Verdi accolgono le modifiche quale soluzione a medio termine per affrontare le sfide mediatiche attuali e si aspettano che il Consiglio federale elabori un’ampia legge sui media che rispecchi lo sviluppo tecnologico e le abitudini di fruizione dei media, assicuri il servizio pubblico in particolare nelle regioni e tenga conto del sostegno mediatico auspicato. L’UDC invece chiede che vi sia
una discussione sul servizio pubblico e il mandato della SSR invece di un aumento della quota di
partecipazione al canone e di un’estensione delle misure di sostegno. Anche la SSCM è dell’avviso che sarebbe stato meglio affrontare il sostegno ai media privati in una valutazione complessiva comprendente un’analisi dell’iniziativa popolare «200 franchi bastano!» e un eventuale controprogetto.
Numerosi partecipanti auspicano un’attuazione quanto più rapida possibile delle misure (CFJM, MAZ, Associazione benefattori del Consiglio svizzero della stampa, Cantone UR, Keystone-ATS, Consiglio svizzero della stampa, CSD, ASA).
3.2 Aumento della partecipazione al canone, articolo 40
L’avamprogetto prevede di aumentare la quota di partecipazione al canone delle radio locali e delle televisioni regionali dall’attuale 4-6 per cento al 6-8 per cento (cpv. 1). Questo nuovo margine di manovra consente di mettere a disposizione più fondi per il servizio pubblico regionale. In caso di calo moderato dei proventi del canone, l’aumento della quota di partecipazione al canone può consentire di mantenere il sostegno al livello attuale. Inoltre, l’aggiunta al capoverso 2 dovrebbe garantire che i fondi concessi siano, in termini assoluti, più elevati rispetto al passato.
Approvato Respinto Totale Cantoni 22 224
Partiti politici 3 25
Organizzazioni mantello 8 08
Altri 47 1259
Totale 80 1696
In considerazione del calo dei ricavi pubblicitari, la maggioranza dei partecipanti alla consultazione e le associazioni RRR, Telesuisse e ARPS ritengono assolutamente necessario che l’aumento avvenga
in modo moderato. Ciò tutelerebbe il servizio pubblico regionale.
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