Rapporto intermedio

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 17Fedlex · Rapporto sui risultati

sul trasporto aereo (v. n. 2.6), all’Accordo sull’energia elettrica (v. n. 2.11) e al Protocollo sulla sicurezza alimentare (v. n. 2.12). Anche le ripercussioni sulla società sono menzionate in singoli casi, soprattutto in riferimento a Erasmus+ (v. n. 2.8).

21 partecipanti commentano ripercussioni del pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III) sulla politica estera svizzera che esulano dall’obiettivo del progetto. Alcuni partecipanti affermano che relazioni stabili e affidabili con l’UE sono importanti anche per la cooperazione in settori non direttamente interessati dal pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III). Vengono citate per esempio la politica di sicurezza (tra cui UR, Il Centro) o la cooperazione nell’ambito di Schengen/Dublino (NW, BL, GR, PLR). 3 partecipanti (tra cui UDC) sottolineano che il pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III) limiterà in futuro la capacità della Svizzera di negoziare trattati internazionali. 3 partecipanti (tra cui UDC) esprimono preoccupazioni sulla compatibilità del pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III) con la neutralità svizzera. PVL afferma che il pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III) non prevede un riorientamento fondamentale della politica estera svizzera. PS sottolinea che la cooperazione con l’UE rafforza la capacità d’azione strategica della Svizzera.

1.2.5 Aspetti giuridici

1.2.5.1 Referendum

74 partecipanti su 318 si sono espressi in merito alla proposta del Consiglio federale di sottoporre i decreti di approvazione al referendum facoltativo. 9 Cantoni non si sono pronunciati direttamente, ma la loro posizione figura nel parere della CdC. Dal momento che le considerazioni dei Cantoni riassunte qui di seguito sono tratte dal parere della CdC, questi 9 Cantoni possono considerarsi inclusi e il numero totale di partecipanti che si sono espressi sul referendum sale a 83. (i) Tra i partecipanti permanenti, 22 si sono detti d’accordo con la proposta del Consiglio federale (ZH, LU, FR, SO, BS, BL, SG, AG, GR, TG, VD, VS, NE, GE, JU, PEV, PLR, Verdi, PVL, PS, UCS, USS), 15 invece sono contrari (UR, SZ, OW, NW, GL, ZG, SH, AR, AI, TI, UDF, UDC, SAB, USAM, USC). (ii) Tra le altre cerchie interessate, 16 partecipanti sono favorevoli, mentre 30 sostengono il referendum obbligatorio.

Stando al parere della CdC, 15 Cantoni appoggiano la proposta del Consiglio federale (ZH, LU, FR, SO, BS, BL, SG, AG, GR, TG, VD, VS, NE, GE, JU), 10 sono invece favorevoli al referendum obbligatorio (UR, SZ, OW, NW, GL, ZG, SH, AR, AI, TI) e 1 si astiene (BE). I 15 Cantoni favorevoli al referendum facoltativo ritengono, sempre secondo il parere della CdC, che nella fattispecie la Costituzione federale preveda il referendum facoltativo e che questa decisione del costituente vada rispettata: il pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III) preserva il funzionamento delle istituzioni svizzere, nonché i principi legati alla democrazia diretta e al federalismo, non tange l’ordinamento costituzionale e non comporta l’adesione a una comunità sopranazionale o a un’organizzazione di sicurezza collettiva. Secondo questi Cantoni, il referendum obbligatorio richiederebbe quindi una revisione costituzionale, con conseguenze politiche significative e la creazione di un precedente. BL, VD e VS si dicono espressamente a favore del referendum facoltativo, la cui natura permette appunto di mantenere la struttura proposta dal Consiglio federale. VS è favorevole al referendum facoltativo per la parte relativa alla stabilizzazione, ma chiede di analizzare l’opportunità di un referendum obbligatorio per l’Accordo sull’energia elettrica. UR condivide la valutazione del Consiglio federale