Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine

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Compendio

Situazione iniziale

Per il buon andamento di un’economia aperta come quella svizzera, con materie prime limitate e un mercato interno di ridotte dimensioni, l’accesso ai mercati esteri svolge una funzione essenziale. La Svizzera si adopera affinché questo accesso sia quanto più ampio e diversificato possibile a livello geografico, così da rafforzare anche la capacità di resistenza in situazioni di crisi. Nello stesso tempo si concentra sui suoi principali partner economici. Con una quota di circa il 59 per cento del commercio di beni, l’UE è il partner commerciale di gran lunga più importante per la Svizzera. Per queste ragioni, la stabilizzazione e lo sviluppo delle relazioni tra la Svizzera e l’UE tramite la comprovata via bilaterale sono al centro della politica estera ed economica del Consiglio federale. Il mondo è sempre più instabile, insicuro e imprevedibile; i cambiamenti che si registrano a livello globale, come la concorrenza tra le grandi potenze, il peso crescente di nuovi gruppi informali (p. es. BRICS), l’erosione del diritto internazionale (con la forza che prevale sul diritto), i cambiamenti climatici, una pressione migratoria ancora in aumento, le novità nel campo delle tecnologie dell’informazione e nel settore energetico, ma anche la crescita dei debiti pubblici, la frammentazione dell’ordine economico internazionale, l’intensificarsi di tensioni a livello di politica commerciale oltre a società sempre più divise e polarizzate, mettono a dura prova i singoli Stati. Una vera e propria «cintura di fuoco» creata dalla guerra in Ucraina, dai disordini nei Balcani e nel Caucaso, dai conflitti in Medio Oriente, dall’instabilità in Nord Africa e dal sovvertimento di sistemi di potere nell’Africa subsahariana, rende fragile la situazione mondiale. La Svizzera può far fronte a queste criticità globali se i rapporti con gli Stati confinanti e con i partner che condividono i suoi valori sono stabili e prevedibili. Relazioni regolamentate con l’UE sono pertanto di importanza strategica per la Confederazione.

Da oltre 25 anni la Svizzera, nei suoi rapporti con l’UE, persegue coerentemente la via bilaterale. Rispetto alle altre possibili opzioni (non fare nulla, libero scambio, adesione al SEE, adesione all’UE), questo approccio presenta il rapporto più equilibrato tra vantaggi concreti, in particolare sul piano economico, e margine di manovra politico. L’esperienza accumulata in questi 25 anni mostra che la via bilaterale si è dimostrata valida, motivo per cui è stata approvata direttamente e indirettamente ben nove volte in votazione popolare. Grazie agli accordi relativi al mercato interno e ad altri accordi di cooperazione stipulati con l’UE, la Svizzera può partecipare in maniera mirata ai settori che le interessano senza che le competenze dei Cantoni, delle Camere federali, del Consiglio federale, degli organi giurisdizionali e del Popolo ne risultino limitate. Inoltre, con i diritti di partecipazione negoziati in relazione al recepimento dinamico del diritto dell’UE per la Confederazione, i Cantoni e le Camere federali, in futuro la Svizzera sarà in grado di contribuire allo sviluppo del diritto, che è e sarà parte degli accordi.