Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine

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dell’Accordo sull'energia elettrica. Anche senza un accordo sull’energia elettrica, gli Stati membri dell’UE e in particolare i Paesi confinanti con la Svizzera hanno un forte interesse a garantire uno scambio efficiente dell’energia elettrica con la Svizzera. Esistono tuttavia ragioni a livello regolatorio, tecnico, economico e politico che potrebbero portare al verificarsi di uno scenario di questo tipo. Tra le ragioni a livello regolatorio figurano l’attuazione del criterio dell’UE secondo cui il 70 per cento delle capacità di rete rilevanti per lo scambio di energia elettrica deve essere disponibile per il commercio, nonché l’esclusione dai meccanismi comuni per il calcolo delle capacità e dalla cooperazione per la gestione delle reti di trasporto. Concretamente, è possibile che i Paesi confinanti riducano le capacità di frontiera con la Svizzera per poter garantire il rispetto della regola del 70 per cento. Inoltre, senza un accordo sull’elettricità, le capacità di frontiera continueranno ad essere assegnate esplicitamente (e non implicitamente come nel caso di un accoppiamento dei mercati) alla Svizzera. A seconda del metodo di calcolo, ne potrebbero derivare capacità di frontiera più o meno ridotte per la Svizzera. Le ragioni a livello tecnico possono essere l’immissione di energie rinnovabili e la prevenzione di congestioni della rete. Tra le ragioni a livello economico rientra la riduzione dei costi di ridispacciamento nei Paesi confinanti. Tra le ragioni a livello politico potrebbe esserci la decisione dell’UE di limitare la cooperazione con la Svizzera nel settore dell'energia elettrica, anche se ciò non è vantaggioso per la stessa UE. Lo scenario «Accoppiamento dei mercati» rappresenta una situazione in presenza di un accordo sull'energia elettrica. Per i motivi suesposti non è chiaro fino a che punto sia ancora possibile una collaborazione tecnica vantaggiosa per la Svizzera in caso di fallimento dell’Accordo e quali capacità di frontiera potrebbero risultare. Nello studio questa incertezza viene quantificata: in assenza di un accordo sull’energia elettrica, a seconda del successo della collaborazione tecnica, la Svizzera si troverebbe in una situazione intermedia tra gli scenari «Nessuna collaborazione» e «Accoppiamento dei mercati». In ogni caso, una collaborazione tecnica attraverso contratti di diritto privato offre una certezza giuridica nettamente inferiore rispetto a un Accordo sull’energia elettrica.

Secondo lo studio, l’Accordo può aumentare gli utili commerciali e ridurre i costi del sistema energetico. Ad esempio, stipulando l’Accordo sull’energia elettrica (scenario «Accoppiamento dei mercati»), nel periodo 2030–2050 si potrebbero generare ulteriori utili commerciali nel settore dell’energia elettrica per circa 0,5–1,2 miliardi di franchi all’anno, diversamente dallo scenario «Nessuna collaborazione». Se le capacità di frontiera non saranno garantite dal diritto internazionale, la Svizzera dovrà inoltre fare i conti con costi del sistema elettrico più elevati. Rappresentando la situazione sotto forma di produzione supplementare di elettricità in Svizzera, entro il 2050 potrebbero essere necessarie ulteriori centrali elettriche nazionali per la produzione invernale, con costi annui nell’ordine di fino a circa un miliardo di franchi per raggiungere una situazione di approvvigionamento equivalente allo scenario «Accoppiamento dei mercati». Ciò va ad aggiungersi al potenziamento delle energie rinnovabili e dell’energia idroelettrica secondo gli attuali obiettivi previsti dalla legge federale su un approvvigionamento sicuro con le energie rinnovabili, che sarà attuato in entrambi gli scenari. Non è certo se questa attuazione andrà effettivamente a buon fine.