Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/61: Modifica della legge sulle banche e dell'ordinanza sui fondi propri (copertura con fondi propri per partecipazioni estere nella casa madre di banche di rilevanza sistemica) · 53 pagine

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Compendio

Il Consiglio federale e la Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) «Gestione delle autorità – fusione d’urgenza Credit Suisse» hanno compiuto un’ampia analisi della crisi di questa banca e, nell’ambito del rapporto del Consiglio federale del 10 aprile 2024 sulla stabilità delle banche e del rapporto della CPI del 17 dicembre 2024, hanno individuato in particolare diverse lacune presenti nel dispositivo «too big to fail» (TBTF). Il dispositivo TBTF si prefigge di ridurre i rischi che le banche di rilevanza sistemica costituiscono per la stabilità del sistema finanziario svizzero, assicurare il mantenimento delle funzioni importanti dal punto di vista economico ed evitare l’erogazione di aiuti statali. La copertura solo parziale delle partecipazioni in filiali estere con fondi propri di banche di rilevanza sistemica, prevista dal diritto vigente e dalla prassi finora applicata, rappresenta una lacuna significativa tra quelle individuate. Per porvi rimedio, il 6 giugno 2025 il Consiglio federale ha adottato un parametro di riferimento, in base al quale in futuro le banche di rilevanza sistemica dovranno dedurre integralmente il valore contabile delle partecipazioni detenute in filiali estere dai fondi propri di base di qualità primaria della casa madre svizzera. A tal fine ha incaricato il DFF di elaborare entro fine ottobre 2025 un progetto a livello di legge da porre in consultazione per l’attuazione di tale parametro di riferimento. Nel presente rapporto vengono illustrate proposte di modifica della legge sulle banche e dell’ordinanza sui fondi propri in relazione alla copertura con fondi propri delle partecipazioni in filiali estere di banche di rilevanza sistemica.

Situazione iniziale

Attualmente le partecipazioni in filiali estere possono essere finanziate in larga misura dalla casa madre di banche di rilevanza sistemica con capitale di terzi. Secondo la regolamentazione vigente, tali partecipazioni richiedono soltanto una copertura di circa il 45 per cento con fondi propri di base di qualità primaria. In caso di perdita del valore contabile della partecipazione, ogni perdita di valore pari a 1 dollaro statunitense (USD) registrata sulle valutazioni delle filiali estere comporta per la casa madre un calo dei fondi propri di base di qualità primaria della stessa entità. Dal momento che la casa madre ha riservato per questo rischio solo circa 0,45 dollari statunitensi di fondi propri di base di qualità primaria, dovrà attingere a 0,55 dollari statunitensi di fondi di questo tipo destinati alla copertura dei rischi della propria attività operativa, che quindi non saranno più disponibili per lo scopo in origine previsto. Considerato che solo i fondi propri di base di qualità primaria assorbono direttamente le perdite, le perdite di valore su partecipazioni in filiali estere incidono sulla quota di fondi propri di base di qualità primaria (quota CET1) della casa madre. Nella crisi di Credit Suisse non è quindi stato possibile attuare importanti misure di gestione della crisi – per esempio la cessione di attività estere – perché così facendo la casa madre svizzera non sarebbe più stata in grado di adempiere le esigenze in materia di fondi propri.