Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/83: Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 · 9 pagine

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della Svizzera di dissuadere un aggressore dall’attaccarla ed è dettata dall’interazione tra resilienza e misure di protezione e difesa. Inoltre, tali gruppi chiedono di porre un accento particolare sull’importanza della difesa aerea, delle capacità a lunga gittata, della costituzione di scorte, dell’interoperabilità e del finanziamento.

Altri partiti, le opere assistenziali, le organizzazioni femministe o attive nell’ambito della politica di pace, gli attori del settore ambientale ed energetico e quelli che operano nell’ambito della politica di sviluppo chiedono invece di tenere conto maggiormente e in maniera più coerente della prevenzione, della sicurezza umana, della promozione della pace, della cooperazione allo sviluppo, dell’aiuto umanitario, dei diritti umani, del clima, della perdita di biodiversità, dei pericoli naturali, della sicurezza alimentare e dell’acqua potabile nonché delle dipendenze energetiche, rendendo inoltre più visibile la resilienza sociale. Questi pareri mirano a far sì che i rischi ecologici, energetici e legati alla politica di sviluppo siano trattati maggiormente come amplificatori di rischio in materia di politica di sicurezza e vengano messi in relazione in modo più sistematico con l’individuazione tempestiva, l’anticipazione, la sicurezza dell’approvvigionamento e la gestione delle crisi.

Alcuni Cantoni, conferenze cantonali e Città nonché diverse organizzazioni attive nei settori della polizia, della giustizia, della protezione della popolazione e dei corpi dei pompieri sottolineano che certe parti essenziali della sicurezza interna, del perseguimento penale, della protezione della popolazione, del settore sanitario, della gestione delle crisi e della protezione delle infrastrutture critiche sono improntate al federalismo. Invocano pertanto una maggiore visibilità dei Cantoni, dei Comuni e delle conferenze specialistiche a livello dell’attuazione e della gestione.

Alcuni attori attivi nell’ambito dell’economia, della scienza, dei media e della tecnologia avanzano rivendicazioni soprattutto in merito alla resilienza economica e tecnologica. I temi menzionati comprendono le catene di approvvigionamento, la capacità d’innovazione, le infrastrutture di dati, la «knowledge security», la sovranità digitale, l’intelligenza artificiale, l’ambito ciber, la resilienza dell’informazione e la diversità dei media. Nei loro pareri chiedono non solo di mettere maggiormente in evidenza i rischi, ma anche di garantire una migliore visibilità delle capacità che possono rivelarsi utili alla Svizzera per l’analisi, la protezione e la difesa.

3. I risultati nel dettaglio

3.1 Approccio concettuale e attuazione della Strategia

In gran parte dei pareri si riconosce la necessità di una nuova Strategia in materia di politica di sicurezza, che viene salutata con favore. Inoltre è apprezzato il nesso tra resilienza, difesa e protezione e capacità di difesa. Nella maggior parte dei casi la struttura del progetto gode di sostegno. Piacciono soprattutto l’approccio della sicurezza complessiva, le direzioni di marcia, il collegamento tra valutazione della situazione e misure nonché il tentativo di illustrare nello stesso quadro l’ampiezza dei temi e degli attori rilevanti per la politica di sicurezza e la loro responsabilità comune per la sicurezza.

A livello concettuale, alcuni singoli pareri si chinano sul concetto di sicurezza complessiva. Ad esempio i Cantoni di Argovia e Glarona nonché l’UDC chiedono di continuare a usare il termine consolidato «difesa integrata», anziché «sicurezza complessiva». In altri pareri si chiede di delimitare più precisamente alcuni termini centrali come resilienza, protezione, difesa e capacità di difesa nonché di mettere maggiormente in evidenza l’interconnessione e l’interdipendenza delle tre direzioni di marcia.

Nella maggior parte dei pareri si ritiene corretta e comprensibile la valutazione della situazione attuata nella Strategia. Non riscontra invece l’unanimità la previsione secondo cui, in un futuro prossimo, un attacco armato complessivo alla Svizzera appare improbabile. Infatti mentre il Cantone Argovia, l’Unione svizzera delle arti e mestieri e Chance Svizzera considerano la previsione troppo ottimistica e invocano una valutazione più rigorosa della situazione di minaccia, al contrario il PS chiede di trarre le dovute conseguenze da questa classificazione della situazione, al fine di stabilire le priorità e attribuire i mezzi disponibili. Inoltre in diversi pareri si chiede di fornire supplementi informativi sul contesto in materia di politica di sicurezza della Svizzera, nella fattispecie per quanto riguarda lo spazio come dimensione della politica di sicurezza (PLR, Il Centro, Ginevra), la criminalità transfrontaliera (CCPCS,